Pescatori-operai per risanare la peschiera  - L'Unione Sarda.it

Santa Giusta.

11 agosto 2026 alle 00:37

Comprano e sostituiscono le griglie piazzate un anno fa e già distrutte 

Si dividono tra le reti da pesca e lo smeriglio. I pescatori di Santa Giusta, di fronte al silenzio delle Istituzioni, nella peschiera di Pesaria da alcuni giorni hanno iniziato a smantellare le 120 griglie in acciaio usurate e con i fori ormai troppo larghi per trattenere i pesci, per posizionarne di nuove. Il tutto a loro spese.

Lavori inutili

Nel 2023, grazie a un milione di euro finanziato dalla Regione nell’ambito della programmazione territoriale, sono stati realizzati i lavori di ristrutturazione della peschiera di Pesaria, che i pescatori aspettavano da 30 anni. Otto mesi dopo la chiusura del cantiere. «Ma fin da subito le griglie della struttura hanno iniziato a presentare dei fori, che poi si sono allargati sempre di più - ricorda il presidente del Consorzio che gestisce lo stagno, Emanuele Cossu - L’Unione dei Fenici aveva fatto anche analizzare una griglia in un centro specializzato di Modena per capire se l’acciaio utilizzato fosse quello previsto dal capitolato e così è stato. Poi, però, nessuno è intervenuto. Nessuno ha mai detto perché le griglie si sono usurate».

Le griglie nuove

Ecco perché i pescatori hanno deciso di intervenire: «Non avevamo altre soluzioni - spiega Cossu - Tutti a casa o tutti in acqua per montare e rimontare la nuova attrezzatura. Abbiamo già speso 60mila euro per acquistare circa 80 griglie in acciaio e in pvc. Però è assurdo che questo lavoro venga pagato investendo i nostri stipendi. Non era un intervento che dovevamo fare noi. Ma i buchi, ormai diventati enormi, non consentivano più di trattenere il pesce nella pescheria».

L'indagine

A dicembre del 2024, i pescatori avevano ricevuto la visita inaspettata della Guardia di finanza. Nei loro uffici, però, non era presente la documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione della peschiera. Ecco perché, poco dopo, i militari si sono recati nella sede dell’Unione dei Fenici, committente e responsabile del primo intervento. «Non abbiamo saputo più nulla - conclude Cossu - speravamo in un intervento, vista anche l'indagine in corso. Noi però non stiamo fermi. Anche con l'aiuto del Comune, chiederemo un finanziamento alla Regione».

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