Operaio morto al Colosseo, indagato il cognato e collega: lavorava insieme a Moretti ed era preposto alla sicurezza
Salgono a otto gli indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Roma per omicidio colposo dopo la morte di Andrea Moretti, 22 anni, operaio edile con la passione per l'alpinismo che, nella notte fra il 22 e il 23 settembre, è caduto da una parete del Colosseo mentre stava lavorando al nuovo impianto di illuminazione del sito.
Anche il cognato del giovane, che quella notte era con lui, è stato iscritto sul registro insieme al titolare della ditta Moretti Quintilio che aveva ottenuto in subappalto una tranche dei lavori. Indagato anche un terzo operaio che però non si trovava all'Anfiteatro Flavio ma che, come il cognato della vittima, ricopre nell'azienda il ruolo di "lavoratore preposto alla sicurezza".
Le criticità
Nell'attesa dell'autopsia che sarà eseguita domani all'istituto di Medicina legale dell'università Sapienza, ciò che gli inquirenti puntano ad accertare riguarda le operazioni seguite dai tre operai quella notte dentro al cantiere. Moretti, che nell'azienda è qualificato come semplice "operaio edile" ma per operare a quelle altezze avrebbe dovuto avere un inquadramento da "operaio esperto", stava scendendo dal terzo al secondo ordine per lavorare sulle canaline dell'impianto elettrico.
Gli altri due operai in quel momento si trovavano nella parte opposta della parete: uno di loro era dentro al cestello, l'altro a terra. Ma Andrea era da solo, non aveva una seconda fune, come del resto non è stata trovata, e il suo moschettone non era agganciato all'anello di sicurezza della parete.
Eppure stava scendendo. Pertanto bisognerà accertare se anche in questo caso valga un principio dell'alpinismo ovvero quello di avere un compagno in discesa che assicuri le operazioni o se, invece, per quel particolare intervento erano previste altre operazioni di messa in sicurezza. Ed è anche per questo che, oltre alle perizie sulle dotazioni in uso al giovane, ne serviranno delle altre per escludere o accertare eventuali negligenze da parte dei colleghi di lavoro.
La dinamica
Il giovane, nato e cresciuto a Tottea, una piccola frazione del Comune di Crognaleto in provincia di Teramo, è caduto da un'altezza di dieci metri e per lui non c'è stato nulla da fare. Un urlo che ha destato gli altri operai e poi quel rumore, terribile, del corpo caduto.
Nei video recuperati dai carabinieri della Compagnia Roma Centro, delegati dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dalla pm Eleonora Fini a compiere le indagini, si vede quasi nitidamente la dinamica della tragedia. Andrea che inizia le operazioni di discesa ma che poi precipita, con la fune non agganciata che si impiglia per alcuni secondi alla parete prima di cadere a terra anch'essa. Apparentemente l'imbracatura, recuperata dal corpo del giovane, non presenta anomalie così come diversi moschettoni che avrebbero dovuto invece - almeno uno - assicurarlo alla parete.
Si tende a escludere il malore: Andrea era un ragazzo sano senza patologie ma la certezza arriverà dall'autopsia e poi dagli esami tossicologici. Esperto d'alpinismo perché amante della disciplina che praticava fin da quando era un ragazzino, il 22enne era felice di lavorare al Colosseo e che l'azienda di famiglia, dove anche aveva lavorato il padre Fabrizio prima che un incidente lo costringesse all'invalidità, fosse stata scelta fra il vasto panorama delle ditte specializzate nel restauro e nella manutenzione di beni sottoposti a tutela nonché nella stabilizzazione dei versanti rocciosi. Ad essere acquisiti sono stati anche tutti i fascicoli relativi all'appalto e ai vari subappalti nonché tutti i documenti dell'azienda.
La famiglia di Andrea, travolta dal dolore, aspetta di conoscere la verità, capire cosa sia accaduto quella notte.
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