Nuovo codice della strada, scatta la mobilitazione in bici

Una biciclettata di protesta e sensibilizzazione, per dire "no" alla proposta di un nuovo codice della strada, ma anche per...

Dopo la protesta associazioni e comitati scenderanno di nuovo in piazza a novembre in occasione della Giornata per le vittime della strada

Dopo la protesta associazioni e comitati scenderanno di nuovo in piazza a novembre in occasione della Giornata per le vittime della strada

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Una biciclettata di protesta e sensibilizzazione, per dire "no" alla proposta di un nuovo codice della strada, ma anche per rimarcare cosa non funziona a livello locale. Gli attivisti del comitato “Vivere meglio la città“ e la Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) si sono dati appuntamento alle 16 di ieri nel quartiere Montorfano. Da qui, insieme ad alcuni cittadini che ne hanno sposato la causa, hanno percorso sulle due ruote svariate strade di Melegnano, per convergere nella piazza del Comune. Una manifestazione a favore della mobilità sostenibile, per chiedere strade più sicure e fruibili. "La pista ciclabile su via Emilia andrebbe delimitata da un cordolo, così da renderla più riconoscibile e scoraggiare la sosta abusiva delle auto – spiega Carlo Costanzo, Fiab -. La pista ciclopedonale di viale Repubblica necessiterebbe di maggiori manutenzioni, mentre via Zuavi andrebbe resa percorribile dalla biciclette in entrambi i sensi di marcia".

"Servono strade e piazze scolastiche meglio organizzate, con spazi per il gioco e zone verdi", aggiungono Paolo Pozzi e la moglie Angela Bedoni, fondatori del comitato “Vivere meglio la città“. Nel mirino anche la proposta di un nuovo codice della strada, presentata dal Governo. Un insieme di norme che, se approvate, "renderebbero più complessa e onerosa, da parte dei Comuni, l’introduzione di zone 30", rimarca Claudio Lanaro, presidente della Fiab locale. Si contesta inoltre la norma che imporrebbe ai pedoni di guardare prima di attraversare e accertarsi che gli eventuali automobilisti si siano accorti della loro presenza sulle strisce. "Una misura che, di fatto, scarica sui pedoni parte della responsabilità di eventuali incidenti, aprendo la strada a molteplici controversie - osserva Lanaro -. Ai Comuni si chiede di prendere posizione ed esprimere a loro volta contrarietà, prima che i provvedimenti vengano votati ed entrino in vigore". A. Z.

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