Operata per un tumore alla testa da sveglia: Giorgia e il ritorno alla vita. “Ho visto più eroi in corsia che al cinema”
- Home
- Ancona
- Cronaca
- Operata per un tumore alla testa da sveglia: Giorgia e il ritorno alla vita. “Ho visto più eroi in corsia che al cinema”
La 34enne Giorgia Salvioni originaria di Apiro e residente a Cupramontana aveva un tumore. Nel suo libro “Cronache dal lobo sinistro” racconta l’impresa della neurouchirurgia di Torrette

L’abbraccio di Giorgia Salvioni ai chirurghi che l’hanno salvata

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Ancona, 1 agosto 2026 – Ci sono storie che raccontano l’eccellenza della sanità pubblica meglio di qualsiasi statistica. È la parabola di Giorgia Salvioni, 34 anni, originaria di Apiro: a 31 ha visto il proprio mondo vacillare di fronte a una diagnosi drammatica: un tumore alla testa. Da quella paura, e dal delicato intervento da sveglia (‘in awake’) affrontato nel 2022 nella Neurochirurgia di Torrette, è nato un libro edito da Ventura Edizioni e presentato al Salone di Torino: ‘Cronache dal lobo sinistro – e dai suoi animali’. Un racconto potente che non indugia sul dolore, ma celebra la forza dell’empatia e della cura umanizzata.
Il ritorno di Giorgia in reparto: l’abbraccio con l’équipe
Nei giorni scorsi Giorgia, oggi capo area di produzione in un’azienda del territorio, è tornata in reparto per riabbracciare l’équipe diretta dal dottor Roberto Trignani, incrociando l’anestesista Edoardo Barboni, la neuropsicologa Silvia Bonifazi e salutando in videochiamata il medico Stefano Vecchioni: “A Torrette sono una leggenda – racconta l’autrice –: ho visto più eroi in corsia che sul grande schermo. Sono stata vista e ascoltata da subito come persona, non come un’etichetta. Mi seccava e mi secca essere riconosciuta solo come ‘quella operata al cervello’. Loro sono stati cura nei gesti e nei sorrisi, maestri di comunicazione”.
Lo sguardo al futuro
Nel volume si ripercorrono le fasi più dure: lo sconcerto iniziale alla diagnosi, la rabbia esplosa a casa, fino alla lettera scritta al tumore per stabilire un patto di convivenza senza sfidarlo. Particolare l’origine del titolo: la copertina trasforma un referto diagnostico in forme aliene e animali – un cane, un pettirosso –, allegoria di un percorso trasformato in rinascita. Oggi Giorgia vive a Cupramontana con il suo Alaskan Malamute Juneau, segue i controlli e guarda al futuro tra Formula 1 e viaggi.
Il viaggio con l’amica conosciuta in corsia
Tra pochi giorni partirà per la Scozia insieme a un’amica speciale conosciuta in corsia: il 30 settembre 2022, mentre Giorgia usciva dalla sala operatoria, l’altra vi entrava. Da allora si sono promesse un viaggio insieme ogni anno. Per il primario del reparto di Neurochirurgia di Torrette Roberto Trignani, la sua storia è una risorsa inestimabile: “Di Giorgia ricordo tutto, fin dal 2017. All’inizio non era pronta, serviva tempo per metabolizzare. Oggi lei potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per noi chirurghi e per gli altri pazienti. La sua forza parte dal sorriso e dagli occhi: il suo - conclude - è un potenziale straordinario”.
© Riproduzione riservata