Oriana Piccioni, assessore per 7 giorni: “Un’esperienza molto dolorosa, la vicenda è stata gestita male”
Macerata, 13 agosto 2026 – “Sono una donna di partito e mi sono adeguata. Ma è stata un’esperienza molto dolorosa, che ancora devo elaborare”. Un mese e mezzo dopo essere stata sacrificata dal suo partito, l’ex assessore leghista Oriana Piccioni non ha ancora smaltito la delusione. Nominata assessore all’Ambiente nella giunta Parcaroli bis, dopo una settimana è stata costretta alle dimissioni per fare posto a Deborah Pantana ed evitare che il centrodestra naufragasse a meno di un mese dalla vittoria alle elezioni.
Piccioni, non deve essere stata un’esperienza piacevole...
“No, è stata un’esperienza molto, molto difficile, che ancora devo elaborare. Ho assunto l’assessorato convinta che fosse la scelta giusta, viste le percentuali elettorali. Non ho partecipato alle trattative, ma da quello che sapevo alle liste minori non era stato garantito l’assessorato. Quindi sono andata tranquilla a firmare l’accettazione dell’incarico”.
Poi cos’è successo?
“Nel primo consiglio comunale sono emerse assenze e rimostranze, e non siamo riusciti a eleggere il presidente. Dopo una riunione di maggioranza mi sono trovata a essere prescelta per rinunciare all’incarico. Così, d’emblée, perché c’erano pretese ed esigenze di alcune forze di maggioranza”.
Chi le ha comunicato la scelta?
“Il mio responsabile provinciale. Per senso di responsabilità e appartenenza al partito, molto ma molto a malincuore ho accettato la scelta. Ora ne subisco le conseguenze anche emotive, l’ho vissuta un po’ come un lutto”.
Le è stato assicurato una sorta di risarcimento?
“Mi hanno detto che qualcosa ci sarà, ma è un’ipotesi generica. Sono una persona di fiducia, penso ne terranno conto”.
Ma non ha già ricevuto un incarico dall’amministrazione di Recanati?
“Quello è un altro discorso. Due anni fa ho partecipato alle elezioni di Recanati, consentendo al mio gruppo di fare una lista, visto che all’ultimo momento gli serviva una persona. Mi sono messa in gioco e anche grazie alla mia presenza e ai miei voti la Lega ha fatto un buon risultato. Dopo due anni il sindaco (Emanuele Pepa, ndr) aveva bisogno di un revisore dei conti e mi è stato affidato l’incarico. È successo in contemporanea alle vicende di Macerata, ma è una cosa a parte. Io non ho chiesto né di fare l’assessore a Macerata né l’incarico a Recanati”.
A Macerata ha perso anche il posto da consigliera.
“Sono una donna di partito, faccio quello che mi dicono. Se il mio sacrificio serviva per dare avvio alla nuova amministrazione, mi sono adeguata. Sono però molto dispiaciuta di non avere neanche la possibilità di essere consigliera. Anche i cittadini che mi hanno votata ci sono rimasti male”.
Nei giorni scorsi in tanti hanno storto il naso alla notizia che ha ricevuto 1.346 euro per i sette giorni da assessore.
“È stata una notizia enfatizzata: 1.346 euro sono lordi, con tante trattenute e rappresentano una parte del lavoro che era stato fatto nel periodo del passaggio da un’amministrazione all’altra. Poi è tutto secondo contratto. Lo stipendio va a giorni ed è uguale per tutti, 181 euro al giorno. Il Comune non poteva non dare lo stipendio. Avrei dovuto rinunciare? Non so neanche come avrei potuto”.
Dopo essere stata scaricata, lascerà la Lega?
“Non uscirò dal partito, non c’è nessuno strappo”.
Ha ricevuto solidarietà da sindaco e assessori?
“Sì, ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà. Quello che mi ha fatto più piacere è arrivato dall’Ufficio ragioneria: “Mi dispiace tantissimo, non sanno cosa perdono“”.
Con Pantana ha parlato?
“No, assolutamente no. Lei si sentiva molto offesa dal fatto che non avesse avuto l’assessorato. Poi hanno rifatto i calcoli, evidentemente le spettava... L’amarezza resta, è stata una cosa fatta male: secondo me potevamo tenere il punto. Ma in quel momento non c’era un’alternativa. Forse”.
Di chi è la colpa?
“Non lo so. A questo punto le colpe si perdono. Secondo me alla Lega spettavano tre assessori, non lo so dov’è stato l’errore”.
Com’è il rapporto col sindaco?
“È buono, ci vediamo quasi tutti i giorni”.