Nobuyoshi Araki, sensuali sensi L’erotismo, i desideri, la passione - L'Unione Sarda.it
Arte.
18 luglio 2026 alle 00:44
In mostra 101 Polaroid e 21 fotografie raccontano corpi e cittàCi sono immagini che mostrano e immagini che custodiscono; le fotografie di Nobuyoshi Araki appartengono a entrambe le categorie: rivelano e nascondono, trasformando ogni frammento di realtà in una pagina di vita. È proprio in questa tensione tra confessione e mistero che si colloca “Secret Pages”, la mostra dedicata a uno dei più influenti e controversi protagonisti della fotografia contemporanea, che si inaugura oggi alla Pinacoteca Carlo Contini di Oristano dove resterà aperta fino al 17 ottobre. Taglio del nastro alle 19, con ingresso gratuito, e sarà anche l’atto inaugurale del festival Dromos, quest'anno orientato a esplorare il territorio affascinante e sfuggente dei segreti, filo rosso della sua ventottesima edizione all'insegna di “Dromos Secrets”.
Da vedere
Curata da Sonia Borsato, l’esposizione riunisce 122 opere provenienti dalla Collezione Molinas Balata: 101 Polaroid e 21 fotografie di diversi formati. Una selezione che attraversa alcuni dei territori più emblematici della poetica di Araki – il desiderio e la memoria, l'intimità e la perdita, la sensualità e la malinconia, la vita e la morte – componendo un racconto frammentario e insieme coerente, come le pagine di un diario privato lasciato socchiuso davanti allo sguardo del pubblico.
L’artista
Nato a Tokyo nel 1940, Nobuyoshi Araki è considerato una delle figure più importanti della fotografia contemporanea. Autore di oltre 500 libri fotografici, ha costruito una ricerca profondamente autobiografica, fondata su quella che lui stesso definisce I-Photography: una pratica capace di trasformare la vita quotidiana, gli affetti, il desiderio, la perdita e il trascorrere del tempo in materia narrativa. Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti di alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo.
La fragilità, la forza
La mostra oristanese non si propone come una retrospettiva esaustiva, ma come un itinerario costruito per frammenti, un percorso che restituisce la complessità dello sguardo di Nobuyoshi Araki attraverso immagini dedicate al corpo, al paesaggio, alla città, alla sensualità e alla fragilità dell’esistenza. Il visitatore è accompagnato in un progressivo avvicinamento alla poetica dell’artista, senza la pretesa di sciogliere tutti gli enigmi che le sue fotografie custodiscono. Un ruolo centrale è affidato alle Polaroid, che Araki ha trasformato in uno degli strumenti privilegiati della propria ricerca: non semplici istantanee, ma un diario visivo capace di registrare il fluire della vita senza filtri, trattenendo ciò che inevitabilmente è destinato a scomparire. Accanto a queste trovano spazio anche opere ispirate al kinbaku, l’arte giapponese della legatura, tra gli aspetti più discussi della produzione dell’artista. Più che rappresentazioni dell'erotismo, queste immagini diventano riflessioni sul corpo, sulla vulnerabilità, sulla complessità delle relazioni umane.
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