Petrachi pre Torino-Udinese: "Abate darà un'identità più precisa. Sul rapporto con Cairo..." - Toro News
Cairo o Abate? Chi ha ragione? (VIDEO)
Gianluca Petrachi è stato intervistato in zona mista prima dell'inizio del match tra Toro e Udinese valido per la sesta giornata di Serie A 2026/27. Ecco le parole del ds a Sky.
Questa squadra sta cercando ancora un'identità. Quanto tempo le date?
"Ora il mister ha tutti i giocatori a disposizione. Si è reso conto che con la difesa a 4 possiamo fare meglio. Sono sue strategie per trovare il miglior costume".
Cairo si aspettava di più in questo inizio di stagione. Cosa volevate vedere di più?
"Innanzitutto ci vuole tempo, quando si cambia tanto. Ora le conoscenze sono finite, i calciatori sono arrivati tutti. C'è una percezione da parte del tecnico di capire chi ha a disposizione e cosa può fare. Credo che da adesso in poi si potrà vedere un Toro con un'identità più precisa".
Cosa l'ha colpita di Abate e su cosa deve ancora lavorare?
"Le categorie bisogna affrontarle, conoscerle. Anche Abate ha pagato dazio da questo punto di vista: non è facile il salto dalla B alla A. Ci vuole tempo per comprendere. Abate ha un entusiasmo incredibile, idee molto belle. Ora deve metterle in pratica e trasformarle in convinzioni che poi trasferisce alla squadra. Io lo vedo in settimana, sta lavorando bene. Sono convinto che oggi la squadra possa fare una grande partita".
Cosa ha fatto risbocciare l'amore tra Cairo e Petrachi?
"Siamo stati qualche anno a non sentirci per via di incomprensioni. Poi un amico ci ha fatto riunire e da lì c'è stato un chiarimento. Poi il richiamo del Torino è importante per me, dieci anni non si dimenticano. Ho accettato con grande entusiasmo".
Quanto avete resistito in estate per Cacciamani?
"Non c'è stata solo la Roma, più di qualche club si è interessato. Il presidente aveva detto di non volerlo dare via a meno di proposte importantissime. Quella proposta non è arrivata, quindi ce lo godiamo. Il ragazzo è molto contento".
Ecco le sue dichiarazioni a DAZN.
Come avete vissuto la pausa e perché non avete fatto amichevoli?
"In realtà abbiamo fatto amichevoli con la nostra Primavera. Abbiamo preferito rimanere a Torino e non girare perché avevamo bisogno di far lavorare bene i ragazzi e soprattutto far conoscere meglio i ragazzi della Primavera al Mister, perché poi noi attingiamo tanto dal settore giovanile. Eì' anche un un modo per vedere i ragazzi al cospetto della prima squadra. Quindi abbiamo fatto due partite nei due sabati antecedenti a questo. Abbiamo lavorato bene, si è messa forza e benzina nel motore a quei giocatori che erano arrivati all'ultimo giorno del mercato e che ne avevano bisogno. Adesso c'è la prova del 9, che è quella del campo".