Netanyahu boccia il piano per Gaza di Trump ma secondo i media ci sarebbe una apertura
Medio Oriente
Mladenov, inviato del "Board of Peace": "Il piano è l'unica strada percorribile". Casa Bianca: "Non siamo preoccupati". Khamenei nomina Rezaei al Consiglio supremo sicurezza
Ben-Gvir contro accordi: "Hamas ed Hezbollah vanno annientati"
L'unica risposta ai nostri nemici e a chi ci vuole male è la forza, la determinazione e la vittoria totale, senza accordi e senza pietà. Hamas e Hezbollah devono essere annientati fino all'ultimo di loro, senza esitare e senza fermarci". Lo ha scritto su X il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, sostenendo che la sicurezza di Israele non può essere garantita da "accordi" dietro cui "si nascondono menzogne e inganni". "Si tratta di accordi il cui scopo è quello di addormentarci in vista del prossimo attacco. Proprio per questo motivo abbiamo alzato la voce prima del 7 ottobre, proprio per questo ci siamo opposti a ogni accordo sconsiderato e a ogni tentativo di venderci 'l'illusione della tranquillità", ha proseguito il ministro di estrema destra. Ben gvir si è quindi detto "orgoglioso delle riforme portate avanti nelle carceri di sicurezza". "La festa dei terroristi è finita, non c'è alcuna pietà per gli assassini. Sono orgoglioso dell'operazione di distribuzione di armi su larga scala ai cittadini israeliani e della creazione di un'enorme forza di difesa composta da oltre 1.000 squadre di pronto intervento, oggi dispiegate in tutto il Paese. La sicurezza di Israele si baserà esclusivamente sulla forza di difesa ebraica, sui cittadini armati, su una polizia forte e su un Idf offensivo. Continuerò a lottare per la sicurezza dello Stato con gli occhi ben aperti e con determinazione", ha concluso.
Wall Street Journal: "A Trump basterebbe riapertura Hormuz, rinuncerebbe accordo su nucleare"
Il presidente americano Donald Trump sarebbe pronto a proclamare vittoria nella guerra contro l'Iran qualora lo Stretto di Hormuz venisse riaperto. Lo scrive Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, secondo cui Trump avrebbe affermato in privato che avrebbe rinunciato a firmare un accordo sul nucleare con Teheran. Secondo quanto riportato, Trump è disposto a mostrare pazienza nei negoziati, soprattutto se il prezzo della benzina alle pompe negli Stati Uniti rimarrà stabile. Parlando con il Wall Street Journal, un funzionario della Casa Bianca ha affermato che gli Stati Uniti hanno raggiunto tutti i loro obiettivi militari in Iran e che ora il presidente si sta concentrando sulla sicurezza del transito del petrolio attraverso lo stretto. Trump manterrà la prontezza militare per rispondere qualora l'Iran dovesse colpire navi nello Stretto. Secondo il giornale, Trump avrebbe affermato in privato che l'Iran non sarebbe in grado di ricostruire i suoi siti nucleari durante la sua presidenza, tre dei quali sono stati distrutti dagli Stati Uniti negli attacchi del giugno 2025. Trump avrebbe aggiunto che l'intelligence statunitense probabilmente intercetterebbe i tentativi di ricostruzione iraniani, e che il presidente è fiducioso che la minaccia di ulteriori attacchi possa fungere da deterrente. Secondo quanto riferito da funzionari al giornale, è probabile che Trump estenda il cessate il fuoco a tempo indeterminato e revochi il blocco navale contro l'Iran qualora il traffico nello stretto riprenda e gli Stati Uniti mantengano la capacità di tenere bloccato il programma nucleare iraniano.
Media, negoziati col Libano: Israele ha chiesto di trasferire le tombe ebraiche
Il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, riporta che, nell'ambito dei negoziati tra Israele e Libano per un accordo permanente, Israele ha richiesto il trasferimento in Israele delle salme di ebrei sepolti nei cimiteri libanesi. La notizia è riportata dal Times of Israel. Secondo il giornale, la parte israeliana ha indicato un gran numero di tombe ebraiche a Beirut e Sidone appartenenti a persone che hanno parenti attualmente residenti in Israele. La questione sarebbe stata sollevata nel contesto dei colloqui sui prigionieri libanesi detenuti durante la guerra in Libano e attualmente reclusi in Israele, la cui liberazione è richiesta dal Libano. Secondo il giornale, Israele ha proposto il trasferimento delle salme dal Libano nell'ambito di quello che ha definito un "accordo di scambio di prigionieri civili", che includerebbe il trasferimento delle salme e il rilascio di solo alcuni dei libanesi detenuti, escludendo gli affiliati di Hezbollah. La scorsa settimana, l'emittente televisiva saudita Asharq News ha riferito che i colloqui di Roma includevano un iter "legale" riguardante i prigionieri libanesi detenuti da Israele, distinto da quello dei militanti di Hezbollah arrestati.
Libano, improbabili nuovi colloqui con Israele prima fine estate
Il Libano e Israele difficilmente terranno un altro ciclo di negoziati prima della fine dell'estate, secondo quanto riportato dal quotidiano libanese Al Mayadeen, che cita una fonte diplomatica libanese. Secondo la fonte, al momento non e' previsto un nuovo ciclo di colloqui per il mese prossimo, poiché permangono significativi disaccordi tra la parte libanese e le delegazioni statunitense e israeliana. La fonte ha affermato che gli Stati Uniti e Israele hanno respinto l'ipotesi di ampliare le "zone pilota" esistenti nel Libano meridionale fino a quando non saranno compiuti progressi nelle due aree gia' designate per i negoziati. La delegazione libanese, nel frattempo, ha respinto le affermazioni israeliane secondo cui tutte le esplosioni nel Libano meridionale sarebbero state causate da attacchi contro infrastrutture militari, riporta la testata. La fonte libanese ha anche affermato che le delegazioni statunitense e israeliana hanno chiesto il ritiro di Hezbollah dalle alture di Ali al-Taher nella zona di Nabatieh. Gli ultimi colloqui, tenutisi a Roma, sono stati definiti "fruttuosi" da un portavoce del dipartimento di Stato americano. Il portavoce ha affermato che le posizioni delle due parti si sono "molto avvicinate" sulle misure necessarie per implementare e ampliare le zone pilota. Secondo Al Mayadeen, le discussioni si sono concentrate su Bint Jbeil e Khiam come zone pilota. In base all'accordo, le Forze israeliane si ritirerebbero dalle aree designate e verrebbero sostituite dalle forze dell'esercito libanese, come test del più ampio accordo quadro trilaterale firmato a giugno. Durante i colloqui, i funzionari libanesi hanno anche chiesto la riaffermazione del cessate il fuoco e la fine delle violazioni israeliane, sempre secondo il quotidiano. La presidenza libanese ha dichiarato di non aver ancora ricevuto alcuna risposta dalla leadership politica israeliana in merito a tale richiesta.
Beirut, da marzo almeno 4.335 morti in offensiva Israele
Almeno 4.335 persone sono morte e altre 12.277 sono rimaste ferite in Libano dall'avvio dell'offensiva israeliana del 2 marzo, iniziata dopo che il gruppo sciita Hezbollah ha lanciato attacchi contro Israele in segno di solidarietà con l'Iran, suo alleato, secondo quanto riportato dalle autorit5à sanitarie libanesi. Il Centro operativo di emergenza del ministero della Salute pubblica libanese ha dichiarato in un breve comunicato ieri sera che "il bilancio complessivo dell'aggressione dal 2 marzo al 9 agosto e' di 4.335 martiri e 12.277 feriti", mentre le squadre di soccorso continuano a trovare corpi sotto le macerie. La violenza in Libano si è attenuata da quando Israele e il governo libanese hanno firmato un accordo quadro di sicurezza alla fine di giugno, che ha consentito alle squadre di soccorso di accedere alle aree più colpite dai bombardamenti israeliani, soprattutto nel sud del Paese mediterraneo. Tuttavia, l'esercito israeliano continua a bombardare con l'artiglieria diverse citta' del Libano meridionale, nonostante i colloqui diretti per il cessate il fuoco tra Beirut e Tel Aviv, conclusisi giovedi' scorso a Roma.
Yemen, esercito: "4 soldati e 3 civili uccisi in attacco ribelli Houthi"
L'esercito yemenita ha riferito che sette persone, tra cui quattro soldati e tre civili, sono rimaste uccise e altre 30 ferite in un attacco dei ribelli Houthi contro la città portuale di al-Mokha, sul Mar Rosso. L'esercito ha anche affermato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato 11 droni Houthi durante l'attacco.
Libano, media: "Nessun colloquio imminente fra Hezbollah e Israele"
Non sono previsti nuovi negoziati tra Libano e Israele il mese prossimo. Lo ha annunciato la rete libanese Al-Mayadeen, collegata a Hezbollah, citando una fonte diplomatica libanese secondo la quale, un nuovo, eventuale, ciclo di negoziati, si svolgerebbe probabilmente dopo l'estate. Intanto il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, fa sapere che "Israele ha proposto uno scambio di prigionieri civili". Secondo l'articolo, l'obiettivo di Israele nell'accordo sarebbe quello di trasferire per la sepoltura i resti degli ebrei sepolti a Beirut e Sidone.
Gaza, Waltz: "Usa-Israele divisi su tempi e modalità del piano"
Stati uniti e Israele stanno cercando di superare le divergenze sulle modalità e sui tempi di attuazione del piano per Gaza, pur condividendo lo stesso obiettivo finale. Lo ha affermato l'ambasciatore statunitense alle Nazioni unite Mike Waltz, dopo che ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele non accetta il piano in 15 punti elaborato dal Board of Peace voluto dal presidente Usa Donald Trump."Il primo ministro Netanyahu ha qualche problema con parte della sequenza. Si tratta di sequenza e tempistica", ha dichiarato Waltz a Fox News. "Condividiamo lo stesso obiettivo. Stiamo cercando di definire alcuni dettagli e, a volte, anche amici, familiari, cugini e alleati hanno dei disaccordi", ha aggiunto. "In questo momento abbiamo una divergenza su alcuni di questi dettagli e sui tempi".
Media, Netanyahu disposto a dare una possibilità a piano per Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con l'inviato speciale statunitense per la Pace Jared Kushner la scorsa settimana e si è impegnato a dare una possibilità al piano in 15 punti di Donald Trump per Gaza. Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense. In precedenza Netanyahu aveva respinto il piano di Trump per il disarmo di Hamas durante una riunione di gabinetto svoltasi domenica. "Le Forze di Difesa Israeliane non effettueranno alcun ritiro finché Hamas non sarà effettivamente disarmato", ha dichiarato Netanyahu nelle scorse ore. Nel frattempo l'Idf ha iniziato un graduale ritorno alla linea gialla a Gaza interrompendo gli attacchi nella Striscia, riporta Axios.
Media, Casa Bianca non preoccupata da dichiarazione Netanyahu
Gli Stati Uniti "non sono preoccupati" dalla dichiarazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu contro il piano Trump per Gaza. Lo fa sapere un funzionario statunitense ad Axios. "Comprendiamo le esigenze politiche di Bibi - ha sottolineato - Non abbiamo problemi, a patto che continui a fare ciò che gli chiediamo, soprattutto per quanto riguarda il contenimento degli attacchi a Gaza".
Jihad Islamico della Palestina: "Netanyahu vuole manipolare il patto"
Il movimento Jihad Islamico della Palestina ha condannato l'opposizione del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu al piano dei 15 punti per Gaza,definendola una chiara negazione dell'accordo di cessate il fuoco e una netta opposizione al piano americano. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Irna, citando la rete Al Mayadeen. L'opposizione di Netanyahu è un'opposizione diretta e esplicita al piano americano, affermano, e il primo ministro israeliano, insieme ai membri del suo governo, sta cercando di manipolarne i contenuti. Il movimento Jihad Islamico ha inoltre affermato che il popolo palestinese ha il diritto di interrogarsi sull'efficacia del cosiddetto Board of Peace di Gaza e sul suo ruolo, soprattutto se questo Consiglio non è in grado di attuare un accordo.
Esercito Yemen, tra le vittime degli Houthi anche tre civili
Il colonnello Majid al-Nuzaili, portavoce delle forze governative yemenite, ha dichiarato in un comunicato stampa che le sette vittime degli attacchi includono quattro soldati e tre civili. Ha aggiunto che altre 30 persone sono rimaste ferite. Lo scrive Al-Jazeera. Gli Houthi hanno utilizzato droni e missili negli attacchi, prendendo di mira sia siti militari che civili, comprese centrali elettriche, ha affermato. Le forze governative yemenite hanno abbattuto 11 droni, ha aggiunto. L'agenzia di stampa yemenita Saba, nel frattempo, ha riferito che i droni intercettati stavano prendendo di mira una centrale solare che rifornisce la città portuale, citando una fonte militare. Gli Houthi affermano di aver preso di mira truppe saudite e depositi di armi nel porto.
Media, Netanyahu dà una chance a piano Gaza, Idf si sta ritirando
Secondo alcune fonti il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe detto a Jared Kushner di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump, e le forze di difesa israeliane (Idf) si stanno ritirando sulla linea gialla. Lo scrive su X il Jerusalem Post. Il quotidiano poi specifica che l'incontro si è tenuto la scorsa settimana.
Centcom, gli Usa hanno deviato 55 navi per il blocco imposto contro l'Iran
Il Comando Centrale Americano ha deviato 55 navi commerciali, ne ha rese inoffensive due e ne ha ispezionate altre due per garantirne la conformità al blocco imposto dagli Stati Uniti contro i porti iraniani. Lo riferisce Centcom nel suo aggiornamento quotidiano su X.
Trump ad Axios, con Teheran profilo basso e pressione economica
"Stiamo mantenendo un profilo basso. Stiamo conducendo solo una trattativa parziale con loro. Ci limitiamo a osservare l'Iran, alle prese con un'inflazione altissima e con la mancanza di fondi". Così il presidente degli Usa Donald Trump, in una telefonata con Axios. Il Presidente Trump - riporta Axios sul sito - ha lasciato intendere di essere pronto a lasciare che la pressione economica sull'Iran aumenti – anziché ordinare una nuova offensiva militare – nonostante il Paese continui a sfidare gli Stati Uniti. "Appena una settimana fa- riporta Axios- Trump era sul punto di ordinare la ripresa di operazioni di combattimento su larga scala. Tuttavia, in un'intervista rilasciata ad Axios, non ha avanzato nuove minacce militari". "Andrà tutto bene. Va sempre tutto bene. È come una partita a scacchi", ha detto Trump a proposito del botta e risposta con l'Iran, sempre come riferisce Axios.
Ripresi gli attacchi degli Houthi contro la città portuale di Mocha sul Mar Rosso
Gli Houthi yemeniti, allineati con l'Iran, hanno ripreso gli attacchi in serata contro la città portuale di Mocha, sul Mar Rosso. Lo ha dichiarato un portavoce militare yemenita, scrive la Reuters sul suo sito. Le immagini trasmesse dalla televisione Al Masirah, affiliata agli Houthi, hanno mostrato il lancio di diversi missili balistici e droni, che, secondo il portavoce militare Houthi Yahya Saree avevano come obiettivo le truppe e depositi di armi sauditi. L'esercito yemenita, da parte sua, ha dichiarato su X che le difese aeree stavano intercettando diversi droni, aggiungendo che gli attacchi degli Houthi avevano preso di mira i quartieri residenziali di Mocha.
Nickolay Mladenov, inviato del "Board of Peace" per Gaza a Netanyahu: "Il piano è l'unica strada percorribile"
"Nessun aspetto del piano che stiamo preparando limita le opzioni di Israele di reagire a una minaccia, qualora questa sia imminente e metta realmente in pericolo le sue truppe". A dirlo Nickolay Mladenov, inviato del "Board of Peace" per Gaza, all'emittente Channel 12 commentando il rifiuto al piano Usa annunciato dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L'obiettivo della roadmap è "garantire che Gaza non rappresenti mai più una minaccia per la sicurezza di Israele, e che ciò che è accaduto prima del 7 ottobre non si ripeta mai più", sottolinea Mladenov. "L'opzione che proponiamo oggi rappresenta l'unica via percorribile per garantire che questa tragedia non si ripeta".
Nickolay Mladenov (AFP)
Khamenei nomina Rezaei al Consiglio supremo sicurezza. Lo riporta la CNN
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Hosseini Khamenei ha nominato Mohsen Rezaei suo rappresentante presso il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, in sostituzione di Mohammad Bagher Zolghadr. Lo riporta la Cnn citando un decreto pubblicato oggi. Rezaei è un alto consigliere militare iraniano ed ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Citando la "preziosa esperienza" di Rezaei, Khamenei lo ha descritto come un pioniere della "Sacra Difesa", termine utilizzato dall'Iran per indicare la guerra Iran-Iraq del 1980-1988. "Le auguro ogni successo nell'adempimento di questo importante incarico", si legge nel decreto. Khamenei ha inoltre ringraziato Zolghadr per i suoi "instancabili sforzi". Nel fine settimana, i media statali hanno pubblicato un elenco di richieste avanzate da Zolghadr, tra cui la revoca del blocco navale statunitense, il ritiro delle forze militari e la fine definitiva della guerra. Non è chiaro se la nomina di Rezaei influisca sullo stato di tali richieste, conclude la Cnn.
Hamas resta impegnato a rispettare il piano in 15 punti sulla Striscia di Gaza
Hamas resta impegnato a rispettare il piano in 15 punti sulla Striscia di Gaza concordato nei giorni scorsi al Cairo con i rappresentanti del Board of Peace guidato dagli Stati Uniti. Lo ha ribadito l'alto esponente del movimento palestinese Basem Naim, chiedendo a Washington di fare pressione sul premier israeliano Benjamin Netanyahu affinché non ne ostacoli l'attuazione. "Siamo impegnati a rispettare la roadmap raggiunta con i rappresentanti del Board of Peace al Cairo alcuni giorni fa e il nostro accordo, nonostante tutte le difficoltà, riflette la nostra attenzione per gli interessi del popolo palestinese - ha dichiarato Naim, citato da Bbc - Ci aspettiamo che i mediatori e il garante americano facciano pressione su Netanyahu e sul suo governo affinché rispettino la roadmap e non ostacolino il processo per ragioni politiche interne ed elettorali".