Ancora chiuso il Cervino per il troppo caldo e l'elevato rischio frane
Il caldo estremo sta ormai cambiando il volto del Vecchio continente. Oltre a provocare il surriscaldamento del mare e a provocare la siccità nelle campagne, il troppo caldo sta anche modificando il volto delle montagne e favorendo le frane.
A farne le spese, in questi giorni, è il Cervino, una delle cime più iconiche delle Alpi, dove le condizioni di sicurezza sono diventate così delicate per via del discioglimento e delle elevate temperature da spingere la Società Guide del Cervino a sospendere le ascensioni accompagnate.
Il Cervino, alto 4.478 metri, sta vivendo condizioni particolarmente critiche ormai da anni. Il calore eccessivo ha infatti indotto lo scioglimento del permafrost, lo strato di terreno e roccia permanentemente congelato che contribuisce a mantenere stabile la montagna. Ciò ha reso particolarmente instabili alcuni suoi versanti, come ha dimostrato la recente frana avvenuta lo scorso 6 agosto.
A rendere la situazione ancora più delicata sono state anche le piogge molto intense avvenute negli scorsi giorni, che non hanno fatto altro che accelerare la scomparsa del sottile strato di roccia e ghiaccio della superficie. L'acqua infatti, penetrando nelle fratture della roccia e, insieme alle temperature elevate, ha contribuire a destabilizzare intere porzioni delle pareti del monte, aumentando la possibilità di distacchi e frane.
Anche il lato svizzero del Cervino, dove la montagna è conosciuta come Matterhorn, soffre di questi problemi. La situazione del Cervino mostra dunque quanto il cambiamento delle condizioni climatiche possa avere conseguenze particolarmente drammatiche ad alta quota.
Per gli operatori turisti si prospetta quindi una fine di estate - per non dire anche un inizio di autunno - particolarmente complicato. Fin quando la neve e il ghiaccio non ritornerà a coprire il Cervino, salire sulla montagna sarà alquanto pericoloso.
Il surriscaldamento ovviamente colpisce anche le città europee, dove le torridi notti dello scorso luglio e di giugno hanno provocato diversi malori nella popolazione.
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