Virginia Libero sui disertori: il discorso integrale alla Festa dell'Unità | Il Fatto Quotidiano.it

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“Ma ve lo diciamo a gran voce: non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori“. Sono le parole di Virginia Libero, la segretaria nazionale dei Giovani democratici, che hanno scatenato lo scontro. Si tratta di un passaggio del suo intervento alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia. Frasi che hanno dato il via a duri attacchi: la 28enne leader dell’organizzazione giovanile del Pd e vicina alla segretaria Elly Schlein, è stata anche vittima di “fuoco amico”.

Dal palco, Libero ha parlato del rapporto con gli Usa di Donald Trump, del genocidio a Gaza e di riarmo: “Soldi rubati ai nostri diritti, alle cure per i nostri nonni, al sostegno per gli affitti, al diritto allo studio e alla sicurezza nelle nostre città”, ha sottolineato. Un messaggio pacifista per farsi portavoce di un sentimento molto diffuso tra le giovani generazioni.

Quei giovani definiti come “sdraiati, maranza, mammoni”. Tutte etichette, ha sottolineato la segretario dei Gd, “che la destra ha inventato per giustificare il tradimento della politica nei nostri confronti”. “Ci hanno preso in giro, ora vi prenderete tutta la nostra rabbia“, ha continuato.

“A causa vostra – ha aggiunto – oggi siamo coinvolti in guerre che arrivano fino a dentro le nostre case, nelle nostre bollette e nella benzina che paghiamo ogni giorno. Per noi parlare di Patria significa ripudiare la guerra, significa dare davvero a tutti un salario dignitoso, garantire le cure e sapere che nessuno nel nostro Paese deve sentirsi solo, al punto da perdere ogni singola speranza”.

Infine l’appello: “Servono scelte politiche coraggiose da fare e la sinistra questo coraggio ce lo deve avere. Noi giovani ci siamo, ma non per essere un oggetto della discussione. Senza di noi le prossime elezioni saranno perse. Non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere il permesso”, conclude Libero confidando nel ruolo della segredaria dem. “Al tuo fianco Elena” conclude, utilizzando il nome per esteso della segretaria del Pd.