Notte di sangue e coltelli. Maxi rissa a Marina. Il questore chiude il bar

Sette giorni di stop per il locale dove il 2 agosto è scoppiata una violenta lite finita con diversi feriti e sette persone denunciate.

Sette giorni di stop per il locale dove il 2 agosto è scoppiata una violenta lite finita con diversi feriti e sette persone denunciate.

Sette giorni di stop per il locale dove il 2 agosto è scoppiata una violenta lite finita con diversi feriti e sette persone denunciate.

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Sette giorni di stop per l’El Amir Vip di viale Vespucci, a Marina centro. Dopo la violenta rissa scoppiata nella notte del 2 agosto, con coltelli, bottiglie di vetro e diversi feriti, arriva il provvedimento della questura. La polizia ha disposto la sospensione dell’attività del locale ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, norma che consente al questore di intervenire quando un esercizio pubblico viene ritenuto un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Alla base della decisione c’è quanto accaduto quella notte, quando una lite nata all’interno del locale era poi degenerata in uno scontro senza esclusione di colpi. Quando gli agenti erano arrivati in viale Vespucci, davanti all’ingresso avevano trovato un uomo coperto di sangue riverso a terra, con diverse ferite da arma da taglio e una forte perdita di sangue. Era stato soccorso e trasportato in codice rosso a Cesena. Una cliente era stata raggiunta al piede dai frammenti di una bottiglia di vetro, mentre un giovane aveva riportato ferite da taglio al volto e alla testa ed era stato portato al pronto soccorso di Rimini.

Altre due persone avevano raccontato agli agenti di essere state aggredite mentre cercavano di aiutare un amico: una sarebbe stata colpita con una bottiglia, l’altra con un coltello. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la rissa sarebbe cominciata all’interno del locale. A un certo punto alcuni avventori avrebbero iniziato a lanciare bottiglie contro altre persone e nella colluttazione sarebbero comparsi anche i coltelli.

Le indagini della Mobile hanno permesso nei giorni successivi di ricostruire la notte di violenza anche grazie ai filmati messi a disposizione dal gestore e alle immagini girate con il cellulare da alcuni clienti. Proprio uno di quei video si era rivelato decisivo per dare un volto ai partecipanti. Sette uomini, marocchini e tunisini tra i 29 e i 37 anni, erano stati identificati e denunciati con l’accusa di rissa aggravata.

Secondo la prima ricostruzione investigativa, dietro lo scontro ci sarebbero stati vecchi dissidi tra alcuni degli avventori presenti quella notte. La tensione sarebbe partita tra persone sedute a tavoli differenti, per poi esplodere quando un gruppo avrebbe aggredito un uomo dell’altra compagnia anche con bottiglie di vetro. Da lì la reazione degli amici e il caos.

Nell’istruttoria che ha portato alla chiusura sono finite però anche le misure di sicurezza adottate dal locale. Secondo quanto accertato dalla questura, il gestore non aveva aderito alle misure di prevenzione previste dalle linee guida del ministero dell’Interno e recepite dalla prefettura. Sarebbero risultati assenti un sistema di videosorveglianza e il codice di condotta dell’avventore affisso nel locale. Inoltre, sempre secondo la polizia, il grave episodio non sarebbe stato segnalato direttamente e tempestivamente dal gestore alle forze dell’ordine.

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