Palma Campania, il sindaco pubblica sui social i materassi sequestrati ai bengalesi: "Lotta al sovraffollamento abitativo"
"Questo è il deposito nel quale vengono portati i materassi sequestrati a seguito dei controlli sul sovraffollamento della nostra polizia municipale e del nostro ufficio tecnico. Nell'ultimo anno abbiamo messo sotto sequestro quasi 500 letti (trovati in eccesso). Frutto del lavoro dei nostri uomini in divisa. Un risultato che dimostra l'enorme capacità di controllo del territorio che i nostri agenti hanno. Continueremo e intensificheremo da subito la lotta al sovraffollamento abitativo. Senza sosta alcuna. Fermarsi? Mai". È il messaggio scritto sui social da Nello Donnarumma, il sindaco di Palma Campania che ha voluto informare i suoi concittadini dei controlli che i caschi bianchi stanno effettuando sul territorio per contrastare il sovraffollamento abitativo. La vicenda è stata resa nota dal Corriere di Napoli.
I bengalesi bersaglio dell'amministrazione comunale
A Palma Campania vive la comunità bengalese più nutrita della Campania. Secondo le stime, su una popolazione composta da 16mila abitanti ben 4mila sarebbero bengalesi. A sottolineare la robusta presenza di immigrati asiatici nelle aziende tessili e locali del commercio ci ha pensato chi ha ribattezzato il Comune in "Bangla Campania". E nel mirino dell'amministrazione di centrodestra sono finite proprio le abitazioni dei bengalesi. Il motivo? Spesso all'interno degli appartamenti viene riscontrato un numero di persone più elevato rispetto all'effettiva capienza dell'immobile. Per prevenire incidenti e tutelare l'incolumità pubblica per mesi si sono infatti succeduti sequestri di reti, materassi e bombole di gas presenti all'interno delle case.
La quotidianità in condizioni precarie
Molti lavorano in uno dei tanti opifici dislocati nel territorio. Spesso le condizioni di lavoro, come portato alla luce dalle cronache, sono difficili... Si tratta di persone costrette a lavorare in nero per molte ore al giorno, e in alcuni casi anche sotto il controllo di telecamere di sorveglianza. È proprio a causa delle condizioni di lavoro precarie cui devono sottostare che molti bengalesi si trovano costretti a vivere insieme a molte altre persone in spazi angusti. In questo modo il costo dell'affitto viene diviso ma, allo stesso tempo, il rischio di violare le norme che il Comune intende far rispettare si concretizza.
La comunità divisa
"In quel capannone – scrive un utente commentando il post del sindaco - sarebbero potuti finire anche i materassi dei miei nonni, visto che in 9 (avevano 7 figli) abitavano in un locale di 50 mq". C’è poi chi aggiunge: "È inutile sequestrare materassi, il mese scorso ne sono stati sequestrati otto e il giorno dopo ne sono arrivati nove". La comunità di Palma Campania, quindi, si divide su quanto messo in atto dal sindaco... e non è la prima volta che accade.
L'ordinanza contro le "molestie olfattive"
Allo scorso anno risale un'altra ordinanza del sindaco Donnarumma che fece molto discutere. Si tratta di quella che vietava le "molestie olfattive" legate alla cottura di cibi che emanano odori forti e persistenti, con multe che arrivavano fino a 500 euro. Anche allora, come anticipato, il sindaco fu oggetto di una pioggia di critiche per il provvedimento tacciato di voler colpire ancora una volta la comunità bengalese la cui cucina, com'è noto, fa ampio ricorso a spezie forti. In quell’occasione Donnarumma escluse espliciti riferimenti a specifiche etnie, e motivò l’adozione dell’ordinanza come risposta alle proteste dei residenti per i cattivi odori. Nel frattempo, sempre dai social, il sindaco della cittadina vesuviana annuncia che presto entrerà in vigore un’altra disposizione, questa volta sui parcheggi nelle strisce bianche. "Prevederemo due forme di abbonamento – scrive -, una per chi ha parenti a Palma e una per i non residenti".
