Perché la Germania può “respingere” i migranti in Italia e Grecia

Svolta dal 19 agosto. Il governo tedesco applica il nuovo patto Ue con le regole di Dublino. Il Viminale: nessun migrante deve tornare qui. Gümpel: Merz soffre la pressione di AfD

Migranti in coda per ricevere cibo distribuito da un'Ong nell'enclave spagnola di Ceuta

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Roma, 10 agosto 2026 – Si allargano i contrasti in Europa sulla questione migratoria. La prossima crisi potrebbe aprirsi sui "dublinanti" e, a quel punto, lo scontro a Bruxelles sarebbe totale. La tensione fra Italia e Spagna resta alta, con l’Ue impegnata nella mediazione. Ma per Palazzo Chigi arriva un’altra brutta notizia: la Germania, destinazione finale di decine di migliaia di migranti entrati nell’Unione attraverso l’Italia, si prepara a rimandarne una parte nel nostro Paese, applicando le regole europee sui movimenti secondari. "Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo (Seca). Si aspetta pertanto che, a partire da tale data, vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l’Italia e la Grecia", ha spiegato un portavoce del ministero dell’Interno tedesco.

Dal 2022 il governo Meloni si era rifiutato di riprendersi i cosiddetti "dublinanti". Nell’autunno 2025 Roma e Berlino avevano raggiunto un’intesa per azzerare il pregresso, ma secondo la Germania quella sanatoria è venuta meno con l’entrata in vigore, il 12 giugno, del nuovo Patto Ue sulla migrazione e l’asilo.

GUMPEL

Il giornalista Gümpel

"Durante la grande crisi migratoria era già evidente che circa la metà delle persone sbarcate in Italia non intendeva rimanervi. Molti restavano tre giorni e poi proseguivano verso altri Paesi europei, in particolare verso la Germania. L’Italia era quindi il Paese di primo ingresso, ma non necessariamente quello di destinazione finale" spieg al QN Udo Gümpel, giornalista tedesco, corrispondente dell’emittente Rtl. Secondo Gümpel, il vero incubo dell’Italia non è Ceuta, ma il dossier dei trasferimenti: tra il 2023 e il 2024 si parla di circa 85mila richieste di presa in carico rivolte a Roma dagli altri Paesi Ue.

"Per me – argomenta Gümpel – quello di Meloni è un disperato tentativo di sospendere non soltanto Schengen, ma soprattutto Dublino III. Il vero problema è che l’Italia dovrebbe riprendersi decine di migliaia di persone entrate nel Paese e poi trasferitesi altrove. Meloni tenta di mettere la Spagna sul banco degli accusati per avere una giustificazione per non applicare Dublino III".

Dal Viminale arriva però una lettura opposta: "Non c’è nessun dublinante da riprendere da Berlino". L’Italia considera azzerati i casi precedenti al 12 giugno 2026 e sostiene che per gli arrivi successivi sia ancora troppo presto per accertare movimenti verso altri Paesi. Roma chiede inoltre che eventuali rientri siano compensati con i migranti portati in Italia dalle ong. La Commissione, tuttavia, il 15 luglio aveva segnalato che nelle prime settimane del nuovo regolamento otto Stati membri avevano comunicato richieste di presa in custodia: dodici trasferimenti verso l’Italia erano stati richiesti e Roma li aveva respinti. Bruxelles ha ricordato che lo Stato ricevente non può rifiutare il trasferimento, ma deve proporre una data alternativa.

Il nodo si intreccia con la linea dura del cancelliere Friedrich Merz, anche in vista del voto del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, dove l’AfD è data in forte ascesa. "Merz – conclude Gümpel –crede che una politica di mano dura contro l’immigrazione possa sottrarre voti all’AfD. Sta accadendo esattamente il contrario: da quando il governo ha imboccato questa strada, l’AfD è cresciuta nei sondaggi".

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