Nuovo stadio della Roma, la road map dei lavori. «Si parte a marzo 2027»

Concluso un iter - quello approvativo - se ne apre subito un altro, quello per arrivare alle ruspe, alle gru e agli operai in azione. Per il progetto della Roma di realizzare lo stadio a Pietralata ieri è stata una giornata storica: via libera al progetto definitivo. Quindi, di fatto, da ieri non ci sono più modifiche che possano essere richiesta e l’opera - stadio da più di 60mila posti; due parchi verdi; tre passerelle ciclo pedonali; parcheggi auto, moto e bici; miglioramenti al trasporto pubblico - ormai è questa e da questa non si cambia più.


TIMING
Per quanto riguarda l’iter, ci sono i paletti fissati dalla Uefa per gli stadi che si candidano, come Pietralata, a ospitare gli Europei di calcio del 2032. Per rimanere in corsa come sede, l’opera deve essere “cantierabile” per marzo 2027. Cantierabile significa che tutti gli iter devono essere conclusi e che, quindi, almeno in teoria, ruspe e gru possono essere pronte a entrare in azione. 


VANTAGGIO
Le riforme sulla legge stadi introdotte nel corso degli anni e la nomina del commissario straordinario per Uefa 2032 - nella figura dell’ingegner Massimo Sessa, presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici - sono un indubbio vantaggio per il progetto giallorosso.
Di fatto, con la formulazione normativa attuale, la Roma si trova con l’approvazione della variante urbanistica (non serviranno altri passaggi al voto in Aula Giulio Cesare), con il testo della convenzione (il futuro contratto fra chi realizzerà l’opera e il Comune) già chiuso e definito; e con gli espropri già giunti alla loro conclusione normativa.
La clessidra, quindi, servirà soltanto a contare il tempo necessario ai tecnici incaricati dalla Roma per la redazione del progetto esecutivo.
PROSSIMO PASSAGGIO
Parliamo della stesura ultima di tutte le tavole progettuali. Per capirsi con un esempio banale, quella dove vanno indicate anche le misure e la tipologia delle viti che serviranno per fissare le maniglie alle porte degli spogliatoi. 
Nei palazzi della politica romana ci si aspetta che la Roma depositi il progetto più o meno in 4 mesi, quindi, per intenderci, con l’anno nuovo. In realtà, da quanto trapela, già con l’arrivo dei primi pareri definitivi (fra luglio e agosto) gli architetti e gli ingegneri della Roma stanno lavorando a chiudere l’esecutivo. E, insomma, l’obiettivo più ambizioso è riuscire ad arrivare prima di Natale.


E DOPO?
Una volta depositato il progetto esecutivo tornerà in campo la figura del commissario straordinario Massimo Sessa che, utilizzando i poteri conferitigli dalle norme speciali, pubblicherà subito l’ordinanza per bandire la gara d’appalto. 
Per chiarezza: fra il deposito dell’esecutivo e la gara vera e propria c’è un passaggio intermedio, la “verifica e validazione” del progetto. Traduciamo: tutti gli uffici che hanno emesso delle prescrizioni (quindi delle indicazioni da rispettare in modo obbligatorio) dovranno verificare che queste siano poi state effettivamente inserite nella stesura esecutiva del progetto. Quindi, per chiarire: se Roma Natura ha chiesto che fra gli alberi da piantare ex novo ci siano il 50% di querce, bisognerà vedere se poi, nelle carte, questa indicazione sarà stata inserita. Fatta la verifica, si passa alla validazione, operazione che viene compiuta dal Responsabile Unico del Progetto (Rup) con la quale si recepiscono gli esiti della verifica preventiva, attestando l'idoneità e la cantierabilità dell'opera prima dell'avvio della procedura di affidamento. 
Fatti questi due passaggi - che con i poteri commissariali dovrebbero richiedere pochi giorni - si andrà a bando di gara europeo. 
Qui è difficile ipotizzare che, su un progetto che vale, Iva compresa, un miliardo e 300 milioni e con un tale livello di complessità, ci possano essere molti concorrenti disposti a partecipare. Se, come da previsioni, dovesse esserci in gara solo l’As Roma, la partita si chiuderà in pochissimi giorni con la conferma del vincitore. A quel punto, rimarrebbero soltanto gli atti finali: la firma della convenzione, la presentazione delle varie polizze assicurative in adempimento delle norme, il rilascio del permesso a costruire. Per inciso: la Roma deve completare gli scavi archeologici prima dell’inizio dei lavori veri e propri. 

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