Palazzo Fuga, Manfredi: «Il monumento rinasce con eventi e progetti»

Da Roma, dove l’ex sindaco Francesco Rutelli lo ha inventato e strutturato, a Napoli nella location più suggestiva possibile - l’Albergo dei Poveri - sbarca “Videocittà” il Festival della Visione e della Cultura Digitale. Le città raccontate con immagini digitali e dunque in movimento. «Un percorso raccontano gli organizzatori - che ha posto al centro il rapporto tra immagini in movimento, architettura e trasformazione della città». E da qui parte la riflessione di Rutelli: «L’Italia è piena di siti reinventati ma senza avere chiara la loro destinazione d’uso, già da ministro volevo riqualificarlo ma era presto ora invece le cose si stanno facendo sul serio». Rutelli parla dalla Sala Giunta del Municipio, al suo fianco c’è il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessore regionale alla cultura Ninni Cutaia e in prima fila le assessore Chiara Marciani, che ha la delega alle politiche giovanili e al lavoro, e il festival è per tutti ma è chiaro che le arti visive sono territorio dei giovani e opportunità di lavoro soprattutto per loro. Ed è utile ricordare che l’Albergo dei poveri è la sede della “Casa delle tecnologie emergenti”, li ci sono spazi per la sperimentazione di mondi virtuali e della realtà estesa. E per lo storytelling digitale, vale a dire strumenti per la narrazione multimediale avanzata. E spettatore interessata è Teresa Armato che ha le deleghe al Turismo e al Commercio.

Si accende, quindi, il monumentale Palazzo di piazza Carlo III. La kermesse è promossa e finanziata da Comune e Regione che hanno stanziato 200 mila euro. La rigenerazione urbana è il dogma per il rilancio delle città a cementificazione zero. Ed è raccontata da artisti digitali. «Una destinazione meravigliosa - prosegue Rutelli - e dobbiamo dire che, non appena è stato dato l’annuncio, tutto è andato sold out in pochi minuti». Il tema portante del festival napoletano è il mare, il carattere più identitario della città che da poco ha festeggiato i suoi primi 2500 anni di vita. All’Albergo dei poveri sono pronte opere immersive, video installazioni monumentali e giochi di luce e laser. «Napoli oggi è al centro dell’attenzione globale per l’America’s Cup e portare qui il tema del Mediterraneo, del mare, attraverso le nuove espressioni artistiche, la creatività digitale, è qualcosa che parla al mondo intero» conclude Rutelli. Tocca a Manfredi prendere la parola e sposa la tesi dell’ex sindaco di Roma. «L’idea è nata da una chiacchierata con Rutelli - dice il sindaco - il problema è che prima di costruire il contenitore bisogna costruire il contenuto e nel festival ci sono temi significativi: l’arte digitale componente fondamentale del racconto, l’innovazione e poi il mare Napoli sempre negato sia dal punto di vista fisico che culturale». L’Albergo dei poveri per il sindaco è un progetto bandiera già ben avviato: «Li paghiamo dazio sugli spazi perché è ancora un cantiere aperto che procede molto bene. Ma non ci dobbiamo porre cosa faremo con l’Albergo dei poveri, lo sappiamo già». E svela la roadmap: «Abbiamo un progetto a medio termine che trasformerà l’Albergo dei Poveri nella più grande fabbrica della cultura europea, dove avremo musei, grandi biblioteche, luoghi per la creazione d’arte ma anche di impresa artistica oltre all’università e alla scuola superiore. Abbiamo un’attività culturale che tiene vivo il sito come il Festival, una nuova frontiera dell’arte e altre iniziative che facciamo» a curarle è Laura Valente. È diventato un modello di sinergia istituzionale la rigenerazione del Palazzo disegnato da Ferdinando Fuga. Tanto che il ministro Giuli lo cita come strada da percorrere per recuperare la Conocchia: «Stiamo firmando - conclude Manfredi - un accordo tra Regione, Comune e Ministero per la valorizzazione del sito, perché il vero tema non è solo l’acquisizione, ma la riqualificazione. Quando abbiamo costruito il modello dell’Albergo dei Poveri per evitare gli errori del passato abbiamo prima valutato bene le strutture che potevano stare dentro e che potevano garantire anche poi una sostenibilità economica. Questo all’Albergo dei Poveri ha funzionato e analogamente alla Conocchia bisogna studiare bene il modello di sostenibilità». Cutaia torna sul valore del festival: «Siamo - spiega l’assessore regionale - in una rinnovata stagione di grandi collaborazioni con il Comune. L’idea è che si possa restituire dei luoghi del passato come l’Albergo dei Poveri affinché ci parlino ancora attraverso un atto di rigenerazione vera, strutturale. Il fatto che questo possa avvenire con attività modernissime, contemporanee, che usano il linguaggio del tempo presente, è una cosa straordinaria».