Pensioni, Salvini e Durigon rilanciano l'uscita a 64 anni ma nella maggioranza non mancano le polemiche

La pensione a 64 anni torna al centro del confronto sulla prossima legge di bilancio. La maggioranza apre alla possibilità di introdurre maggiore flessibilità in uscita, con l'obiettivo di consentire ai lavoratori di anticipare il pensionamento rispetto alla soglia ordinaria dei 67 anni e favorire il ricambio generazionale.

Un'ipotesi ancora allo studio, che deve fare i conti con le risorse disponibili e la sostenibilità della spesa pubblica. A rilanciare la proposta è stato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, secondo cui all'interno del governo esiste già una predisposizione a lavorare sulla misura.

Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che indica il superamento della legge Fornero tra le priorità della manovra.

Ma nella maggioranza non manca chi invita a mantenere alta l'attenzione anche sulle pensioni minime e sul futuro previdenziale dei giovani, mentre dall'ambito economico arriva un richiamo a privilegiare il taglio delle tasse sul lavoro.

Durigon e Salvini: l'obiettivo è la pensione a 64 anni

"L'idea è di dare un diritto ai lavoratori di andare in pensione a 64 anni", ha dichiarato Durigon, intervistato dal direttore dell'Adnkronos Davide Desario a Napoli durante 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor ospitato nella sede dell'Associazione Costruttori Edili Napoli (Acen).

La proposta punta a introdurre una maggiore flessibilità in uscita, affiancandola a misure per favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Tra queste, il sottosegretario ha indicato la possibilità di ridurre al 5% la tassazione per i giovani nei primi anni di attività lavorativa.

"Ci stiamo lavorando, c'è la predisposizione all'interno del governo", ha aggiunto Durigon, delineando un'ipotesi che potrebbe trovare spazio nella prossima legge di bilancio.

Anche Salvini insiste sulla necessità di anticipare l'età pensionabile. Intervenendo a Telelombardia, il ministro delle Infrastrutture ha indicato come priorità il superamento della legge Fornero, con la possibilità di scendere dai 67 ai 64 anni per chi desidera lasciare prima il lavoro.

L'obiettivo, nelle parole del vicepremier, è riconoscere a chi ha lavorato a lungo la possibilità di recuperare tre anni di vita oltre che di contributi, superando quello che ha definito il modello del «fine lavoro mai» associato alla riforma Fornero.

FdI: flessibilità sì, ma attenzione a minime e giovani

L'ipotesi di un'uscita anticipata trova apertura anche in Fratelli d'Italia, che invita però a non limitare il confronto alla sola età pensionabile.

"È importante e giusto continuare a ragionare su soluzioni che consentano maggiore flessibilità in uscita", ha dichiarato la deputata Letizia Giorgianni, commentando con l'Adnkronos la proposta avanzata da Durigon.

La parlamentare ha ricordato che il confronto sul tema è aperto da tempo nel partito, anche attraverso il lavoro del presidente della commissione Lavoro, Walter Rizzetto, che ha approfondito diverse ipotesi di intervento.

Giorgianni ha sottolineato, tuttavia, la necessità di concentrare l'attenzione soprattutto sulle pensioni minime e sulle prospettive previdenziali delle nuove generazioni. Un equilibrio che, ha precisato, dovrà tenere conto della sostenibilità dei conti pubblici.

Cottarelli frena: meglio tagliare le tasse sul lavoro

A richiamare l'attenzione sui costi di un eventuale intervento è Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano. Commentando l'ipotesi di flessibilità in uscita a 64 anni, l'economista ha indicato una diversa priorità nell'utilizzo delle eventuali risorse disponibili.

virgolette

Se ci sono risorse disponibili le userei per tagliare le tasse dei lavoratori piuttosto che per aumentare la spesa per pensioni

La prossima legge di bilancio sarà il passaggio decisivo per capire se l'ipotesi della pensione a 64 anni potrà tradursi in una misura concreta.