Olio bollente contro un ispettore a Trapani, i sindacati i poliziotti mandati allo sbaraglio

Ustioni e 15 giorni di prognosi: il sindacato chiede interventi immediati

Un gravissimo episodio di violenza si è verificato nella giornata odierna presso la Casa Circondariale di Trapani, dove un Ispettore del Corpo di Polizia Penitenziaria, mentre transitava al piano inferiore del reparto Mediterraneo, sarebbe stato raggiunto alla testa da olio bollente lanciato intenzionalmente dall’alto da un detenuto.

L’aggressione ha provocato ustioni all’operatore, che è stato accompagnato in ospedale per le cure del caso. Al termine degli accertamenti sanitari, all’Ispettore sono stati riconosciuti 15 giorni di prognosi.

Un episodio gravissimo che riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto trapanese e, più in generale, sulle difficili condizioni nelle quali il personale di Polizia Penitenziaria è costretto quotidianamente a svolgere il proprio servizio.

La denuncia del Sinappe

Il Sinappe esprime la propria piena solidarietà e vicinanza all’Ispettore aggredito, auspicando una pronta e completa guarigione.

“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza nei confronti di un appartenente alla Polizia Penitenziaria – dichiara il Vice Segretario Regionale Sinappe, Rocco Parrinello – e non possiamo più limitarci a registrare quanto accaduto. Servono interventi concreti e immediati per garantire la sicurezza degli operatori.”

Il sindacato chiede all’Amministrazione di verificare con urgenza le condizioni di sicurezza del reparto Mediterraneo, individuando eventuali criticità strutturali e organizzative e adottando ogni misura necessaria per impedire il ripetersi di episodi simili.

“Quello che è accaduto oggi dimostra ancora una volta quanto sia elevato il rischio al quale sono sottoposti quotidianamente i nostri poliziotti. Non è accettabile che chi entra in servizio per garantire la sicurezza dello Stato debba rischiare la propria incolumità fisica in questo modo.”

Il Sinappe continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla situazione della Casa Circondariale di Trapani e chiede risposte immediate e concrete a tutela del personale di Polizia Penitenziaria.

Un ispettore della Polizia penitenziaria è finito al Pronto Soccorso con ustioni e 15 giorni di prognosi dopo essere stato colpito con olio bollente nel carcere di Trapani. L’aggressione, improvvisa e particolarmente violenta, rappresenta l’ennesimo episodio che conferma il livello di rischio quotidiano cui sono esposti gli operatori penitenziari negli istituti siciliani.

Sappe, azione gravissima

Durissimo il commento del segretario generale del Sappe, Donato Capece: “Quello che è accaduto a Trapani è di una gravità assoluta. Non possiamo continuare a considerare aggressioni di questo tipo come una conseguenza inevitabile del servizio. Non è normale che un poliziotto debba affrontare detenuti violenti senza strumenti adeguati per proteggere se stesso e i colleghi”. Capece ribadisce la necessità di un cambio di passo da parte dell’Amministrazione penitenziaria e del Governo: “Servono dispositivi di protezione individuale, strumenti di autotutela, formazione specifica e protocolli operativi chiari. Non si può garantire la sicurezza delle carceri lasciando disarmati gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria”.

Sulla vicenda interviene anche Gaspare D’Aguanno, dirigente sindacale Sappe, che sottolinea la pericolosità dell’aggressione: “L’olio bollente non è una protesta: è un atto potenzialmente devastante, capace di provocare ustioni gravi. Oggi parliamo di 15 giorni di prognosi, ma poteva andare molto peggio”. D’Aguanno evidenzia come il personale operi quotidianamente in condizioni di rischio elevato, spesso con mezzi non adeguati alle situazioni che deve fronteggiare: “Non possiamo aspettare l’ennesimo ferito grave prima di intervenire”.

Il Sappe chiede quindi al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria interventi immediati per rafforzare la sicurezza degli istituti e dotare il personale degli strumenti necessari a prevenire e gestire aggressioni.