Nolly e Kratos hanno fatto squadra da subito: la nuova coppia della Finanza agrigentina
Per il cane è un gioco, non un lavoro
Alla Guardia di finanza di Agrigento è arrivata una nuova collega. Si chiama Nolly, è un pastore tedesco e il suo lavoro consiste nel trovare la droga.
È al primo incarico operativo. Ad accoglierla c’è Kratos, il cane antidroga già in servizio nel Gruppo di Agrigento, e i due hanno fatto squadra da subito.
Chi è Kratos
Il collega più anziano ha un curriculum costruito sul campo.
Negli ultimi anni ha contribuito a intercettare quantità rilevanti di stupefacenti, e nel Gruppo agrigentino è considerato un elemento di esperienza.
Nolly gli si affianca con un temperamento che i militari descrivono come sicuro e vivace.
La scuola di Castiglione del Lago
Prima di arrivare in Sicilia, Nolly ha frequentato un percorso di formazione preciso.
Si tratta del Corso allevamento e addestramento cinofilo della Guardia di finanza di Castiglione del Lago. Da lì è uscita dopo avere superato tutte le prove previste per l’immissione in servizio operativo.
Insieme a lei è stato assegnato ad Agrigento anche il militare che ne è il conduttore. Le due cose non si separano.
Per il cane è un gioco, non un lavoro
Qui si arriva alla parte che riguarda il metodo, e che smonta qualche idea sbagliata.
Per l’animale l’addestramento non è una fatica né una costrizione. È un gioco, uno sfogo agli istinti naturali della specie.
L’istruttore lavora sull’indole del cane e lo abitua a cercare tracce olfattive determinate. Quando le trova e le segnala, arriva il premio.
La ricompensa è un manicotto di spugna
Il premio non è cibo, e non è nemmeno una carezza.
È un manicotto di spugna, l’oggetto che nel linguaggio dell’addestramento cinofilo rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto.
Per il cane, in sostanza, l’intera attività si risolve nel cercare qualcosa e ottenere in cambio il proprio gioco.
Prima l’hashish, poi la cocaina
L’apprendimento segue una progressione stabilita, che va dal più semplice al più difficile.
Si comincia dagli odori della marijuana e dell’hashish, che sono forti e persistenti e quindi più facili da isolare.
Solo dopo si passa a eroina e cocaina, le cui tracce olfattive risultano molto più complicate da riconoscere.
Il cane non tocca mai la droga
C’è un punto che vale la pena chiarire, perché su questo circolano convinzioni diffuse e sbagliate.
Nel corso dell’addestramento e nel servizio operativo il cane non entra mai in contatto diretto con le sostanze stupefacenti.
Il suo compito si esaurisce nella segnalazione: individua l’odore, avverte il conduttore e si ferma lì.
Settant’anni e un primato europeo
Il Servizio cinofilo della Guardia di finanza è una specialità con una storia lunga sette decenni.
Il Corpo è l’unica forza di polizia in Europa che alleva i propri cani e li segue fin dalla nascita, condizione che gli viene riconosciuta anche sul piano internazionale.
Ufficiali veterinari e militari istruttori si occupano di selezionare gli animali più adatti alle diverse attività. Che non riguardano soltanto la droga.
Valuta, tabacchi e valanghe
Il ventaglio degli impieghi è più ampio di quanto si immagini.
Ci sono la ricerca di valuta e di tabacchi, e c’è il soccorso alle persone scomparse sotto una valanga o disperse a causa di calamità naturali.
Alla base di tutto resta l’unità cinofila, il binomio fra conduttore e cane. Un legame che nasce durante l’addestramento, si costruisce sul campo giorno dopo giorno e dura per tutta la vita dell’animale.