Perché il cruciverba è ancora il nostro passatempo estivo preferito

Durante l'inverno c'è, da qualche parte, almeno un numero di una rivista di enigmistica che giace inutilizzata sul fondo di una borsa, assieme ai granelli di spiagge lontane e a una crema solare. Se lo ritroviamo l'anno dopo, possiamo ricominciare dal punto in cui l'avevamo interrotto, seguendo il filo del ragionamento delle orizzontali e verticali che ci avevano messo in crisi l'agosto precedente. Ogni casa al mare ne ha almeno qualche copia dimenticata dagli avventori estivi, con il Bartezzaghi da finire e qualche scarabocchio: è strano trovarle lì in inverno, come reperti da un mondo che sembra lontanissimo (ora viene da pensare anche a Belly e Conrad nella puntata di Natale, con il cruciverba lasciato a metà e "Mystery of Love" in sottofondo).

Per l'estate italiana, le parole crociate sono un'istituzione e, nonostante l'estetica retrò, sopravvivono al passare del tempo e oggi piace anche alla Gen Z.


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Una storia antica

La Settimana Enigmistica è una delle più antiche riviste italiane e la sua cifra stilistica è sempre stata la stessa, immutabile negli anni. Il primo numero è del 23 gennaio 1932 e, all'epoca, costava 50 centesimi di lira. La cosa interessante è che, a vederlo, il fascicolo era praticamente identico a quello che compriamo oggi quando arrivano le ferie: in copertina c'era il cruciverba in prima pagina, sempre con la foto di una persona famosa ma, allora, erano i quadratini a comporne il volto. Le parole crociate erano state inventate non troppo tempo prima da Arthur Wynne, un giornalista di Liverpool trapiantato negli Stati Uniti, ed erano diventate popolari alla fine degli anni '20 del 1900.

La Settimana Enigmistica sembra impermeabile al passare del tempo ed è, per questo, una certezza piuttosto rassicurante. Si trovano in ogni numero i cruciverba più amati, quelli più difficili a pagina 41 firmati da Bartezzaghi (oggi Alessandro, erede di Pietro Bartezzaghi che per decenni è stato autore dell’ultimo cruciverba collaborando con la rivista a partire dal 1949, quando aveva solo 16 anni) o da Ghilardi e Di Muro. E poi ci sono i rebus, il Bersaglio, le parole crociate senza schema: oltre 50 pagine di rompicapo per passare il tempo.

Perché le parole crociate e i rebus piacciono alla Gen Z

Negli anni i cruciverba inventati da Wynne hanno indubbiamente cambiato forma. Ora l'intrattenimento passa anche attraverso app e giochi online come Parseword, nato nel 2026 e difficilissimo (sostanzialmente versione digitale dei cryptic crossword, dove le definizioni contengono una definizione classica e un gioco di parole), l'amatissimo Wordle, in cui si deve indovinare una parola misteriosa da 5 lettere usando un massimo di 6 tentativi, Connections, ( l'obiettivo è raggruppare secondo criteri semantici quattro gruppi di quattro parole), o Spelling Bee, in cui bisogna formare più parole possibili combinando 7 lettere.

Eppure l'enigmistica online o su app continua a non aver nulla a che fare con una rivista da portare in spiaggia o da compilare su una sdraio in montagna. Questo lo sa anche la Gen Z che è sempre più alla ricerca di passatempi analogici contro il brain rotting e la dipendenza da smartphone. Le nuove generazioni sanno che, per smettere di scrollare, non basta cancellare le app ed esercitare l'autocontrollo, servono alternative a portata di mano. Per questo nei cosiddetti Luddte club o Luddite festival si parla di dove indirizzare la propria mente e il proprio tempo, come creare delle "analog bag" con dentro taccuini, libri o gomitoli per fare all'uncinetto da tirare fuori all'occorrenza, si organizzano incontri per passare il tempo in compagnia con i telefoni lontani dalle mani e soprattutto dall'attenzione. È chiaro che, in questo senso, il cruciverba funziona alla perfezione ed è ancora l'accessorio perfetto per l'estate, da quasi cent'anni.