Papa Leone: “La Chiesa non fa politica ma il credente non può accettare strutture inique”
Folla all’udienza in piazza San Pietro. Il monito del pontefice: “Attenti alla logica del profitto a tutti i costi”

Papa Leone XIV

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Roma, 7 ottobre 2026 – Papa Leone XIV, nella tradizionale udienza generale del mercoledì, chiarisce come il cristiano debba muoversi nelle scelte e nell’impegno per costruire un mondo più giusto. In un periodo in cui l’Europa si ritrova in una eterna campagna elettorale ed è incendiata dalle proteste da piazza San Pietro arrivano le linee guida per evitare che l’impegno dei cattolici sia strumentalizzato.
“La Chiesa non fa politica – ha spiegato il Santo Padre –, ma il credente non può accettare strutture inique”. Il terreno su cui il pontefice fa maturare le sue riflessioni è sempre il Concilio Vaticano II e quanto esso sia rimasto inapplicato. “I Padri del Concilio ricordano che la missione della Chiesa si realizza anche nel contribuire alla costruzione della città terrena. I suoi metodi e la sua finalità non sono primariamente di ordine politico, bensì consistono nella testimonianza della fede e della carità, insieme con l’impegno per la giustizia, la pace, la fraternità”.
Un impegno sociale che non guarda solo quotidianamente ai più deboli, ma che è animato dal suo voler seguire Gesù. “Chi adora Cristo, il Giusto morto per gli ingiusti, non può accettare l’oppressione dei piccoli e dei poveri, come pure quelle strutture inique che perpetuano condizioni di dipendenza e di ingiustizia”. In realtà in tante parti il Concilio ha rispolverato e sviluppato quanto già stabilito nell’enciclica enciclica Rerum Novarum – scritta da papa Leone XIII nel 1891 – da cui ha preso vita la Dottrina sociale della Chiesa. “Essa orienta l’azione dei cristiani, che collaborano con tutte le persone di buona volontà nel promuovere il bene comune. Alla Chiesa, dunque, niente sta più a cuore che di servire al bene di tutti e di potersi liberamente sviluppare sotto qualsiasi regime che rispetti i diritti fondamentali della persona e della famiglia e riconosca le esigenze del bene comune”.
Questa ricerca del bene viaggia in direzione opposta rispetto a quella attuale, dove l’economia tende a prevalere sulla giustizia e sul diritto internazionale. “La prima missione della Chiesa è quella di aiutare le persone ad essere attente alle domande profonde della vita: quelle sulla nostra origine e il nostro destino, così come quelle sul senso dell’amore e del dolore. La logica del profitto a tutti i costi e la manipolazione dell’informazione rischiano di esercitare una indebita pressione affinché le persone si conformino a uno stile di vita centrato sul consumo di beni materiali, ma il nostro cuore è fatto per guardare in alto”.
Anche in questo mercoledì la piazza San Pietro si è riempita di pellegrini, con i diversi varchi che erano congestionati già un’ora prima dell’inizio dell’incontro.
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