Non solo cittadinanze truccate ma anche appalti: l’inchiesta di Collio si allarga e gli indagati salgono a dieci. Coinvolta anche la sindaca Mirella Zanini
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Non solo cittadinanze truccate ma anche appalti: l’inchiesta di Collio si allarga e gli indagati salgono a dieci. Coinvolta anche la sindaca Mirella Zanini
Brescia, l’inchiesta della Finanza scoperchia un business di oltre un milione. Ai domiciliari un imprenditore e sospesi due due funzionari comunali

L’inchiesta della Finanza partita da Collio ha imboccato nuove piste

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Collio (Brescia), 11 ottobre 2026 – Cittadinanza italiana pagata cara, anche diecimila euro, un giro di appalti truccati e di rifiuti in amianto abbandonati nei boschi. È lo scenario scoperchiato da un’inchiesta della Finanza partita da Collio, in cui risulta coinvolta anche la sindaca, Mirella Zanini, e che si è allargata, imboccando nuove piste.
La rete si allarga
Lo scorso venerdì è finito in manette (ai domiciliari) un imprenditore bresciano, mentre due funzionari comunali di Collio sono stati sospesi. A loro carico c’è un’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso.
A settembre era già stato arrestato un 50enne brasiliano ritenuto un intermediario nel valzer delle cittadinanze fasulle.
I reati
Nel complesso sale così a dieci il numero degli indagati nel medesimo procedimento per, a vario titolo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, corruzione, falso, smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e turbata libertà di incanti. Il giochetto sarebbe stato attivo dal 2016 in poi tra l’alta Valtrompia e la Bassa.
Gli stranieri arrivavano dal Brasile con un visto turistico e dichiaravano la residenza in quattro immobili di comodo - 84 persone si erano collocate solo in due strutture di Collio - sborsando per un passaporto italiano pur non avendo i requisiti per ottenerlo tra i 3.700 e i diecimila euro. Un business da oltre 1,2 milioni.
Su 408 pratiche esaminate, ben 170 sono risultate irregolari, con numeri di protocollo falsi e documenti alterati con la scolorina. Meno dell’1 per cento dei beneficiari è effettivamente rimasto a vivere in Italia. Ma non è tutto.
A macchia d’olio
L’inchiesta si è recentemente allargata in nuovi filoni relativi agli appalti pubblici e ai rifiuti. Stando alla ricostruzione accusatoria un imprenditore e un funzionario avrebbero pilotato le procedure, facendo partecipare alle gare pubbliche società di comodo con offerte irregolari, così da fare intascare denaro anche a fronte di lavori non eseguiti o realizzati in modo difforme. Altri affidamenti invece sarebbero stati assegnati direttamente. Il terzo capitolo invece è elativo ad amianto non smaltito.
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