Parotex festeggia 50 anni di fili intrecciati a Busto Arsizio

Generico 21 Sep 2026

Cinquant’anni sono un traguardo, ma per Parotex, azienda tessile di Busto Arsizio, sono soprattutto una storia fatta di fili che si intrecciano. Quelli che corrono oggi veloci sui telai dello stabilimento di Busto, ma anche quelli che tengono insieme due generazioni della famiglia Rovea, il territorio e un’impresa nata nel 1976, con un mercato che dall’Italia si è allargato all’Europa, agli Stati Uniti, al Medio Oriente e all’Asia. 

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Parotex produce tessili destinati al mondo dell’hospitality e delle lavanderie industriali: tovagliato e prodotti per alberghi e ristorazione, realizzati per rispondere alle particolari esigenze di un settore in cui i tessuti devono sopportare lavaggi frequenti, alte temperature e processi di igienizzazione. Accanto alla produzione più tradizionale, con il brand Casarovea l’azienda è arrivata nel mondo dell’hôtellerie di alta gamma, sviluppando anche collezioni personalizzate e su misura per strutture alberghiere internazionali prevalentemente di lusso. 

Per raccontare questi primi cinquant’anni siamo entrati in azienda, accompagnati da Stefania Rovea, che oggi la guida insieme al fratello Andrea. Ed è proprio camminando tra uffici, campionari, magazzini, orditoi e telai che si capisce quanto lavoro possa nascondersi dietro un tessuto che, una volta arrivato sulla tavola o nella camera di un albergo, sembra semplicemente essere sempre stato lì. 

Tutto comincia nel 1976 

La storia comincia da una piccolissima tessitura in via Baraggioli, a Busto Arsizio. A fondarla è Gelmino Rovea, il padre di Stefania e Andrea, spinto da una passione per il tessile nata molto prima di diventare imprenditore. «Mio padre fin da ragazzino ha avuto l’opportunità di lavorare in aziende manifatturiere legate al mondo tessile – racconta Stefania Rovea –. Dopo aver acquisito un bel bagaglio di esperienza ha deciso di avviare un’attività in proprio». 

All’inizio ci sono solo due dipendenti e soprattutto c’è il lavoro conto terzi. Parotex produce per altri, principalmente per il mondo delle lavanderie industriali. Una microazienda, cresciuta passo dopo passo: prima con il trasferimento in un capannone di via Novara, poi con l’acquisto dei primi telai a proiettile e continui investimenti. 

L’arrivo dei figli porta un’ulteriore spinta in avanti. Andrea ha seguito studi tessili, Stefania quelli amministrativi. Entrano nell’impresa poco più che ventenni e il passaggio generazionale avviene quasi naturalmente. «Con l’ingresso dei giovani – sorride Rovea – si ha sempre voglia di fare qualcosa in più». 

Quel “qualcosa in più” diventa un nuovo stabilimento e, soprattutto, uno sguardo che comincia ad andare oltre i confini italiani. Nel 2008 Parotex si trasferisce nell’attuale sede, nella zona industriale di Busto, costruita ex novo su un terreno acquistato dalla famiglia e successivamente ampliata. Qui vengono riuniti uffici commerciali e amministrativi, sviluppo prodotto, uffici tecnici, showroom, produzione e logistica. 

Da Busto Arsizio a New York e Hong Kong 

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Intanto cambia anche la geografia dell’azienda. Il mercato, inizialmente quasi esclusivamente italiano, si apre prima all’Europa e poi agli Stati Uniti. 

Nasce così Casarovea, il brand destinato soprattutto ai mercati internazionali e al segmento più alto dell’hospitality. Nel 2017 apre un ufficio-showroom a New York, con personale e una rete commerciale dedicati al mercato statunitense, canadese e caraibico, fino al settore delle navi da crociera. Nel 2025 arriva anche l’ufficio di Hong Kong, mentre l’azienda sviluppa la propria presenza in Medio Oriente e in altri mercati asiatici. 

La scelta alla base della crescita, però, è rimasta quella di non abbandonare Busto Arsizio e la produzione italiana. «A un certo punto eravamo davanti a un bivio – spiega Rovea –: andare verso una produzione standardizzata oppure mantenere una qualità alta». Parotex ha scelto la seconda strada, mantenendo in Italia la produzione tessile e facendo riferimento, per diverse lavorazioni, anche alla filiera locale. 

Nel cuore dell’azienda, dove dal filo nasce il tessuto 

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È entrando nei reparti produttivi che si capisce davvero quanto lavoro ci sia dietro un tessuto. Il viaggio comincia dal filato: le rocche vengono disposte sulla cantra e i fili raggiungono l’orditoio, dove vengono preparati per essere poi trasferiti sui subbi destinati ai telai. Proprio qui troviamo uno dei macchinari più recenti dell’azienda, un nuovo orditoio arrivato a maggio. 

Poco più avanti il rumore cambia e si entra nel cuore della tessitura. Ordito e trama si intrecciano sui telai abbinati alle macchine jacquard, capaci di realizzare disegni direttamente nel tessuto. Si passa dai vecchi telai a navetta ai telai a proiettile, che poi saranno sostituiti dai nuovi telai a pinza in arrivo a ottobre. 

Il lavoro, però, non finisce qui. Le pezze passano alla specola, dove gli addetti controllano il tessuto alla ricerca di eventuali difetti. Un’attività ancora affidata all’occhio umano. Per completare l’intero ciclo produttivo servono almeno trenta giorni. Orditura, tessitura, controlli, trattamenti e confezionamento sono soltanto alcuni dei passaggi necessari prima che il prodotto sia pronto a partire. È qui che il lavoro prende la sua dimensione industriale: dalla sede di Busto, ogni giorno, partono centinaia di scatole dirette verso clienti e mercati di tutto il mondo.

Non tessile per la casa, ma per l’hospitality 

Parotex lavora in un settore molto specifico: il tessile destinato all’hospitality e alle lavanderie industriali, con prodotti progettati per un settore di nicchia, che richiede competenze tecniche e specifiche capacità produttive.

Con Parotex l’azienda serve soprattutto lavanderie industriali in Italia e in Europa, mentre attraverso Casa Rovea si rivolge al mondo dell’hôtellerie di alta gamma con progetti molto più personalizzati. 

Ed è qui che il tessile incontra anche la creatività. Nell’ufficio stile si studiano disegni, colori, ricami e lavorazioni jacquard attraverso specifici programmi di disegno tessile. Per una struttura alberghiera si può partire da un semplice logo oppure arrivare a progettare un’intera linea: tovagliato, letto, bagno, prodotti per le Spa e collezioni create appositamente per una determinata struttura: «Ci coinvolgono anche nella fase iniziale di apertura di un hotel – racconta Rovea –. Prepariamo moodboard, sviluppiamo idee e ci confrontiamo con gli architetti che stanno studiando gli ambienti. È un lavoro stimolante perché ci permette di dare spazio alla creatività e mostrare quello che siamo capaci di fare». 

Ed è qui che il tessile incontra anche la creatività. Nell’ufficio stile si studiano disegni, colori, ricami e lavorazioni Jacquard attraverso software CAD. Per una struttura alberghiera si può partire da un semplice logo oppure arrivare a progettare un’intera linea: tovagliato, letto, bagno, prodotti per le Spa e collezioni create appositamente per una determinata struttura: «Ci coinvolgono anche nella fase iniziale di apertura di un hotel – racconta Rovea –. Prepariamo moodboard, sviluppiamo idee e ci confrontiamo con gli architetti che stanno studiando gli ambienti. È un lavoro stimolante perché ci permette di dare spazio alla creatività e mostrare quello che siamo capaci di fare». 

Durante la visita ci mostra, ad esempio, una linea Kids sviluppata su richiesta di una catena alberghiera: disegni, colori, materiali, ricami e perfino tessuti sui quali i bambini possono disegnare. Ogni prodotto diventa così un piccolo progetto costruito intorno all’identità del cliente. 

Il fondatore 

Parotex festeggia 50 anni di fili intrecciati a Busto Arsizio

Durante la visita incontriamo anche Gelmino Rovea, il fondatore, che quest’anno ha compiuto 80 anni e continua a lavorare in azienda. Quando gli facciamo i complimenti per quello che Parotex è diventata, ci risponde con una battuta: «Lavoro esattamente come 50 anni fa; non c’è tempo per fermarsi…». 

Una frase che racconta bene il carattere di un uomo pratico, arrivato alla scelta di mettersi in proprio dopo aver maturato anni di esperienza nel mondo della tessitura, ma che alla capacità di fare ha saputo affiancare una visione imprenditoriale. Da quella piccola attività nata nel 1976 ha posto le basi per una crescita proseguita negli anni, attraverso gli investimenti, l’ingresso dei figli e l’apertura ai mercati internazionali. 

Una crescita che, sottolinea Stefania Rovea, non sarebbe stata possibile senza le persone che hanno accompagnato l’azienda in questo percorso. Oggi Parotex conta 55 dipendenti, molti dei quali lavorano qui da tanti anni. «I dipendenti sono la vera forza motore dell’azienda – ribadisce –. Un’azienda è fatta soprattutto di persone». 

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«Cinquant’anni non sono un punto d’arrivo» 

Nel frattempo Parotex continua a investire: nei macchinari, nell’automazione, nella sicurezza e nell’ergonomia delle postazioni di lavoro. In magazzino, per esempio, un sistema permette di sollevare e movimentare le scatole praticamente azzerandone il peso per l’operatore. Sul fronte ambientale l’azienda ha sviluppato anche una linea green che elimina la fase del candeggio, riducendo consumi di acqua ed energia, e ha installato pannelli fotovoltaici. 

Il 25 settembre il cinquantesimo sarà festeggiato insieme ai dipendenti, ai partner e ai fornitori del territorio, dopo gli appuntamenti organizzati nei mesi scorsi per i clienti italiani ed europei. Ma per Stefania Rovea la ricorrenza non serve soltanto a guardare indietro. «Il cinquantesimo è un bellissimo traguardo, ma non è un punto d’arrivo: è un nuovo punto di partenza. Siamo arrivati fin qui, e ora guardiamo al futuro, con nuovi progetti, nuove sfide e la stessa voglia di continuare a crescere.». 

Fuori dai reparti resta il rumore regolare dei telai. Dentro, migliaia di fili continuano a incrociarsi, uno dopo l’altro. È lo stesso gesto industriale da cui Parotex è partita cinquant’anni fa. Solo che oggi quei fili, da Busto Arsizio, arrivano molto più lontano.