Perché gli amminoacidi nella skincare possono davvero aiutare la pelle
Glicina, serina, arginina. Sono amminoacidi e possono essere già nella crema che usi ogni mattina, anche se il nome in grande sulla confezione celebra altro. Il loro interesse cosmetico parte dall'idratazione, soprattutto quando il viso tira, è ruvido al tatto o mostra quelle piccole pieghe che la mancanza di acqua rende più evidenti. Per sceglierli a dovere, però, serve capire che cosa possono fare sulla pelle e quali ingredienti li accompagnano. Ed è per questo che siamo qui.
Tutto comincia in superficie
Gli amminoacidi sono le molecole da cui l'organismo parte per costruire le proteine, tra cui collagene, elastina e cheratina. Nella parte più esterna della pelle, lo strato corneo, alcuni sono presenti anche in forma libera e contribuiscono al fattore naturale di idratazione. È un insieme di sostanze, tra cui anche urea e sali, che lega acqua e mantiene questo strato flessibile: nelle formule cosmetiche, miscele di glicina, serina, alanina e altri amminoacidi vengono impiegate soprattutto come umettanti. Aiutano a trattenere l'acqua e a rendere la superficie più morbida, con benefici sulla sensazione di comfort e sull'aspetto delle piccole linee da disidratazione.
Mantenendo idratato lo strato corneo, gli amminoacidi contribuiscono inoltre al buon funzionamento della barriera cutanea, che protegge la pelle dagli agenti esterni e limita la perdita d’acqua. È utile distinguere questa azione da quella dei peptidi, costituiti da brevi catene di amminoacidi già legati tra loro, con proprietà che dipendono dalla loro struttura. E il fatto che gli amminoacidi siano componenti del collagene non basta per attribuire a qualsiasi crema che li contenga la capacità di produrne di nuovo. Anche la presenza di un solo nome nell'INCI dice poco sull'obiettivo del prodotto. L'arginina, per esempio, può essere usata anche per regolare il pH.
Scegli la texture, poi guarda la formula per capire cosa serve alla tua skincare routine
Klairs
Supple Preparation Unscented Toner (180 ml)
Drunk Elephant
Amino Rain Glasswater Serum (30 ml)
The Ordinary
Natural Moisturizing Factors + HA (100 ml)
Gli amminoacidi possono entrare nella routine attraverso una lozione, un siero o una crema, al mattino e/o alla sera. E, sì, un solo prodotto può essere sufficiente. Anche una pelle che si lucida può essere disidratata, perché sebo e contenuto d'acqua sono aspetti diversi. La scelta riguarda quindi tanto gli ingredienti quanto la consistenza che risulta confortevole sul viso: dopo la detersione, una lozione con amminoacidi offre un primo passaggio idratante dalla texture molto fluida, da distribuire con le mani prima dei trattamenti successivi. È un'opzione per chi apprezza le consistenze acquose e vuole aggiungere idratazione senza la sensazione di una crema ricca.
Il siero si inserisce nello stesso intervallo, dopo l'eventuale lozione e prima della crema. Può associare una miscela di amminoacidi ad altri umettanti, come acido ialuronico e glicerina, per aiutare la superficie cutanea a trattenere acqua. Il formato, da solo, non garantisce una concentrazione superiore o risultati migliori rispetto a una crema. Contano la composizione e il comportamento della formula sulla pelle, compresa la facilità con cui si sovrappone agli altri prodotti senza lasciare residui o risultare appiccicosa.
Chi preferisce concentrare l'idratazione in un unico passaggio può cercare gli amminoacidi direttamente nella crema. Qui la componente lipidica completa il lavoro degli umettanti e aiuta a limitare la dispersione dell'acqua. Una consistenza più ricca può essere utile quando il viso è secco durante la giornata, mentre una texture leggera può risultare più piacevole sulla pelle mista o grassa. Lozione, siero e crema sono quindi possibilità da scegliere secondo le proprie esigenze, senza che la presenza dello stesso attivo renda necessario usarli tutti.