Peste suina, l'attenzione resta alta e la Regione scrive ai sindaci: ecco come comportarsi
Resta alta l'attenzione al contenimento della peste suina africana: sono stati oltre 600 i suini abbattuti in tutta la Regione nel primo semestre dell'anno, con l'epidemia che non si è tuttavia ancora fermata. La Regione Toscana ha trasmesso nelle scorse ore a tutti i sindaci una nota sulle misure di biosicurezza e di controllo previste del Commissario straordinario alla Peste suina africana. Attualmente le zone soggette a restrizione interessano alcuni territori delle province di Prato, Pistoia, Lucca e Massa-Carrara. E quasi l'intera provincia pratese è attenzionata: Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo ricadono nell’elenco dei Comuni soggetti a restrizione, nella “zona I” ad alto rischio ma senza casi accertati. E' necessario ribadire che la malattia colpisce esclusivamente maiali e cinghiali e non si trasmette all’uomo, ma che le persone possono trasportare involontariamente il virus attraverso fango e residui presenti su calzature, ruote, attrezzature e veicoli dopo una banale passeggiata nei boschi. L'ente raccomanda di tenere i cani al guinzaglio, non abbandonare rifiuti o avanzi di cibo e non alimentare i cinghiali, parcheggiare nelle aree indicate, evitando prati e zone con vegetazione pulire e disinfettare calzature, ruote, attrezzature e mezzi dopo le attività ed utilizzare prodotti disinfettanti idonei. Anche un solo caso di animale contagiato dalla peste suina impone l'abbattimento di interi allevamenti, con conseguente danno economico per l'intero comparto e (di conseguenza) all'occupazione: gli allevatori hanno più volte lanciato l'allarme. In caso di ritrovamento di un cinghiale morto, ferito o in evidente difficoltà, non bisogna avvicinarsi né toccare l’animale. Occorre memorizzare la posizione e contattare il numero unico regionale 0573 306655, attivo tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle ore 20.