Otto detenuti a processo. Migliaia di telefonate a madri, fratelli e fidanzate
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Nell’arco di pochi mesi avrebbero contattato i propri familiari fuori dal carcere. Il caso è approdato ieri in tribunale. A un imputato contestati tremila contatti.

Agenti della polizia penitenziaria davanti al carcere di via Arginone immagine di repertorio

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Migliaia di chiamate partite dall’interno del carcere di via Arginone ed effettuate con telefonini vietati ai detenuti. Sono otto i soggetti finiti a processo per quei fatti, avvenuti nella casa circondariale tra il 2021 e il 2022. Sono tutti accusati del reato di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Entrando nel dettaglio delle contestazioni mosse dalla procura, utilizzando dispositivi non consentiti ai carcerati, gli imputati avrebbero contattato in ripetute occasioni persone all’esterno della struttura.
Le comunicazioni ricostruite dagli inquirenti sarebbero tutte verso madri, fidanzate, mogli, fratelli e nipoti dei detenuti in questione. Stando alle accuse si tratterebbe di numerosissimi contatti, avvenuti anche nel giro di pochi giorni. Una volta scoperte le presunte comunicazioni illecite, fu aperta un’inchiesta che contava quattordici indagati complessivi. Per loro, il pubblico ministero aveva emesso un decreto di citazione diretta a giudizio. Nel corso del procedimento, però, alcune posizioni sono state stralciate. Attualmente, come anticipato, a processo sono rimasti otto imputati. Il caso è approdato ieri mattina in aula per ascoltare un testimone, l’agente di polizia penitenziaria che si è occupato delle indagini. Al termine dell’esame, l’udienza è stata rinviata al 15 febbraio.
Entrando nel dettaglio delle contestazioni, per ognuno degli imputati (all’epoca dei fatti tutti detenuti all’Arginone) si parla dell’utilizzo indebito di un telefono per contattare in maniera illecita familiari all’esterno della casa circondariale. A uno degli imputati, ad esempio, vengono contestate dieci comunicazioni con la convivente tra il febbraio e il maggio del 2021, mentre a un altro detenuto vengono addebitate 93 comunicazioni con la fidanzata nell’arco di un mese (gennaio-febbraio del 2022). Addirittura, a uno degli imputati vengono contestati oltre tremila contatti con la fidanzata, la madre e il fratello tra il luglio del 2021 e il gennaio del 2022. Per tutti gli altri si parla invece di numeri di chiamate più ‘contenuti’, dalle 10 alle 70 sempre nell’arco di pochi mesi all’interno del periodo finito al centro dell’inchiesta. Il caso tornerà in aula a febbraio per il prosieguo dell’istruttoria.
Federico Malavasi
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