Palladino al controllo qualità. "Bologna, serve la partita perfetta. Ora capiremo a che punto siamo”
- Home
- Bologna
- Sport
- BFC
- Palladino al controllo qualità. "Bologna, serve la partita perfetta. Ora capiremo a che punto siamo”
A un mese dal suo arrivo, l’allenatore sfida l’Inter: "Fa tre gol a gara, dovremo avere coraggio e sfrontatezza". Sul dubbio Pessina-Skorupski: "Massima fiducia in entrambi, ma ho già deciso...". E spera nell’aiuto dei tifosi

Federico Bernardeschi: senza Orsolini, toccherà a lui trascinare il Bologna oggi

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Un mese tondo di Bologna e stasera un tagliando da brividi. "E’ sempre bello affrontare le grandi squadre, perché ci permette di capire a che punto siamo", azzarda Raffaele Palladino, che il 16 settembre s’insediava ufficialmente sulla panchina rossoblù. Un mese vola ("ma è solo in questa settimana che ho potuto lavorare col gruppo al completo", annota giustamente il tecnico) ed è già tempo di esami.
E allora ben venga l’Inter, che in realtà sotto le Due Torri si porta sempre dietro la nomea di rivale (battuta) nello spareggio dell’Olimpico del ‘64: quanto basta per riempire sistematicamente il Dall’Ara. A maggio, nell’ultimo incrocio coi nerazzurri, finì 3-3: ma non contava nulla per entrambe. Stasera invece conta, perché un Bologna rinvigorito dai tre punti di Lecce sfida un Inter ferita nell’organico (Lautaro è out) e nell’orgoglio (dopo il ko in Champions col Club Brugge).
"I nostri avversari hanno grandi armi anche senza Lautaro", taglia corto Palladino. Che indica la strada per tentare l’impresa: "Affrontiamo la prima in classifica, una squadra che segna tre gol a partita e che può mettere in campo tante soluzioni di gioco. Ma giochiamo in uno stadio pieno e davanti ai nostri tifosi a cui vogliamo regalare una bella serata. Servirà il fuoco, e il Bologna negli ultimi anni ha sempre dimostrato di averlo, ma servirà soprattutto la partita perfetta, perché anche i dettagli saranno decisivi".
Non è un dettaglio sapere chi sarà il prescelto tra i pali nel ‘derby’ tra due portieri in ambasce come Pessina e Skorupski. Ma Palladino non scioglie il rebus: "E’ l’allenamento che determina chi va in campo. Gli errori? Nel calcio possono sbagliare tutti, compreso il sottoscritto. Io la scelta per domani l’ho fatta ma posso solo dire che ho massima fiducia in entrambi". Pretattica di chi non vuole svelare le proprie carte, anche se Pessina, al momento, appare in vantaggio sul polacco.
Palladino si sbottona un po’ di più alla voce atteggiamento: "In campo voglio vedere coraggio, personalità e sana sfrontatezza". Doti che ancora a Casteldebole non scorrono a fiumi, nonostante la vittoria di Lecce sia stata balsamica: "Nel gruppo è tornato un po’ di entusiasmo, ma ancora non abbiamo fatto nulla". Decisamente siamo solo all’inizio di un percorso.
E Palladino ci tiene a ricordare le sue linee guida: "Sto parlando tanto con tutti i miei giocatori, perché in questa stagione avrò davvero bisogno di tutti. E a ognuno verrà data un’occasione: vedi Enem, che a Lecce è stato bravo a coglierla. Ma quell’occasione l’avrà anche Dovbyk". Che, per bocca di Palladino, in coda alla sosta "ha avuto un altro piccolo acciacco al flessore che lo ha fatto restare due giorni fermo". Percorso complicato quello dell’ucraino, ma già si sapeva.
Come si conosceva il magistero calcistico di Darmian, ultimo arrivato subito titolare a Lecce che oggi si trova ad affrontare quella maglia che è stata sulle sue spalle per sei stagioni ricche di trionfi. "Darmian io lo chiamo il professore", dice Palladino con gli occhi che gli si illuminano: "Sa leggere sempre le situazioni di gioco prima degli altri, è un po’ un allenatore in campo". Titolare anche oggi? Probabilmente sì.
© Riproduzione riservata