"Paradosso accise: rincari e rimborsi dimezzati"

Il calo dei benefici fiscali sta drenando la liquidità necessaria alle imprese per far fronte alle scadenze .

Per le associazioni occorrono misure capaci di sostenere liquidità. degli autotrasportatori e competitività

Per le associazioni occorrono misure capaci di sostenere liquidità. degli autotrasportatori e competitività

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Il caro gasolio mette sotto pressione l’autotrasporto. In Emilia-Romagna il prezzo medio del diesel self ha raggiunto 2,178 euro al litro, mentre sulla rete autostradale nazionale è salito a 2,255 euro. Sono i dati aggiornati al 27 luglio dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per le aziende il carburante è una delle principali voci di costo e gli aumenti non sempre possono essere trasferiti subito sui committenti. "Siamo davanti a un paradosso – afferma Davide Cassani, presidente di CNA Fita Ravenna –. Le imprese acquistano il gasolio a prezzi molto più elevati, ma dispongono di un credito sensibilmente inferiore. Si riduce così la liquidità utilizzata per compensare IVA, imposte sui redditi e altre scadenze fiscali, proprio mentre aumentano le spese".

Il riferimento è al rimborso dell’accisa per i veicoli di almeno 7,5 tonnellate, Euro 5 o superiori. Gli importi del secondo trimestre 2026 sono confermati dall’Agenzia delle Dogane: per il gasolio tradizionale 69,68 euro ogni mille litri dal primo aprile al 22 maggio, 169,68 euro dal 23 maggio al 6 giugno e 219,68 euro dal 7 al 30 giugno. Una simulazione CNA su un mezzo che abbia consumato novemila litri nel trimestre indica una riduzione del beneficio da oltre 2000 a circa 1.130 euro. Anche Manoela Baldi, referente della categoria Trasporti di Confartigianato Imprese Ravenna, sollecita la rapida attuazione degli strumenti predisposti: "Il recente decreto attuativo sul credito d’imposta rappresenta un primo sostegno per le imprese di autotrasporto, che continuano a fare i conti con un costo del gasolio stabilmente superiore ai due euro al litro. In un contesto in cui il carburante incide in modo determinante sugli oneri di esercizio, è importante che le misure previste siano rese rapidamente operative e consentano di offrire un aiuto concreto alle aziende, chiamate ogni giorno a garantire servizi essenziali per cittadini e imprese".

Una forma di tutela è prevista dal Consar, uno dei maggiori consorzi italiani del settore, che riunisce 380 imprese. "Sosteniamo i nostri soci - spiega il presidente Nakia Gardini – attraverso la gestione dei contratti che sono fissi, ma prevedono una clausola di salvaguardia, il cosiddetto "fuel surcharge". Il meccanismo consente di adeguare in proporzione il corrispettivo del trasporto alle variazioni del gasolio, evitando che i rincari ricadano interamente sulle aziende". Gli aumenti prolungati investono l’intera catena logistica e possono riflettersi sul prezzo finale dei prodotti. Per le associazioni occorrono quindi misure tempestive, capaci di sostenere la liquidità degli autotrasportatori e la competitività del sistema locale.

Maria Vittoria Venturelli

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