Mutui, volumi all’insù tra Lodi, Cremona e Pavia: “Ma l’accesso al credito deve essere tutelato”

Lodi, 15 settembre 2026 – La casa continua a essere finanziata a colpi di mutuo, tra Lodigiano, Pavese e Cremonese. Al 31 marzo 2026 lo stock dei mutui alle famiglie lodigiane ha superato i 2 miliardi di euro, arrivando a 2,022 miliardi, contro gli 1,743 miliardi del 2020. In sei anni la crescita è stata di 279,7 milioni, pari al 16,1%. Nell’ultimo anno l’aumento è stato di 62 milioni, il 3,2%. Il dato emerge dall’analisi Fabi sui mutui alle famiglie in Lombardia, dove complessivamente le consistenze hanno raggiunto 98,979 miliardi, il 21,1% in più rispetto al 2020.

I dati di Cremona e Pavia

Lodi cresce quindi, ma a un ritmo inferiore alla media regionale. Nel confronto con le province vicine, Cremona presenta uno stock più elevato, pari a 2,386 miliardi, ma una crescita più contenuta: rispetto ai 2,139 miliardi del 2020 l’aumento è dell’11,5%. Tra marzo 2025 e marzo 2026 invece i mutui sono cresciuti di 71,5 milioni, il 3,1%.

Pavia si colloca su valori ancora più alti: lo stock raggiunge i 3,672 miliardi di euro, rispetto ai 3,280 miliardi del 2020 (incremento dell’11,9%), mentre nell’ultimo anno la crescita è stata di 129,4 milioni, pari al 3,7%. In sintesi, Lodi ha il volume di mutui più basso delle tre province, ma è quella che ha registrato la crescita maggiore dal 2020: +16,1%, contro +11,9% di Pavia e +11,5% di Cremona. Tutte e tre, comunque, hanno visto aumentare le consistenze sia nell’ultimo anno sia rispetto al 2020.

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Ettore Necchi coordinatore del sindacato Fabi di Lodi

Tra fiducia e bisogno di sostegno

“I dati – commenta Ettore Necchi, segretario coordinatore della Fabi di Lodi – confermano che il mercato dei mutui in provincia di Lodi continua a mostrare segnali di crescita e stabilità. L’incremento del 16,1% rispetto al 2020 è un risultato significativo che testimonia la fiducia delle famiglie lodigiane nell’investimento immobiliare e la capacità del territorio di mantenere una domanda di credito sostenuta”.

Allo stesso tempo, il confronto evidenzia come “la crescita di Lodi sia stata inferiore a quella registrata dall’intera Lombardia, che nello stesso periodo ha segnato un aumento del 21,1%. Questo divario suggerisce l’esigenza di continuare a sostenere l’accesso al credito, soprattutto per i giovani e per chi acquista la prima casa”.

Per Necchi invece, a livello nazionale, assistiamo a una ripresa dei finanziamenti alle famiglie, trainata in particolare dai mutui per l’acquisto di abitazioni, dopo le difficoltà legate all’aumento dei tassi registrato negli anni scorsi. La domanda di mutui è tornata a crescere e rappresenta uno dei principali motori dell’espansione del credito alle famiglie”. L’obiettivo deve essere quello di garantire un accesso al credito sempre più sostenibile.