Nuorese in crisi, raffica di vertenze dai giocatori  - L'Unione Sarda.it

Eccellenza.

19 luglio 2026 alle 00:32

Dalle tensioni interne emerse nelle ultime settimane alle crescenti incertezze sul piano sportivo ed economico, il quadro della Nuorese si fa ogni giorno più preoccupante. Le rassicurazioni fornite nei giorni scorsi dal presidente Gianni Pittorra hanno lasciato spazio a una realtà ben più complessa, proprio mentre si avvicina la scadenza per l’iscrizione alla prossima Eccellenza.

A oggi, il nuovo direttivo non è ancora costituito. Le voci in città parlano di struttura ridotta alle sole figure del presidente e del fratello Antonello, mentre cresce il malcontento per una situazione tutt’altro che rassicurante. Sul fronte tecnico, la squadra è ormai smantellata e ridotta ai minimi termini. Hanno già lasciato Nuoro gli allenatori Bonomi e Pinna, più i giocatori Cadau, Caggiu, Carraro, Caddeo, Cossu, Demurtas, Dessolis, Filia, Manca, Piredda e Ruggiu.

A rendere ancor più pesante il clima è l’annunciato progetto per l’affidamento del Frogheri, indicato come elemento chiave per la continuità della dirigenza ma rimasto senza alcun seguito. Non risultano documenti presentati all’amministrazione comunale, lasciando in sospeso una questione ritenuta decisiva per il futuro del club. Non sorprende, quindi, la serie di dimissioni in dirigenza nelle ultime settimane. Dichiarazioni poco chiare, promesse disattese, mancanza di trasparenza e un bilancio mai reso pubblico (e dato per fortemente in crisi) hanno trasformato la squadra più rappresentativa della provincia in un caso fatto di indiscrezioni e malumori. A tutto ciò si aggiunge la protesta degli ultras, esplosa col volantino diffuso poche settimane fa.

Intanto, la situazione economica appare sempre più critica: sono state depositate ben 14 vertenze da parte dei giocatori dell’ultima stagione, segnale inequivocabile di difficoltà finanziarie. I rimborsi promessi e mai corrisposti rappresentano oggi il nodo più grave di una crisi che ha svuotato la Nuorese. A questo punto, la domanda è inevitabile: se non esistono le condizioni per affrontare serenamente il campionato, perché la presidenza continua a chiudersi nel silenzio invece di fare chiarezza e aprire la strada a un possibile cambio di gestione?

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