Nucleare, passa la legge: tempi lunghi per i reattori. Pichetto: «I nuovi impianti arriveranno nel 2033»

A distanza di quasi 40 anni dalla chiusura delle centrali nucleari, l'Italia approva una legge per riaprirle. L'intenzione sarebbe di introdurre i mini reattori modulari di nuova generazione (terza avanzata o quarta, anche se non è ancora chiaro se e quale tecnologia avrà successo e mercato), con la promessa di emissioni inquinanti ridotte, ma anche scorie radioattive da smaltire. Ieri è arrivato il via libera definitivo del Senato al disegno di legge promosso dal governo, e in particolare dal ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che dà un quadro di riferimento per il cosiddetto "ritorno dell'atomo". Una strategia che, però, tempi tecnici alla mano, richiederà diversi anni per essere attuata. I primi reattori di nuova generazione, ancora in fase di progettazione, secondo Pichetto dovrebbero arrivare in Italia tra il 2033 e il 2034. Le aziende e gli esperti, più prudenzialmente, fissano come deadline il 2035.

La novità

Gli Small modular reactor (o Smr) sono in pratica motori di sommergibili chiusi in un tubo d'acciaio. Si costruiscono in fabbrica e si trasportano nella centrale, installandoli in serie di quattro o più. Impianti che dovrebbero essere meno costosi e più sicuri di quelli tradizionali. Le versioni più moderne, poi, bruciano le scorie delle vecchie centrali, e sono raffreddate a piombo liquido: in caso di guasto, il reattore si spegne e non esplode.

Ma gli Smr sono ancora nella fase sperimentale. Nonostante questo i produttori contano di metterli sul mercato nella prima metà degli anni Trenta. La nuova legge dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia, e definisce i campi d'intervento: costruzione ed esercizio delle centrali, gestione delle scorie radioattive e sicurezza (con lo smaltimento delle vecchie scorie che procede ancora a rilento), istituzione degli organi di controllo, produzione di idrogeno tramite energia nucleare. «Siamo già al lavoro per redigere i decreti attuativi - ha assicurato il ministro Pichetto -. Lo faremo, di sicuro, entro fine anno». «Una scelta coraggiosa e di buon senso» per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Secondo la premier il nucleare «significa per famiglie e imprese più sicurezza energetica, meno dipendenza dall'estero e meno esposizione alle crisi internazionali, ma anche energia stabile e a basse emissioni (da affiancare alle rinnovabili) e una risposta concreta alla domanda di elettricità che crescerà con data center e intelligenza artificiale». Si tratta invece di uno «strumento di distrazione» e «prodotto da campagna elettorale», per Pd, M5s e Avs, che sottolineano come il nucleare arriverebbe «troppo tardi» rispetto agli obiettivi europei di decarbonizzazione (dimezzare le emissioni rispetto al 1990 entro il 2030 e azzerarle entro il 2050). Ma ci sarebbero anche costi troppo alti (almeno un miliardo a reattore). Mentre i centristi di Italia Viva e Azione, favorevoli al ritorno dell'atomo, ne criticano le lunghe tempistiche e le possibili difficoltà tecniche di attuazione, visto che per ora c'è solo un quadro regolatorio.

Le prospettive

Per le ong ambientaliste Greenpeace Italia, Legambiente, Wwf Italia e Kyoto Club, «il nucleare non risolve nessuno dei tanti problemi che oggi l'Italia ha di fronte, nel mezzo della seconda crisi energetica negli ultimi 4 anni». Anche con la tecnologia di quarta generazione, secondo l'Agenzia internazionale dell'Energia, i costi delle rinnovabili, proiettati tra il 2030 e il 2050, saranno inferiori a quelli del nucleare.

Per l'Onu, poi, il potenziale di riduzione di emissioni nette entro il 2030 di solare ed eolico è quattro volte maggiore rispetto al nucleare, anche se andrebbe risolto il grande problema della mancata continuità energetica. La vera rivoluzione, comunque, sarebbe quella della fusione nucleare, un processo che simulerebbe ciò che avviene dentro al Sole, producendo una quantità molto elevata di energia senza scorie. Una svolta a cui lavorano gli Stati Uniti, ma anche le eccellenze italiane, con l'obiettivo di trovare una quadra entro un decennio.

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