Ospedali e personale: la svolta: "Corsi di laurea in Infermieristica, le domande tornano a crescere"

Saranno 662 i posti disponibili nel corso di laurea in Medicina di Unife

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Ferrara aumenta i posti a Medicina e lo fa a un ritmo superiore alla media regionale. Nell’anno accademico 2026/2027 saranno infatti 662 i posti disponibili al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara: 242 in più rispetto ai 420 del 2022/2023, con una crescita del 57,6%. Un dato che, secondo Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, "dimostra concretamente come si stia invertendo una rotta che per anni ha lasciato fuori dagli studi migliaia di giovani mentre il sistema sanitario faceva i conti con una crescente carenza di professionisti". Il quadro regionale conferma la tendenza. Complessivamente, gli atenei dell’Emilia-Romagna passeranno dai 1.614 posti del 2022/2023 ai 2.469 previsti per il 2026/2027, con 855 posti in più, pari a un incremento del 53%. Bologna salirà da 654 a 995 posti, Modena e Reggio Emilia da 180 a 305, Parma da 360 a 507. "Sono numeri – sottolinea Vignali – che testimoniano un investimento importante sulla formazione e sulla possibilità di costruire il necessario ricambio generazionale della sanità. A Ferrara, in particolare, la crescita è significativa e conferma la capacità dell’ateneo di rispondere alle esigenze del territorio". Per il coordinatore regionale di Forza Italia, il dato va letto anche alla luce della riforma promossa dal ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. "Per troppo tempo abbiamo assistito al paradosso di giovani preparati costretti a rinunciare alla loro aspirazione e, dall’altra parte, di ospedali e servizi sanitari alla ricerca di personale. Aumentare i posti significa ampliare le opportunità e, allo stesso tempo, preparare il sistema ad affrontare pensionamenti e carenze di organico". Ma non c’è solo Medicina. Un altro segnale arriva da Infermieristica, dove nell’ultimo anno accademico le domande hanno raggiunto quasi quota 21.500, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. "È un dato significativo – osserva Vignali – perché dimostra che l’interesse verso la formazione sanitaria non si è concentrato esclusivamente su Medicina. Il semestre aperto non ha penalizzato gli altri percorsi: al contrario, sembra emergere una maggiore attenzione complessiva verso le professioni sanitarie".
Ora, conclude Vignali, "bisogna proseguire su questa strada. L’aumento dei posti è un risultato importante e va riconosciuto il lavoro del ministro Bernini. Ma anche la Regione deve fare la propria parte, investendo sulla qualità della didattica, sulle strutture, sui tirocini e sulle scuole di specializzazione. Più giovani formati significa più possibilità per loro e, domani, una sanità più solida".
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