Neonata soffoca, la corsa dei genitori nella Casa della Comunità nel cuore della notte: il medico la rianima per 15 minuti e la salva

CASTELMASSA (ROVIGO) - Non respirava più, era cianotica e aveva perso i sensi. I genitori della neonata erano usciti di casa nel cuore della notte alla disperata ricerca di aiuto, qualcuno che potesse salvare la loro figlioletta dal soffocamento. Ed è nella Casa della comunità di Castelmassa che, grazie al personale sanitario, è avvenuto il miracolo. Il dottore Giuseppe Puliafito, in servizio nella notte tra il 2 e il 3 settembre, davanti a quella scena così drammatica ha mantenuto il sangue freddo, iniziando immediatamente a praticare le manovre salvavita. Per quindici minuti il medico ha tentato il possibile, tra rianimazione e disostruzione, finché la neonata ha ricominciato a respirare e piangere.

«Ci sono momenti nei quali la professionalità, la preparazione e la capacità di mantenere la lucidità fanno la differenza tra la vita e la morte - ha affermato il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani -. Quello accaduto a Castelmassa, nella nuova Casa della Comunità dell’Azienda ULSS 5 Polesana, è uno di questi. A nome della Regione del Veneto desidero rivolgere il più sincero e sentito ringraziamento al dottor Giuseppe Puliafito e a tutti gli operatori del Suem 118 che sono intervenuti per salvare una neonata arrivata in condizioni drammatiche».

La ricostruzione

Il governatore ripercorre gli attimi concitati: «Una bambina cianotica, che non respirava e che aveva perso conoscenza a causa di un soffocamento. Una famiglia che, nel cuore della notte, corre alla ricerca di aiuto. E dall’altra parte un medico che comprende immediatamente la gravità della situazione e interviene senza esitazione. Il dottor Puliafito ha iniziato le manovre di rianimazione e disostruzione, continuando per circa quindici minuti. La sua competenza e la sua determinazione hanno consentito alla piccola di riprendere progressivamente a respirare, a piangere e a recuperare il normale colorito», racconta Stefani. 

«A lui va la nostra gratitudine più profonda. Ma il mio ringraziamento – prosegue il presidente – vuole raggiungere anche tutto il personale del Suem 118 intervenuto successivamente, che ha completato l’assistenza e accompagnato la bambina in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie. Dietro un intervento di emergenza efficace non c’è mai una sola persona: c’è una squadra, fatta di medici, infermieri, soccorritori e professionisti che lavorano insieme, spesso in condizioni di forte pressione, mettendo competenze e umanità al servizio dei cittadini».

«Questa vicenda ci ricorda in maniera concreta che cosa significhi avere una sanità capace di essere vicina alle persone. La nuova Casa della Comunità di Castelmassa non è soltanto una struttura: è un presidio del territorio, un luogo nel quale una famiglia ha potuto trovare, nel momento più drammatico, un medico pronto ad assisterla. La presenza della Continuità Assistenziale, dimostra quanto sia importante continuare a investire in una sanità che sappia essere capillare, accessibile e pronta a intervenire. È bene, tuttavia, ricordare una cosa importante: le Case della Comunità sono presidi sanitari territoriali dedicati alle non urgenze. Per le urgenze è necessario chiamare il 118 o rivolgersi al pronto soccorso».

Il medico 

Stefani rivolge quindi un particolare riconoscimento al dottor Puliafito: «Il dottor Giuseppe Puliafito, medico al secondo anno di specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa a Verona e da due anni impegnato nella Continuità Assistenziale dell’ULSS 5 Polesana, ha dimostrato una qualità che va oltre la preparazione tecnica: ha saputo trasformare la propria competenza in un gesto concreto di responsabilità verso una vita che rischiava di spegnersi. In situazioni come questa non c’è spazio per l’incertezza. Ci sono conoscenze da mettere immediatamente in pratica, sangue freddo da mantenere e una persona da salvare. Il dottor Puliafito ha fatto esattamente questo».

«Il pensiero più importante, naturalmente, va alla bambina e alla sua famiglia. In una notte che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia, l’intervento tempestivo dei professionisti sanitari ha aperto una prospettiva diversa. Auspichiamo con tutto il cuore che la piccola possa proseguire il suo percorso di cura e tornare presto tra le braccia dei suoi genitori in piena salute», conclude Stefani.