Oasis a Roma, prezzi folli e truffe: le trappole dei biglietti online (fino a 7mila euro)
«You gotta roll with it», cantavano gli Oasis. Bisogna prenderla come viene. O, meglio, stare al gioco. Anche quando davanti non c'è il palco, ma una sala d'attesa virtuale con migliaia di persone in coda. E prima ancora bisogna essere abbastanza fortunati da poterci entrare.
Perché per vedere Liam e Noel Gallagher allo Stadio Olimpico di Roma a luglio 2027 non è bastato mettere da parte i soldi per il biglietto (i prezzi si aggiravano intorno ai 270 euro): prima è stato necessario partecipare a una sorta di lotteria digitale, essere selezionati, ricevere un codice personale e infine tentare l'acquisto nella finestra temporale assegnata. Il codice, avvertiva chiaramente la mail, «non garantisce l'acquisto». E infatti per molti la corsa è finita davanti alla scritta "sold out". Per altri, invece, sono cominciate le trappole con mail false e codici inesistenti.
La lotteria
Sulla carta doveva essere il sistema perfetto, capace di mettere ordine nel caos e tagliare fuori i bagarini. Registrazione preventiva, selezione degli utenti, codici nominativi e non trasferibili, vendite scaglionate dal 25 settembre, un solo dispositivo per collegarsi e code virtuali. Una procedura studiata appositamente dopo le polemiche (e le truffe) che avevano accompagnato il tour dei fratelli Gallagher nel 2025. Eppure sono bastate poche ore perché quella barriera mostrasse le prime crepe. Sui social la caccia al biglietto è diventata una seconda coda, molto meno controllata della prima. C'è chi sostiene di avere «biglietti in più», chi promette di poterli cedere, chi cerca codici e chi mette in vendita titoli che potrebbero non esistere affatto. Nei commenti e sui forum, intanto, gli utenti si avvertono a vicenda. «Sono tutte truffe», scrive una ragazza ricordando che al momento sul profilo Ticketmaster vengono visualizzati posto, nominativo e prezzo e che alcune modifiche saranno disponibili soltanto successivamente (intorno all'8 luglio 2027, poco prima del concerto). Un'altra racconta la sua disfatta: «Sei ore di attesa... non ce l'ho fatta, dalle 11,30 che ero collegata». Intanto la Polizia postale ha già lanciato l'allerta ai fan attraverso i canali ufficiali: «Attenzione ai falsi codici, alle mail, ai messaggi privati e agli annunci sui social». Il codice di accesso autentico non si compra e non si cede: è personale e non trasferibile. E soprattutto averlo non significa avere conquistato un posto all'Olimpico. Bisogna controllare il mittente delle comunicazioni, diffidare dei siti clone e non consegnare password, dati personali o numeri delle carte attraverso link ricevuti via mail o chat.
I prezzi
Il problema è che alla lotteria ufficiale se n'è affiancata immediatamente un'altra: quella dei prezzi. Per le date romane i biglietti ordinari partivano da circa 85 euro fino ad arrivare a 270, mentre il pacchetto più costoso, il "Pre-Show Fan Experience", ha visto costi fino a 651,36 euro. Ma fuori dai circuiti ufficiali le cifre cambiano scala. Secondo il Codacons, poche ore dopo l'apertura delle vendite erano già comparsi biglietti sulle piattaforme estere di secondary ticketing a quasi 10mila euro per il 26 luglio. Per le altre date dell'Olimpico le richieste oscillavano tra i 5mila e i 7mila euro: un rincaro che l'associazione quantifica in oltre il 1.400% rispetto persino al biglietto ufficiale più caro. Ma Roma non è l'unica città del tour degli Oasis colpita. A Manchester sono apparsi annunci vicini ai 6mila.
Il Codacons ha annunciato un esposto alla Procura di Roma, all'Agcom e alla Polizia postale chiedendo di intervenire sui siti che propongono titoli a prezzi maggiorati e di verificare eventuali reati ai danni dei consumatori. È il paradosso del biglietto nell'era digitale. Ventisette anni fa, per vedere gli Oasis a Wembley il 22 luglio del 2000, sul tagliando cartaceo era stampato un prezzo: 27,50 sterline (circa 32 euro). Oggi la tecnologia ha moltiplicato i controlli, reso nominativi i titoli, introdotto Qr code personali e costruito muri digitali sempre più alti intorno alle prevendite. Tutto pensato per rendere più difficile l'assalto dei bagarini digitali. Eppure il mercato parallelo continua a trovare delle scorciatoie. È già successo con altri grandi eventi, da Taylor Swift a Harry Styles: quando la domanda supera enormemente l'offerta, attorno alla vendita ufficiale nasce un mercato nero, una vera giungla di rivendite. E così c'è chi passa sei ore davanti a uno schermo senza riuscire a comprare nulla e chi, pochi minuti dopo, ritrova online quel biglietto ma a migliaia di euro.
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