Nuova linea bus per collegare Grande Moschea e metro B. Patané: "È un luogo che appartiene a tutta la città"
Redazione 13 settembre 2026 13:40
La richiesta che l’imam Nader Akkad aveva rivolto al Campidoglio, nel corso di una commissione mobilità, era chiara: in una città che conta 120mila musulmani, servivano più collegamenti con la Grande Moschea. A distanza di poco più di un anno, quell’esigenza è stata colmata.
Da lunedì 14 settembre entra in servizio la nuova linea 252, il collegamento circolare che unisce la stazione Policlinico della Metro B e B1 alla Grande Moschea di Roma, la più grande d’Europa e ai quartieri che gravitano su via dei Campi Sportivi e via Giacinta Pezzana. Il nuovo servizio, progettato da Roma Servizi per la Mobilità ed esercito da Atac, nasce per rendere raggiungibili con il mezzo pubblico, senza dipendere dall’auto, il luogo di culto e il Centro Islamico Culturale d’Italia, frequentati ogni settimana da migliaia di persone e in particolare nei giorni di preghiera e nelle festività, insieme a un quadrante che comprende Villa Ada, l’Acqua Acetosa e gli impianti sportivi del Foro Italico.
I collegamenti inadeguati
Fino a oggi l’area della Moschea, di Villa Ada e dell’Acqua Acetosa era servita in modo discontinuo, attraverso corse deviate delle linee 52 e 168 che allungavano i tempi di viaggio di chi era a bordo e raggiungevano poche persone. Il riassetto della rete cambia impostazione: al posto delle deviazioni nasce una linea dedicata, con un percorso riconoscibile, e le linee 52 e 168 tornano al loro tracciato base. La 168, in particolare, viene potenziata: nelle ore di punta l’attesa scende da ventiquattro a diciassette minuti e le corse giornaliere passano da trentacinque a quarantanove, in risposta a una domanda cresciuta negli anni lungo l’asse Tiburtina–Parioli–Flaminio.
Il percorso della 252 parte dal nuovo capolinea di viale Regina Margherita, a pochi passi dall’ingresso della stazione Policlinico, e attraversa viale Liegi, viale dei Parioli, via della Fonte dell’Acqua Acetosa, via dei Campi Sportivi e via del Foro Italico fino a viale della Moschea; prosegue poi per via Anna Magnani, via Giacinta Pezzana, piazzale delle Muse, viale Romania e viale Rossini, rientrando su viale Liegi e viale Regina Margherita. Un anello di circa undici chilometri, servito con vetture di sette metri e mezzo adatte alle strade strette del quartiere, in esercizio tutti i giorni, festivi compresi, dalle sette e trenta alle venti, con tredici corse quotidiane e una frequenza oraria. Per rendere possibile il capolinea è stata modificata la disciplina della sosta su viale Regina Margherita, nelle more della sistemazione definitiva del marciapiede già progettata.
Più raggiungibile un luogo che appartiene a tutti
“Questa linea ha una storia semplice. La Grande Moschea è il luogo di culto di decine di migliaia di romani e non era collegata in modo adeguato al trasporto pubblico – ha spiegato l’assessore capitolino alla mobilità Eugenio Patanè - Abbiamo verificato come veniva servita, ci siamo resi conto che le deviazioni delle linee 52 e 168 non funzionavano né per chi andava alla Moschea né per chi restava a bordo, e abbiamo scelto di fare una linea dedicata, agganciata alla metropolitana”. Quello che l’amministrazione ha deciso di avviare, ha dichiarato Patanè, “é un intervento piccolo nei numeri e importante nel significato: rendere raggiungibile con un autobus un luogo che appartiene a tutta la città è il modo più concreto che un’amministrazione ha per dire che Roma è una città aperta”.
“Partiamo con una frequenza oraria, e lo diciamo con chiarezza – prosegue Patanè –. È una prima configurazione: nei prossimi mesi guarderemo i dati di frequentazione, come facciamo per ogni nuova linea, e se la domanda lo richiederà interverremo. Nel frattempo, chi oggi prende la 168 avrà corse più frequenti e più regolari, perché una rete si migliora anche togliendo ciò che non serve per rafforzare ciò che serve”.