Piero De Luca: «Pd, il modello Campania per le prossime Politiche»
«La Campania rimane un modello politico e di governo per le politiche», spiega Piero De Luca, parlamentare e segretario regionale del Pd alla vigilia della festa regionale del partito a Portici (da oggi a sabato).
Dopo 11 anni ritorna la festa regionale dell’Unità.
««Inizia una grande mobilitazione di amministratori, militanti e leader nazionali e campani con la segretaria Elly Schlein che, con il comizio di chiusura, dà un segnale di grande attenzione ai nostri territori. Partiamo, quindi, dell'onda di partecipazione campana per dare un contributo fondamentale alla costruzione di un’alternativa a livello nazionale ad una destra che ha fallito e lascia un Paese in un disastro economico e sociale».
Modello Napoli e Campania: cosa possono fare i partiti campani per il Campo largo?
«Lavoreremo affinché la Campania sia protagonista. La Regione è dal 2015 simbolo di buon governo: ha cambiato rotta dando risposte su tutti i versanti dopo decenni di difficoltà economico, sociali e amministrative. E’ stata inoltre recuperata credibilità internazionale insime a Napoli e non è un caso che in questi giorni si svolga qui la Coppa America. Il Sud, insomma, non è una zavorra ma se, anzi, ci sono amministratori capaci ha le potenzialità per essere competitivo. Guardi qui abbiamo costruito e accompagnato un percorso unitario del centro sinistra a sostegno di Roberto Fico sulla base di un programma serio e condiviso. Questo modello di impegno si deve replicare anche a livello nazionale. Cosa si può fare? Io credo occorra partire dal bagaglio di iniziative che abbiamo messo in campo in questi anni. Dalla scuola, con le aule aperte di pomeriggio ed il trasporto gratuito, passando per l’edilizia sanitaria, per il sostegno alla formazione ed occupazione, sino all’ambiente con il recupero della balneabilità in molti tratti della nostra costa».
Si parla tanto di incontri dei leader nazionali, ma come è il dialogo di voi regionali?
«C’è un dialogo costante con tutte le forze politiche di centrosinistra che ha portato anche ad emendamenti unitari nell'ultima legge di bilancio. E poi ci sono le iniziative parlamentari comuni sul salario minimo, il congedo paritario, gli investimenti sulla sanità e la scuola o la manifestazione di Roma per Gaza. Certo ci sono aspetti da limare ma abbiamo una visione comune su molte cose».
In politica estera ci sono divisioni tra voi e l’M5s.
«Abbiamo una comune base valoriale di idee rispetto alla difesa dell’Europa e del diritto internazionale. Fiducioso che troveremo una sintesi: noi dobbiamo continuare a sostenere la resistenza ucraina che significa difendere il diritto internazionale. Ma siamo, è ovvio, consapevoli che serve rilanciare un’iniziativa diplomatica, mancata sinora, per una pace duratura».
Con la nuova legge elettorale serve scegliere un candidato leader. Con le primarie?
«Alla Camera dopo un passaggio tormentato in Senato, ci sarà un provvedimento che non interessa per nulla gli italiani alle prese con una miriade di problemi. A cominciare dal carovita. Ma questa destra è interessata solo a mantenere a tutti i costi la sua poltrona. Una nuova legge elettorale dovrebbe essere discussa anche con l’opposizione. Questa peraltro introduce un premierato di fatto e un premio di maggioranza enorme oltre ad altri profili di incostituzionalità. Comunque a mio avviso la guida del centrosinistra dovrebbe essere affidata al partito di maggioranza oppure si fanno le primarie. Su cui la segretaria ha dato già la sua disponibilità».
Gazebo o on line come vorrebbero i grillini?
«Le regole si decidono assieme ma prima serve una base programmatica comune ed un manifesto dei valori. Comunque ove mai si tengano, non dobbiamo temerle, le primarie saranno una grande festa di democrazia e lanceranno la volata per le politiche».
Per vincere non bastano Pd, M5s ed Avs. E serve un federatore per la quarta gamba.
«Dobbiamo aprirci senza veti. Ed è doveroso che le altre forze si organizzino da sole, ma è utile la condivisione di un programma politico comune perché la somma aritmetica non è tutto».
Un anno dall’elezione di Fico: come giudica il suo lavoro?
«In modo assolutamente positivo: sta portando avanti un lavoro importante insieme al PD e al centrosinistra».
Nelle forze di maggioranza ci sono alcune fibrillazioni da parte della civica A Testa Alta.
«Solo una normale e fisiologica dialettica dove ogni forza politica porta avanti le sue idee in modo costruttivo nell'interesse dei cittadini».