Park Tower Milano, il Tar dà ragione a Bluestone: niente conguaglio da 1,3 milioni
La società immobiliare Bluestone, guidata da Andrea Bezziccheri, non dovrà versare al Comune di Milano circa 1,3 milioni di euro di oneri di urbanizzazione aggiuntivi per le Park Tower di via Crescenzago, uno dei complessi finiti sotto inchiesta nell’ambito delle indagini sull’urbanistica di Milano. Lo ha stabilito il Tar Lombardia, che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Fabio Todarello contro la richiesta di conguaglio avanzata da Palazzo Marino nell’ottobre 2025. Lo scorso luglio la Corte dei conti aveva assolto tre funzionari comunali. Mentre è in corso il processo penale.
Secondo i giudici amministrativi, la richiesta del Comune è arrivata fuori tempo massimo: l’amministrazione avrebbe potuto intervenire entro i termini previsti dalla legge, mentre il conguaglio è stato chiesto quando erano ormai scaduti sia il termine per esercitare il potere inibitorio sulla Scia sia quello per l’autotutela sul titolo edilizio. Al centro della vicenda ci sono le due torri residenziali di via Crescenzago, alte 80 e 50 metri, realizzate nell’area del Parco Lambro attraverso una Scia alternativa al permesso di costruire, inizialmente qualificando l’intervento come ristrutturazione edilizia di un vecchio magazzino-deposito. Dopo l’avvio delle indagini della Procura di Milano sull’urbanistica cittadina, la società aveva presentato una Scia in variante trasformando la qualificazione dell’intervento in nuova costruzione.
Il Comune aveva successivamente richiesto un conguaglio sulle monetizzazioni delle aree a standard, applicando i nuovi valori approvati alla fine del 2025, che avevano aumentato sensibilmente il peso economico degli oneri immobiliari dopo 27 anni di tariffe rimaste ferme. Per il Tar, però, quei nuovi parametri non potevano essere applicati al caso delle Park Tower. Il titolo edilizio, secondo la ricostruzione dei giudici, si era infatti perfezionato nel luglio 2020 e l’eventuale richiesta di maggiori somme avrebbe dovuto essere avanzata entro il luglio 2021. La sentenza rappresenta un nuovo passaggio nella lunga vicenda giudiziaria che da quasi quattro anni coinvolge il settore immobiliare milanese. Dopo una serie di decisioni favorevoli alle tesi del Comune, negli ultimi mesi sono arrivate tre pronunce che hanno accolto le ragioni di imprese e operatori.
A giugno, nel procedimento penale sulla Torre Milano di via Stresa, la giudice Paola Braggion aveva assolto tutti gli imputati dall’accusa di abusi edilizi e lottizzazione abusiva perché “il fatto non costituisce reato”. Poco dopo, la decisione della Corte dei Conti. Il Tar ha inoltre affrontato il tema degli sconti sugli oneri per gli interventi di demolizione e ricostruzione. Secondo i giudici, le agevolazioni previste per la rigenerazione urbana possono essere applicate anche a progetti che trasformano edifici esistenti, come magazzini e strutture industriali dismesse, in nuovi complessi residenziali, indipendentemente dalla qualificazione formale dell’intervento come “ristrutturazione edilizia” o “nuova costruzione”.
Palazzo Marino dovrà quindi valutare caso per caso l’applicazione dei regimi agevolati previsti dalla normativa regionale e nazionale per gli interventi che favoriscono il recupero di aree già urbanizzate e il contenimento del consumo di suolo. La sentenza riconosce infine a Bluestone anche la possibilità di ottenere una rivalutazione di alcune agevolazioni sugli oneri: secondo i calcoli della società, potrebbe derivarne un rimborso di circa 66mila euro.