Ospedali, scintille in aula. Opposizioni all’attacco: "Si smantella il Policlinico". Il sindaco ora è più cauto
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Fratelli d’Italia: "Ci sono davvero i 550 milioni per il nuovo polo sanitario?". Mezzetti: "Un piano solo potenziale. Il Pronto soccorso in via del Pozzo rimane. I reparti? Restano medicina interna, geriatria, chirurgia, materno-infantile". .

Fratelli d’Italia: "Ci sono davvero i 550 milioni per il nuovo polo sanitario?". Mezzetti: "Un piano solo potenziale. Il Pronto soccorso in via del Pozzo rimane. I reparti? Restano medicina interna, geriatria, chirurgia, materno-infantile". .

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Cinquantaquattro milioni di mutui, appena autorizzati dalla Regione, in buona parte per i lavori al Policlinico. Che senso ha spenderli, se poi l’ospedale di via del Pozzo dovrà essere ridimensionato? È da questa contraddizione che è partito il consigliere Luca Negrini (FdI) nell’interrogazione discussa ieri in Consiglio comunale. Con altre domande che da settimane girano tra i modenesi: i 550 milioni per il nuovo polo di Baggiovara ci sono davvero? Chi li mette? E come ci si arriverà, con via Giardini già intasata? Massimo Mezzetti è partito da una parola sola: "potenziale". "Ho descritto un potenziale futuro della sanità modenese. Sottolineo potenziale", ha detto. Tradotto: oggi non c’è un progetto, non c’è una decisione presa, c’è un’idea su cui si sta lavorando. E poi la frase che molti aspettavano: "A Modena non sparirà il Policlinico e non chiuderà il pronto soccorso di via del Pozzo".
La novità è che, per la prima volta, il sindaco ha disegnato con precisione i due ospedali del futuro. In via del Pozzo resterebbero le cure di tutti i giorni, quelle che riguardano otto pazienti su dieci: il pronto soccorso aperto giorno e notte, la medicina interna, la geriatria, la chirurgia, gli ambulatori, gli esami, la riabilitazione e il materno-infantile. Un ospedale pensato soprattutto per anziani e persone fragili, al servizio della città e anche di Castelfranco. A Baggiovara andrebbero invece i casi più gravi e complicati: i grandi traumi, le terapie intensive, gli interventi più delicati, la cardiologia e la neurologia più specialistiche. "Non ci sarà un ospedale di serie A e uno di serie B", ha assicurato Mezzetti, ma due ospedali con compiti diversi, dentro un’unica rete.
E i soldi? Rimettere a nuovo il monoblocco, che ha più di sessant’anni, costerebbe tra 320 e 350 milioni, senza però risolverne i limiti: spazi stretti e impianti superati. I 550 milioni sono per ora solo un ordine di grandezza, non una cifra già messa a bilancio. La Regione è disponibile a valutare un aiuto straordinario, a una condizione che il sindaco dice di aver posto lui stesso: che siano risorse in più, non tolte agli altri ospedali della provincia. Se così non fosse, "sarò il primo a chiedere di fermare l’iter".
E i 54 milioni da cui era partito Negrini? Nessuno spreco, secondo il sindaco: il nuovo materno-infantile e le nuove sale operatorie diventeranno la base del futuro ospedale cittadino. E gli spazi liberati potrebbero ospitare l’Università e alloggi per medici e specializzandi. A chi lo accusa di aver fatto tutto da solo, il sindaco ha ricordato che le linee di fondo erano già state approvate all’unanimità dai sindaci della provincia a febbraio, e presentate a luglio davanti a trecento professionisti, al presidente della Regione de Pascale e all’assessore Fabi. Per il traffico, invece, servirà uno studio apposito, che valuterà anche un potenziamento del Gigetto. Intanto, nei prossimi due anni, si completeranno il materno-infantile e le sale operatorie, e cresceranno i letti a Baggiovara. Rispetto alle scorse settimane, i toni sono più distesi. Il Policlinico non è più descritto solo come un edificio da superare, ma come uno dei due pilastri della sanità cittadina, e arriva una promessa pensata per rassicurare: "Nessun servizio esistente verrà modificato prima che la nuova soluzione sia pienamente operativa". Il sindaco ha chiuso con un invito al confronto: "La mia è un’ipotesi da verificare e discutere con tutte le forze politiche e sociali".
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