«Non solo blatte e topi, qua non funziona nulla» Gramsci e Scano, nuova ondata di lamentele - L'Unione Sarda.it
Monserrato.
10 ottobre 2026 alle 00:40
Continua la prostesta degli studenti all’Alberghiero Gramsci e allo Scano di Monserrato. Nel primo istituto ieri mattina, uno striscione – tra i tanti all’ingresso – riassume il malessere generale: “I topi frequentano gratis”. I ragazzi, tra ironia e altrettanta disperazione, raccontano una situazione che definiscono «ormai non più sostenibile».
La mobilitazione del Gramsci si inserisce nell’ondata di scioperi che sta attraversando molte scuole di Cagliari e dell’hinterland: lo Scano, la sede staccata del Martini e altri istituti che da giorni denunciano condizioni igienico-sanitarie critiche. Proprio grazie alle proteste, il Martini è stato chiuso per permettere interventi urgenti, mentre allo Scano lo sciopero prosegue.
Le criticità
Al Gramsci, invece, ieri gli studenti si sono radunati davanti all’edificio tra fumogeni, striscioni e clacson, decisi a non entrare finché la situazione non cambierà. «Ci sono topi, dicono che sono fuori ma in realtà sono anche dentro le cucine, le sale», racconta Giulio. «Abbiamo muffa nelle aule, porte rotte, la maggior parte dei bagni non funziona e dai rubinetti esce acqua gialla». Aurora sottolinea che il problema «va avanti da anni» e che solo ora gli studenti hanno deciso di non accettare più condizioni simili. Camilla aggiunge poi altri dettagli: «Le finestre sono piene di escrementi, urine di topo, blatte morte. I topi hanno rosicchiato dei cavi e la corrente salta: siamo dovuti uscire dai laboratori in piena esercitazione».
In mezzo a questo malessere diffuso, gli studenti lamentano anche la gestione delle assenze: chi sciopera per denunciare l’insalubrità degli ambienti si ritrova comunque con le assenze conteggiate. Alcuni, a inizio ottobre, hanno già accumulato numeri preoccupanti. Camilla, che ne ha otto, teme di compromettere l’intero anno scolastico. La protesta del Gramsci, però, non è solo denuncia: è anche la volontà degli studenti di vedere finalmente una scuola più sicura e vivibile.
L’appello
Una richiesta semplice, che sperano possa essere ascoltata al più presto. In fondo, spiegano, «non chiediamo nulla di straordinario: solo poter studiare in ambienti puliti, funzionanti e adatti alle loro attività pratiche». L’obiettivo è quindi poter tornare in classe con un po’ più di tranquillità, senza dover pensare ogni giorno a ciò che non dovrebbe esserci in una scuola.
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