Orlando Bloom: «Hollywood sta attraversando un periodo di grande transizione. C’è la paura dell’ingnoto, dell’impatto che avrà l’intelligenza artificiale. Bucking Fastard? Non puoi paragonarlo a nulla»

È a Venezia per il film, in concorso, di Werner Herzog e per ricevere il Filming Italy International Award. Abbiamo incontrato l’attore in quella che è la sua casa per questi giorni. E dal passato, la sua prima volta qui, nel 2005, con Elizabethtown, siamo finiti a parlare di futuro: «Io sono un ottimista e mi piace pensare che troveremo la nostra strada come creativi e artisti»

3 settembre 2026

Orlando Bloom sul red carpet di Bucking Fastard

Orlando Bloom sul red carpet di Bucking FastardVictor Boyko/Getty Images

Per prima cosa, mette comodo. Si siede in poltrona, tende le gambe sul pouf e le incrocia. Del resto, questa è un po’ casa sua per i giorni che sta trascorrendo alla Mostra del Cinema di Venezia. Orlando Bloom, polo blu e pantaloni altrettanto scuri, capelli ingellati e abbronzatura da vacanze italiane, è tra i protagonisti di uno dei film in concorso più attesi: Bucking Fastard di Werner Herzog, portato da I Wonder. E infatti l’appuntamento con lui è a Casa I Wonder, villa sul Lungomare Marconi a due passi dall’Excelsior, aperta per la durata del Festival. Ieri sera, 2 settembre, l’attore inglese è stato ospite al primo Cartier Cinema Club organizzato da Cartier con Vanity Fair America. Oggi ha la conferenza stampa e la première di Bucking Fastard. Domenica riceverà il Filming Italy International Award, il riconoscimento ideato e diretto da Tiziana Rocca.
«Mi sento molto grato», attacca. «Quando mi hanno chiamato per chiedermi di far parte del film di Herzog, ho detto: sì, e non so nemmeno se ho bisogno di leggere la sceneggiatura, specialmente con un titolo così».

Da sinistra Rooney Mara Werner Herzog Kate Mara e Orlando Bloom sul red carpet di Bucking Fastard

Da sinistra, Rooney Mara, Werner Herzog, Kate Mara e Orlando Bloom sul red carpet di Bucking Fastard

Daniele Venturelli

Backing Fastard deriva da un curioso lapsus verbale pronunciato in perfetta sincronia dalle gemelle Jean e Joan Holbrooke durante un’udienza in tribunale. Anche la trama mette al centro proprio loro, così legate da parlare all’unisono, condividere gli stessi sogni e amare lo stesso uomo. Quell’uomo è Orlando Bloom, mentre Jean e Joan sono le sorelle Kate e Rooney Mara.
A questa storia il regista pensava da anni, ma gli mancava la spinta. È arrivata durante un viaggio in Patagonia: il produttore Ariel León Isacovitch, che viaggiava con Herzog e con cui aveva già collaborato per Nomad - In cammino con Bruce Chatwin, il documentario del 2019 dedicato allo scrittore, l’ha ascoltato come un cantastorie per poi pretendere la sceneggiatura nel giro di due settimane. A Werner ne è bastata una per mettere insieme una favola sulla ricerca del vero amore «e sulla passione che diventa ossessione», specifica Bloom, prendendo un po’ di ispirazione dalle vere Freda e Greta Chaplin, gemelle identiche nate a York, in Inghilterra. Herzog le aveva incontrate negli anni '80 e ne era rimasto affascinato. Da allora ha sempre creduto che si dovesse realizzare un film, però non l’ho mai fatto, perché trovare due gemelle capaci di parlare e muoversi all’unisono riteneva fosse impossibile.

Orlando Bloom e Werner Herzog

Orlando Bloom e Werner Herzog

Ernesto Ruscio/Getty Images

Ma torniamo a Orlando, che in Bucking Fastard interpreta Gareth Mulroney, un autista di limousine con cui le sorelle Holbrooke intrecciano una relazione, finché lui non richiede un ordine restrittivo nei loro confronti, dando così origine a uno scontro in tribunale.
È un ruolo molto diverso dagli eroi a cui ci ha abituati con le saghe del Signore degli Anelli e I Pirati dei Caraibi. Herzog l’ha voluto dopo averlo visto in The Cut - Sfida estrema nei panni di un pugile irlandese a fine carriera che torna sul ring. «Avevo la sensazione che ci fosse qualcosa che altri non avevano ancora scoperto», sono le parole del regista. «Che ci fosse un uomo adulto, un uomo vero, e non il bel ragazzo adolescente, il rubacuori per le ragazzine. Gli ho detto che volevo portarlo a una nuova fase della sua vita d’attore».

Orlando Bloom in posa per i fotografi

Orlando Bloom in posa per i fotografi

Pascal Le Segretain/Getty Images

Per Bloom «Bucking Fastard è stravagante, magico, quasi una poesia in forma di film. Non puoi paragonarlo a nulla: non l’hai mai visto prima e forse non vedrai mai più qualcosa del genere». Continua: «È stato incredibile vedere le sorelle Mara entrare nei loro personaggi. Devono aver lavorato molto diligentemente dietro le quinte, perché era come se addirittura respirassero all’unisono: mi hanno sorpreso e lasciato a bocca aperta. E penso che quel timore reverenziale nel vederle esibirsi sia stato creato dalla magia dell’opera e da tutti coloro che hanno recitato».

Da sinistra Agnes Chu Ariel Leon Isacovitch Domhnall Gleeson Rooney Mara Werner Herzog Kate Mara Orlando Bloom e Pansy...

Da sinistra, Agnes Chu, Ariel Leon Isacovitch, Domhnall Gleeson, Rooney Mara, Werner Herzog, Kate Mara, Orlando Bloom e Pansy alla première di Bucking Fastard

Earl Gibson III/Getty Images

Poi, il pensiero va alla sua prima volta a Venezia, nel 2005, a presentare Elizabethtown. «Essere qui è l’apice della carriera di qualsiasi attore. Da allora ho imparato la pazienza e l’importanza di restare aggrappati ai propri sogni».
Da allora è anche molto cambiata l’industria cinematografica: «Hollywood sta attraversando un periodo di grande transizione. C’è la paura dell’ignoto, dell’impatto che avrà l’intelligenza artificiale: può essere molto utile ma anche distruttiva, alla fine prenderà i nostri posti di lavori? È spaventoso, intimidatorio. Crea insicurezza. Io sono un ottimista e mi piace pensare che troveremo la nostra strada come creativi e artisti. E sono felice di essere qui a parlare di un film di Werner Herzog che è, è davvero un'opera d'arte, onesta e vera, senza Ai, capace di ritrarre la complessità della vita. Stiamo tutti nuotando nello stesso stagno, è impegnativo. E dobbiamo vedere cosa succede».

Orlando Bloom

Orlando Bloom

Ernesto Ruscio/Getty Images

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