Papa al Gemelli: no-fly zone, personale per intercettare droni, decimo piano isolato e procedure anti-hacker
È un piano di sicurezza a 360 gradi quello che ruota intorno al ricovero di Papa Leone XIV. Fin dalle prime ore del giorno, l'area intorno al policlinico Agostino Gemelli di Roma è stata posta sotto osservazione speciale. Ma con quella discrezione che sta permettendo anche a tanti cittadini di accedere alla struttura per visite specialistiche, analisi e interventi. L'arrivo del Pontefice, che sarà operato per la rimozione di un nodulo polmonare già oggi pomeriggio, è stato scandito da un grande affetto di coloro che già erano arrivati al policlinico. Alle 13 sua Santità ha lasciato il Vaticano e fin dalla mattina, più di 80 erano troupe televisive internazionali arrivate al nosocomio. Gli ingressi principali, ma anche quelli secondari, fra cui quelli dell'università Cattolica sono da ore controllati da personale misto delle forze dell'ordine.
L'aspetto principale di questo ricovero che muta in parte rispetto ad altri precedenti considerata anche la situazione internazionale, riguarda la privacy di sua Santità e la tutela di tutti i supporti informatici e di analisi cliniche dell'ospedale in un periodo in cui, gli attacchi hacker, hanno dimostrato di riuscire a "bucare" centinaia di reti sensibili.
Comprese quelle sanitarie. Proprio per questo le informazioni cliniche di Papa Leone XIV seguiranno una particolare procedura che punta a rendere non identificabile né tracciabile il paziente. Dunque l'utilizzo di codici alfanumerici o pseudonimi per la registrazione di tutta una serie di accertamenti che precedono l'intervento e che seguiranno anche l'operazione.
Sarà al decimo piano, ma non nell'appartamento dei Pontefici
Papa Leone XIV sarà ricoverato al decimo piano del policlinico ma non nell'appartamento dedicato fin dai tempi di Giovanni Paolo II ai Pontefici poiché lo stesso è interessato da alcuni lavori di ristrutturazione. La sistemazione è analoga ma diversa, dunque in un'altra ala del piano, già isolata dal resto dell'ospedale. Controllati da personale della Gendarmeria Vaticana e da personale dell'ispettorato Vaticano, gli accessi a questo particolare reparto dove il Pontefice resterà forse anche fin dopo la giornata di domenica. Proprio per questo, nelle prossime ore e sicuramente dopo l'intervento, si valuterà la possibilità di celebrare l'Angelus considerato il fatto, tuttavia, che cambiato l'alloggio, Leone XIV non potrà affacciarsi da quella finestra dove già i suoi precedessori si mostrarono ai fedeli e al mondo, che affaccia sull'ingresso principale del policlinico.
La polizia di Stato con tutte le altre forze dell'ordine, e dunque carabinieri e guardia di finanza, si sta occupando della sicurezza e dei controlli esterni ma anche, con grande discrezione, del monitoraggio degli ambienti interni con personale principalmente in borghese. Schierati anche uomini della Digos e di altre specialità. Il Pontefice ha fatto il suo ingresso al Gemelli dall'ingresso principale, salutando anche molti fedeli che si erano raccolti nel piazzale. L'organizzazione dell'arrivo ha permesso di non intaccare i flussi degli utenti pur essendo stato delimitato il perimetro sia all'ingresso dell'ospedale che sul lato strada di via Pineta Sacchetti.
L'accesso al decimo piano del policlinico, oltre a essere controllato, sarà permesso soltanto a coloro i quali otterranno l'esplicita autorizzazione da parte della Prefettura della Casa Pontificia. Da questa mattina, infine, e per l'intero ricovero del Pontefice è attiva la "No-fly zone" sull'area del Gemelli con personale, anche in questo caso, specializzato al fine di intercettare eventuali droni.
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