Us Open, Cobolli eliminato: "Non so cosa sia successo"
“Sono davvero triste, in particolare per la mia prestazione. È davvero difficile giocare contro di lui e penso che oggi la mia energia fosse un po’ più bassa rispetto agli altri giorni”. Con queste parole Flavio Cobolli ha aperto la conferenza stampa post partita dopo la sconfitta contro Alexander Blockx, tennista belga che ha vinto in quattro set (6-7, 6-3, 6-0, 6-3). “Mi sono sentito più contratto e forse più stanco. Ho giocato senza l’energia che meritava questa partita. E questo è il risultato. Ora tornerò a casa, mi prenderò qualche giorno libero per recuperare un po’ mentalmente e fisicamente, poi tornerò in campo. Il prossimo appuntamento è la Laver Cup”, ha spiegato Cobolli, visibilmente deluso per la prestazione sotto le aspettative. L’azzurro infatti aveva già giocato 4 ore e 14 al primo turno e quasi 3 al secondo.
L’italiano ha cominciato bene, vincendo un tie–break durissimo nel primo set, ma da lì ha spento completamente l’interruttore, non riuscendo più a incidere: “Fino al 3-2 del secondo set mi sentivo abbastanza bene – spiega – ; nel primo set avevo la partita sotto controllo, poi con il break si è un po’ complicata e mi sono innervosito. Alla fine, però, credo di aver giocato un gran tie-break. Ho iniziato bene il secondo set, salvando alcune palle break. Quindi, anche lì ero abbastanza in fiducia. Poi lui ha alzato il livello, io ho giocato un po’ male due o tre game, fino ad arrivare al terzo set, in cui mi è un po’ scesa l’adrenalina accumulata nei giorni”, ha dichiarato il numero due d’Italia nella conferenza stampa post match.
Poi è arrivato il crollo improvviso nel terzo set, con Cobolli che ha perso 6-0 in appena 20 minuti di parziale: “Non so cosa sia accaduto – ha spiegato – , non sentivo di avere quasi più niente da dare in campo. So che è abbastanza incredibile, però ho avuto tre settimane molto dispendiose e forse, come ha detto mio padre, sono arrivato un po’ al limite. Ho provato a prendere una pausa, sono andato di nuovo in bagno, ma non ha funzionato. Sono andato un po’ avanti con l’orgoglio, perché ovviamente non voglio mai perdere e ci ho provato fino alla fine, ma era già troppo tardi. Meriti all’avversario e demeriti un po’ miei”.