Nuovo quartiere al Tondo di Carbonara: il Comune di Bari riduce le volumetrie dopo anni di ricorsi


Due piani di lottizzazione riuniti e contestati. Ricorsi al Tar, il progetto di un archistar come Bohigas e una trattativa che ha portato a un cambio di paradigma. Ma soprattutto, come annunciato dal sindaco Vito Leccese e dall'assessora all'Urbanistica, Giovanna Iacovone, a un abbattimento delle volumetrie e del consumo di suolo attorno al 50%. Da loro è partita la proposta, approvata dalla Giunta comunale, di un atto di indirizzo che pone le condizioni per l’esame della nuova proposta progettuale relativa alle maglie urbanistiche 50 e 51 del Prg, nell’area del Tondo di Carbonara, a ridosso dello stadio San Nicola. Un'area destinata alla nascita di un nuovo quartiere ma che, rispetto all'idea iniziale, dovrebbe prevedere più spazi verdi e meno cemento.

Il provvedimento

“Il provvedimento – come spiegano in una nota dal Comune - riguarda uno dei comparti di trasformazione più rilevanti e più a lungo irrisolti della città e stabilisce con quali criteri l’amministrazione comunale valuterà la proposta: accanto alla conformità alle norme del vigente Piano regolatore generale (Prg), l’istruttoria dovrà misurarsi con i principi di riduzione del consumo di suolo, contenimento delle volumetrie e qualità delle dotazioni pubbliche che l’attuale amministrazione ha assunto come propria linea di indirizzo urbanistico e che confluiranno nel nuovo Piano urbanistico generale (Pug)”.

L’iter di questo comparto, che si sviluppa su circa 200mila metri quadrati, nasce tra il 2008 e il 2009 (amministrazione Emiliano) da due distinti piani di lottizzazione presentati dai proprietari delle aree, poi unificati dal Comune in un unico piano particolareggiato adottato nel 2012. In mezzo la grande strada larga 40 metri, ribattezzata la nuova rambla dall'architetto spagnolo. Il progetto fu presentato in quegli anni da diversi costruttori locali (tra i quali Salvatore Matarrese e Debar), ma comitati, associazioni e politici contrari lo definirono subito il progetto “dei palazzinari”.

Il piano

Negli anni successivi il piano è stato più volte adeguato alle sopravvenienze della pianificazione sovraordinata e alle prescrizioni degli enti competenti, fino alla trasmissione della proposta per l’adozione nel novembre 2023: quella soluzione progettuale prevedeva circa un milione di metri cubi tra terziario-direzionale e residenza.

Nel luglio 2025 il consorzio ha promosso ricorso al Tar Puglia contro l’inerzia del Comune. Su invito del sindaco la trattazione è stata differita e il Tar ha rinviato la camera di consiglio al 30 settembre prossimo. Dall'amministrazione Leccese fanno sapere come “il documento di indirizzo approvato ad aprile 2026” ha inciso per arrivare a “una riduzione compresa tra il 50 e il 70 per cento del consumo di suolo non antropizzato rispetto alla pianificazione pregressa e una riduzione tra il 40 e il 60 per cento delle volumetriche rispetto al residuo di Prg. Il modello seguito è quello applicato a Costa Sud “che ha ridotto del 50 per cento i volumi edilizi e del 63 per cento il consumo di suolo previsti dal piano Quaroni”.

La trattativa

Dal documento si è aperta quindi la trattativa con il consorzio di costruttori. «Il Tondo di Carbonara conferma il cambio di paradigma annunciato con le linee di mandato - spiega Leccese -. Su queste maglie existevano una previsione ereditata da Quaroni e un’istruttoria tecnica ormai conclusa, pronta a scaricare sulla città quasi un milione di metri cubi. Con questa delibera, dimezziamo le volumetrie, restituiamo suolo permeabile e chiediamo che il progetto dimostri, numeri alla mano, quanto verde e quanti spazi pubblici in più sarà in grado di offrire. Inoltre, proviamo ad imparare dagli errori del passato, mi riferisco ad esempio a Sant’Anna o Baridomani: le infrastrutture e i servizi devono insediarsi insieme alle residenze, nella stessa fase attuativa, con spazi pubblici, verde, asili, negozi di vicinato raggiungibili a piedi o in bici in un quarto d’ora». «L’area del Tondo- aggiunge Iacovone - dimostra che la trasformazione urbana può procedere insieme alla tutela del paesaggio. La nuova fermata Bari-Bitritto consentirà di concentrare funzioni in una zona già infrastrutturata, preservando il territorio agricolo. L’obiettivo del nuovo Pug è ricomporre un margine urbano frammentato, concentrando l’edificato tra il Tondo e lo stadio e integrandolo con un sistema continuo di spazi verdi, pedonali e con il ripristino delle connessioni ecologiche».