Napoli-Como, limiti ed errori: si riparta dalla classe di Kevin De Bruyne
Una maledizione il Como, appena una volta battuto in sei partite dal Napoli. Ma non basta questo per spiegare la sconfitta subita al Maradona. Azzurri surclassati per un’ora, fino a una reazione tardiva sollecitata dagli inserimenti di De Bruyne, Spinazzola e Alisson. I Como ha qualità, idee, organizzazione, corsa e coraggio. Nel primo tempo ha messo facilmente sotto pressione l’avversario, che lo ha peraltro favorito con i gravi errori di una difesa molle, soprattutto sul lato sinistro. Disastroso Olivera, dominato da Diao cheha aperto l’azione della prima rete di Baturina. Esitante la coppia Rrahmani-Marin, costruita in emergenza da Allegri: i due centrali e Anguissa hanno combinato un assurdo pasticcio consentendo a Douvikas di raddoppiare subito dopo il pareggio afferrato da Hojlund con un gran sinistro.Il colpo del danese avrebbe potuto riaprire la partita e invece il Napoli è ripiombato nel suo grigiore e nelle sue incertezze. Le prestazioni di Anguissa e Olivera fanno riflettere sulle loro riconferme. Visti ieri, sembra da considerare finito il ciclo azzurro del camerunense e dell’uruguaiano che sono statitra i protagonisti dei due scudetti. Allegri aveva schierato Olivera e Lang (l’olandese rimasto a Napoli perché non si è trovata un acquirente non giocava una gara da titolare dal14 gennaio) sul lato sinistro ma dopo un tempo li ha esclusi. Si aspettava di più. Scelta sbagliata, dunque.
E i due non sono rimasti negli spogliatoi a fine primo tempo giusto per non dare il senso, invece chiaro, della bocciatura. Le valutazioni su una prestazione e su un risultato all’inizio della stagione a causa dei carichi di lavoro e di altri fattori hanno per tutte le squadre un peso relativo.Ma ci si doveva aspettare qualcosa di meglio dal Napoli, ritenuto da Allegri una squadra forte e difficilmente migliorabile sul mercato. Ci sembra, invece, che la partita di ieri abbia evidenziato limiti che sono stati ingigantiti da errori di giocatori esperti come Olivera e Anguissa e che l’ottimismo dal nuovo tecnico non può né coprire né eliminare. L’assalto partito nei quaranta minuti finali, con ilComo che si è sistemato nella sua trequarti per proteggere il vantaggio in maniera assolutamente poco spettacolare e molto italiana (e assolutamente logica), è stato generoso ma inefficace. Hojlund è ancora poco cercato dai compagni e, con la sua qualità, potrebbe essere determinante come si è visto in occasione dell’1-1.Il suo sostituto Lucca non risulta all’altezza se l’avversario è forte quanto il Como o i prossimi due, Inter e Arsenal.
Sarebbe stata utile un’altra punta dopo l’addio di Lukaku ma non è stata presa e il mercato si chiude domani. Gabriel Jesus, a lungo sondato, si è piazzato nel prestigioso team delBarcellona. L’amarezza della tifoseria, presentatasi compatta al primo appuntamento allo stadioMaradona con striscioni e cori di incoraggiamento (assente De Laurentiiis invece), è comprensibile ma non va esasperata perché il campionato è agli inizi e questa non va ritenuta la brutta china della stagione. Direbbe Allegri, aspirando la “c” alla livornese: calma. Inumeri del primo tempo sono stati impietosi, con ilComo che ha stradominato e ha raggiunto la percentuale del 65 per cento di possesso palla. Gli ospiti, così belli da vedere, sembravano i veri padroni di casa. Nella ripresa, dopo i cambi operati da Allegri al 55’, si è vista una squadra con un altro vigore e, diremmo, un’altra anima. L’atteggiamento è diventato più aggressivo, l’ispiratore di questo cambio di passo e di mentalità è stato De Bruyne, che nel momento di difficoltà, sull’1-2, ha preso il comando con la sua qualità e la sua personalità. Ha aperto spazi per i compagni e si è proposto alt iro, dal suo piede era partita anche l’azione negli ultimi secondi di recupero che ha portato alla rete di Lobotka annullata per il fuorigioco di Lucca. Kevin ha dato l’esempio ai compagni, tutti meno titolati di lui.Il campione non è quello che sta sul piedi stallo ma quello che si sporca le mani e indossa la tuta da operaio quando è necessario, aggiungendo la sua classe.E da qui si riparte facendo i complimenti al Como che è una squadra consolidata dai forti investimenti sul mercato oltre che dalla visione di Fabregas. Le gare a distanza ravvicinata spingeranno Allegri a un mini turnover come è accaduto ieri, con la decisione dimettere in campo Lang e Olivera la posto di Alisson e Spinazzola, poi decisamente più efficaci.È necessaria una risposta forte nelle partite contro Inter e Arsenal, affidandosi a chi dà maggiori garanzie dal punto di vista fisico e tecnico, eliminando l’atteggiamento passivo evidenziato dall’allenatore e mai più da ripetere