Orgoglio Palladino. "Mi tengo tutto il buono dei nostri primi 45 minuti. La strada è quella giusta»
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L’analisi del tecnico: "Ho visto coraggio e spirito di sacrificio che avevo chiesto. Il grande rammarico è non aver raddoppiato. Con le big, poi, diventa rischioso". Su Skorupski tornato titolare: "Ho due portieri bravi e deciderò volta per volta".

Raffaele Palladino: fin qui con il Bologna un pari, una vittoria e un ko (Schicchi)

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Raffaele Palladino alla vigilia aveva chiesto coraggio, personalità e sfrontatezza: ma l’ha avuta solo per un tempo. Poi sono saliti in cattedra i campioni d’Italia e il suo Bologna è scappato a gambe levate dalla partita. Come si giudica una partita dal sapore double-face ma dal risultato inequivocabile? Con la certosina ricerca del buono e il tentativo di ricavare una lezione dal tanto che non ha funzionato.
"Sono molto soddisfatto del primo tempo dei miei ragazzi – dice Palladino –. Ho visto coraggio e spirito di sacrificio, che è quello che volevo. Abbiamo subito sbloccato il risultato e abbiamo sfiorato il raddoppio: il rammarico è proprio quello di non essere riusciti a segnare il secondo gol. Perché quando tieni in bilico la partita contro una grande squadra sai che alla prima occasione loro ti possono castigare". Ed è quello che è successo quando poco prima dell’intervallo sul cross di Barella Thuram è salito in cielo firmando un 1-1 che per lo sviluppo della partita è stato un frutto bellissima ma immeritato.
"Il gol di Thuram è stato qualcosa di incredibile e ci ha un po’ destabilizzato perché speravamo di andare all’intervallo col vantaggio", ammette Palladino. Tutto inoppugnabile. Ma nel calcio esiste anche il secondo tempo e il suo Bologna di fatto non lo ha giocato. La premessa: "Faccio i complimenti all’Inter, che ha fatto una grande prestazione presentandosi al Dall’Ara con la voglia di vincere della grande squadra. Ma è vero che nella ripresa siamo entrati in campo con meno energia e abbiamo pagato un calo fisico".
E qui la lingua batte dove il dente duole, perché la condizione atletica è stato uno dei primi cavalli di battaglia del tecnico quando un mese fa si è insediato sulla panchina rossoblù. "Sulla preparazione stiamo lavorando tanto e sono convinto che alla lunga questo lavoro darà i suoi frutti" dice Palladino. C’è l’aspetto atletico: e poi c’è il valore della panchina. Quando Chivu ha deciso di spingere sull’acceleratore ha messo in campo Bonny, Carlos Augusto e Calhanoglu, mentre gli innesti in corsa di Enem, Moro, Helland e Dovbyk non hanno portato acqua al mulino rossoblù. Al contrario: lo hanno prosciugato. "Noi con l’infortunio di Piccoli e con Theate e Pobega che oltre che essere ammoniti nella ripresa hanno accusato qualche problema fisico – osserva Palladino – avevamo i cambi un po’ obbligati. I cambi dell’Inter? Chivu ha messo in campo grandi giocatori...". Lui invece alla fine ha messo in campo Skorupski e non Pessina.
Come si regolerà a partire da sabato a Cagliari? "Ho due portieri bravi – dice il tecnico –. Uno è esperto e ha alle spalle stagioni importanti, l’altro rappresenta il futuro del Bologna. In base a come li vedo deciderò di partita in partita".
Sguardo al futuro allora: "Sino fiducioso, perché vedo un gruppo che ha grande voglia di uscire da questa situazione di classifica. La strada è quella del primo tempo". Già perché il secondo tempo più che una strada è sembrato un vicolo cieco.
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