"Operazioni illecite, ma per il gip Principi non lo sapeva"
"L’avvocato Fiorenzo Principi non ha mai ideato alcuno schema contrattuale, né ha partecipato alla costruzione di essi, che abbiano concretamente...

L’avvocato Paolo Giustozzi, difensore di Principi con il collega Bertola

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"L’avvocato Fiorenzo Principi non ha mai ideato alcuno schema contrattuale, né ha partecipato alla costruzione di essi, che abbiano concretamente o direttamente consentito o agevolato il pagamento di somme asseritamente illecite".
Gli avvocati Paolo Giustozzi e Massimo Bertola smentiscono il coinvolgimento del professionsta maceratese negli accordi illeciti sull’affare delle Monachette. "Non corrisponde al vero, come invece è stato riferito, che “per il giudice” egli “era consapevole della finalità illecita della sua prestazione, e concorreva nelle condotte di Cervigni ed Ezechielli redigendo gli atti giuridici necessari ad occultare le transazioni finanziarie”, essendo al contrario vero il contrario.
Il giudice per le indagini preliminari di Ancona, nella monumentale ordinanza custodiale, liquida l’ipotesi accusatoria nei confronti dell’avvocato Principi limitandosi a rilevare che “Allo stato, il coinvolgimento dell’avvocato Fiorenzo Principi è emerso in relazione alla necessità di trovare una veste giuridica ai pagamenti, che ne occultasse l’illiceità. Si ritiene necessario approfondire il grado di conoscenza, da parte del predetto, della natura dell’accordo sottostante”. Insomma, lo stesso Gip dubita della consapevolezza di illeciti da parte dell’avvocato Principi nello svolgimento della sua attività di avvocato, ponendolo a distanza siderale da quel ruolo di ideatore del sistema di illeciti che gli inquirenti attribuiscono lui, e che nulla ha che fare neppure con il sinistro accostamento a “fatture per lavori mai eseguiti”".
L’avvocato Principi, proseguono i difensori, chiarirà quanto prima la propria posizione, "già a partire dall’interrogatorio che renderà giovedì 5 davanti alla Guardia di finanza di Ancona, delegata dai pubblici ministeri che conducono la più complessa e vasta indagine, nella quale il collega non è stato destinatario di provvedimento alcuno, né di perquisizione né di sequestro".
Il coinvolgimento nell’inchiesta dell’avvocato maceratese, stimatissimo in provincia per la sua competenza e professionalità, ha suscitato grande incredulità. Per la procura, che lo accusa di corruzione, lui sarebbe stato consapevole della illiceità delle operazioni da effettuare con Andrea Intermesoli, Cervigni, Ezechielli e Crucianelli, ma per il giudice per le indagini preliminari questa consapevolezza da quanto risulta agli atti è tutta da dimostrare.
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