Napoli, padre aggredito da 10 ragazzini per difendere le figlie: operato per evitare l'amputazione della gamba

Aggredito da un gruppo di giovani e investito da un mezzo della nettezza urbana mentre era a terra, Roberto, un padre di 50 anni, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Cardarelli di Napoli. Ha riportato gravi fratture e una grossa ferita a una gamba, oltre a escoriazioni su tutto il corpo, ed è già stato sottoposto a un delicato intervento per evitare l’amputazione dell’arto. L’aggressione è avvenuta nella tarda serata di sabato in piazza Vanvitelli, luogo della movida giovanile.

Secondo la ricostruzione, l’uomo sarebbe intervenuto per difendere le sue due figlie minorenni, infastidite e aggredite da altri giovani. Si sarebbe frapposto per proteggerle, finendo accerchiato da un gruppo di ragazzini. Un video che circola nelle ultime ore lo mostra circondato da una decina di persone e poi a terra, dove un mezzo della nettezza urbana lo investe, causandogli le gravi fratture alla gamba. Sull’accaduto sono in corso indagini.

Francesco Emilio Borrelli, deputato di AVS, ha seguito la vicenda ed è andato a trovare la famiglia. Ha riferito che Roberto è stato «pestato selvaggiamente da oltre 10 ragazzini» e che, oltre ad avere «la gamba maciullata», presenta ferite ed escoriazioni su tutto il corpo.

Secondo il deputato, la sua unica preoccupazione è che gli aggressori possano fare ancora del male alle figlie: le due minorenni, ha dichiarato Borrelli, hanno continuato a ricevere minacce anche dopo il pestaggio del padre. Lo stesso Roberto, ha aggiunto, è stato insultato sui social.

Le minacce alla famiglia e la richiesta di un presidio

Borrelli e Nelide Milano, portavoce delle mamme anti violenza a Napoli, hanno definito l’aggressione una situazione «di una gravità inaudita», che non può essere archiviata come «una semplice bravata tra ragazzi». Entrambi hanno ribadito che la preoccupazione principale di Roberto resta l’incolumità delle figlie, minacciate anche dopo l’aggressione, e hanno riferito che sui social continuano ad arrivare minacce e insulti.

Secondo Borrelli e Milano, i ragazzi coinvolti sono in gran parte già identificati, ma dalla maggior parte delle loro famiglie non sono arrivate scuse. I due hanno invece denunciato un clima di intimidazione proveniente dalla maggior parte di quelle famiglie, che fa temere il rischio di nuovi raid. Hanno attribuito a Roberto «un coraggio enorme» per aver protetto le figlie, definendo inaccettabile che la sua famiglia debba vivere nel terrore di ritorsioni o nuovi attacchi da parte del gruppo, da loro indicato come «irresponsabile».

Il deputato e la portavoce hanno chiesto che tutte le istituzioni competenti si costituiscano parte civile nel futuro processo per l’aggressione. Una scelta che, nelle loro parole, dovrebbe dare un segnale «forte e inequivocabile»: «la città non piega la testa di fronte alla delinquenza giovanile».

Borrelli e Milano hanno inoltre annunciato che saranno al fianco delle mamme e dei cittadini al presidio previsto sabato in piazza Vanvitelli. In quella sede chiederanno presidi fissi e tolleranza zero, insieme alla piena assunzione di responsabilità da parte dei genitori dei ragazzi coinvolti, che hanno definito «baby delinquenti».

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