’Ndrangheta, il fortino dello spaccio aperto anche a Ferragosto: 153 clienti e cocaina venduta a raffica

Pubblicato il: 15/08/2026 – 6:55

di Giorgio Curcio

REGGIO CALABRIA Il cancello rosso continua ad aprirsi e chiudersi anche a Ferragosto. Dalla notte fino alla sera. Dietro, nel cortile del condominio di via Sbarre Superiori numero 8, c’è quella che nelle carte viene chiamata semplicemente la «saletta», la base della piazza di spaccio del rione Marconi già finita al centro dell’inchiesta della Dda di Reggio Calabria. Il 15 agosto 2023 le telecamere degli investigatori registrano 153 ingressi. Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza cautelare, a ciascun accesso sarebbe corrisposta una cessione di sostanza stupefacente: cocaina, marijuana o hashish. Diciannove durante il turno notturno, 34 al mattino, ben 69 nel pomeriggio e altri 31 la sera. È una delle fotografie più significative del funzionamento del fortino dello spaccio ricostruito dagli investigatori. Un’attività che, secondo gli atti dell’inchiesta, andava avanti quotidianamente e sostanzialmente 24 ore su 24, con una squadra di «turnisti» che si alternavano nell’arco della giornata per confezionare e vendere le dosi. La base logistica era proprio la «saletta», un manufatto abusivo realizzato sotto il condominio e raggiungibile attraverso il cancello rosso riservato al transito dei clienti.

«Fino alle cinque o alle sei vengono»

Che Ferragosto non dovesse rappresentare una pausa lo si comprende già dalla notte precedente. Il 14 agosto, Francesco Carmelo Iamonte, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe aiutato Patrizio Bevilacqua e Fabio Damiano Abbruzzese nei conteggi relativi allo spaccio. Parlando poi con Massimo Bevilacqua, descrive l’afflusso registrato durante la notte e il denaro incassato. «Ne ha fatti un bel po’», dice riferendosi ad Abbruzzese. Poi spiega il ritmo della clientela: «La notte, fino alle cinque, le sei vengono». Tra le sei e le sette ci sarebbe stata una breve tregua, dopodiché avrebbero ricominciato ad arrivare «a manetta». Il giorno dopo è Ferragosto. Ma nella «saletta» il ritmo non rallenta.

«È pieno»

Il picco viene registrato nel pomeriggio, con 69 presunte cessioni. Durante il turno serale Iamonte aggiorna telefonicamente Massimo Bevilacqua sull’andamento dell’attività. Massimo vuole sapere innanzitutto quanta cocaina sia rimasta. Iamonte gli riferisce che sono ancora disponibili dosi da 30 euro. Poi arriva la domanda sul numero di persone presenti. La risposta fotografa la situazione: «È pieno». Secondo la lettura degli investigatori, in quel momento i clienti starebbero acquistando prevalentemente dosi di cocaina da 10 e 20 euro. Iamonte riferisce anche che Patrizio Bevilacqua, indicato nella conversazione con il nome di «Gaetano», gli avrebbe detto di chiudere proprio a causa dell’afflusso.

«Ho finito tutto»

Non è soltanto la quantità di clienti a emergere dalle conversazioni. Nel corso dello stesso aggiornamento Iamonte comunica che la marijuana di cui, secondo gli investigatori, era referente Leo Bevilacqua è ormai esaurita. «Ho finito tutto, tutto», dice. Rimangono però da sistemare il denaro e lo stupefacente ancora disponibile. Massimo Bevilacqua chiede dove siano stati collocati i «prisde» e la «sissi», termini che nella ricostruzione investigativa vengono ricondotti ai soldi e alla cocaina. Iamonte spiega di avere nascosto tutto nello sgabuzzino sottostante la saletta, di cui possiede le chiavi. «Ma dove, nello sgabuzzino l’hai messa?», domanda Massimo. «Sì», risponde Iamonte. Il successivo ordine è di spostare quanto custodito nel locale e nasconderlo dietro una porta: «Mettile dietro la porta e coprile».

Il giorno dopo sono 178

La giornata di Ferragosto, con i suoi 153 accessi, non rappresenta neppure il dato più alto delle ore successive. Il 16 agosto 2023, dall’analisi delle immagini delle telecamere, gli investigatori arrivano a contarne 178. Persone che, secondo la ricostruzione della polizia giudiziaria recepita nell’ordinanza, entrano nella «saletta» per acquistare droga e vi rimangono soltanto pochi minuti. Già durante la notte emergono problemi di rifornimento: mancano le dosi da 10 e 20 euro e Iamonte sarebbe costretto a temporeggiare con i clienti aspettando l’arrivo di Patrizio Bevilacqua per ricevere nuova sostanza. Il sistema, secondo gli investigatori, era stato costruito proprio per rendere riconoscibile e controllabile il percorso degli acquirenti: il cancello rosso di via Sbarre Superiori 8 consentiva di raggiungere esclusivamente la «saletta», senza accedere alle altre parti del condominio. Le immagini mostrerebbero così un continuo via vai di persone che entravano e uscivano dopo pochi minuti.

I legami con la cosca Libri

Nelle stesse carte gli investigatori ricostruiscono anche i rapporti con la criminalità organizzata reggina. Massimo Bevilacqua viene indicato come soggetto affiliato alla cosca Libri, mentre in una conversazione riferisce di avere consegnato in più occasioni denaro a Rosa Libri, indicata negli atti come esponente dell’omonima cosca, anche per il sostegno agli affiliati detenuti. È dentro questo scenario che si colloca il Ferragosto del rione Marconi ricostruito dall’inchiesta. ([email protected])

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato