No al Cpr, la marcia di giovani e partiti: «Il governo si fermi». Il 24 ottobre il corteo a Castel Volturno

Con il passare delle ore si allunga la lista delle adesioni alla manifestazione contro il Cpr di Castel Volturno di sabato 24 ottobre. E da carattere regionale che era, ha ora un connotato nazionale. Partiti, sindacati, associazioni che vanno da Libera a Legambiente, da Emergency alle Acli, oltre alla rete dei centri sociali e della rete nazionale No ai Cpr che stanno organizzando bus da tutta Italia. Tutto nasce dall’appello, lanciato dal vescovo di Capua Pietro Lagnese, che ha innescato incontri e assemblee per la preparazione del corteo.

A cui si è subito aggiunto subito il vescovo di Napoli don Mimmo Battaglia («Con rispetto per le istituzioni, ma con altrettanta fermezza, sento il dovere di ribadire che le politiche migratorie non possono essere ridotte a dispositivi di contenimento») dando subito pubblica solidarietà al collega. Un fronte ampio e variegato che si sta traducendo in una manifestazione non solo contro la costruzione del centro di detenzione per i migranti clandestini voluta dal governo ma anche marcandosi politicamente: un ampio schieramento di opposizione contro l’esecutivo stesso. Senza contare palazzo Santa Lucia che fin dall’inizio si è schierato contro il centro di detenzione. «Ci opporremo perché è una scelta che non condividiamo e che penalizza un territorio già complesso.

Le politiche migratorie vanno affrontate con responsabilità, con un approccio basato su integrazione, lavoro, legalità e presenza dello Stato», aveva spiegato il governatore ad aprile non appena il progetto diventò ufficiale con la pubblicazione in Gazzetta. E per bloccare il progetto del governo (che prevede un bando di Invitalia da 43 milioni di euro), la giunta regionale ha approvato una nuova Zona a Protezione Speciale (ZPS) di oltre 4.028 ettari proprio sulle aree agricole e naturalistiche interessate. Un vincolo per bloccare il progetto previsto su un’area naturalistica di grande pregio.

La manifestazione

Diviso su alcuni punti di programma in vista delle prossime politiche, il blocco progressista formato da Pd, M5s e Avs si è invece mostrato unito graniticamente sulla vicenda di Castel Volturno. Supportato anche dalla Regione che non si è limitata a esprimere un no formale ma sarà in piazza con alcuni esponenti della sua giunta, a cominciare da Roberto Fico. Senza contare come l’assessore al Welfare Andrea Morniroli è in prima fila nell’organizzazione del corteo che partirà dal centro Fernandez (ore 13) per terminare davanti al Municipio del comune di Terra di lavoro.

In totale 5 chilometri a cui dovrebbero partecipare migliaia di persone nonostante non sia così facile raggiungere questo lembo di Campania. Ma da giorni siti e profili social della rete dei centri sociali propongono viaggi in bus con partenza già dalla sera prima. Torpedoni sono previsti dal Piermonte, Lombardia e Toscana e moltissimi dalla Sicilia e dalla Puglia. Senza contare come a darsi appuntamento per sabato nel Casertano sono anche i migranti che lavorano nel casertano (tra cantieri edili e campi agricoli) e i colleghi impiegati nelle fabbriche del tessile del Vesuviano: quel giorno sciopereranno per rivendicare maggiori garanzie salariali.

Con un certo timore che in questa manifestazione possano infiltrarsi gruppi di autonomi pronti allo scontro: da qui la massima attenzione delle forze dell’ordine. Anche se il comitato organizzatore si sta organizzando in modo che tutto fili liscio e senza incidenti. E anche per evitare che il corteo abbia una connotazione troppo politica. «L’obiettivo è quello di superare la logica dei Cpr che esistono da trent’anni. Un discorso che vale per il governo in carica ma anche per chi si candida come alternativa per le prossime politiche. La manifestazione è contro non solo contro questo Cpr ma anche contro tutti gli altri e la mobilitazione nasce dopo l’appello del vescovo e di tutta la Cei campana», spiega Mimma D’Amico, una delle referenti del comitato ed esponente del centro sociale di Caserta, Ex Canapificio, da sempre attivo sul tema dei migranti.

Diversi sono i parlamentari che saranno in piazza anche se per ora solo i vertici dei partiti campani si sono esposti. Non quelli nazionali che attendono di capire come posizionarsi plasticamente su questo fronte contro la costruzione non solo del Cpr di Terra di lavoro ma anche altri 5 in altrettante regioni e farne un’arma contro Giorgia Meloni. Ma il pensiero è quello di essere in piazza contro il governo per unire tutto il fronte progressista.