Donne nella musica italiana, negli album meno di una su 10

Musica: sostantivo femminile. Eppure nelle classifiche FIMI del 2026 meno di 8 presenze su 100 fra gli album italiani sono di donne, mentre il rap maschile da solo ne occupa quasi sei su dieci. Negli Stati Uniti la Top 10 album del 2025 ha sei dischi di donne, in Italia nessuno.

È il risultato di un’inchiesta di All Music Italia sulle classifiche ufficiali FIMI/NIQ: le prime quaranta settimane del 2026, analizzate presenza per presenza, e le classifiche di fine anno dal 2019 al 2025, con il confronto con Stati Uniti, Regno Unito e mondo.

Sono numeri che analizziamo da cinque anni, e ogni volta arriviamo alla stessa conclusione: ai vertici delle classifiche di Stati Uniti e Regno Unito c’è il pop femminile, in Italia il rap maschile. Una questione che, secondo me, va oltre la musica e rispecchia la situazione sociale del nostro Paese.

L’ultima settimana disponibile, la 40, dal 25 settembre al 1° ottobre, lo conferma ancora: nella Top 10 degli album non c’è una donna.

Nel 2026 meno di 8 presenze su 100 fra gli album italiani sono di donne

Una nota per leggere i numeri: l’unità di misura è la presenza, cioè una settimana in classifica. Un album che resta in Top 100 per dieci settimane vale dieci presenze. Non sono vendite né ascolti, ma dicono chi resta in classifica e per quanto.

Nelle prime quaranta settimane del 2026, fra le presenze di dischi italiani nella Top 100 degli album, quelle di una donna, da sola o in duetto, sono il 7,9%.

Il rap maschile da solo vale il 58,8% delle presenze italiane fra gli album. E nel pop abbiamo lasciato gli album di artisti in bilico tra rap, pop e cantautorato, come Coez e Samurai Jay.

Sui singoli la situazione migliora, ma di poco: il 18% delle presenze italiane è di una donna, da sola o in duetto. Senza i duetti con uomini si scende all’11%.

Tutta la classifica FIMI 2026 (italiani e internazionali), settimane 1-40 Con una donna fra gli artisti principali Solo uomini
Album, Top 100 (4.000 presenze) 403 (10,1%) 3.500 (87,5%)
Album, Top 10 (400 presenze) 28 (7%) 371 (92,8%)
Album, settimane al #1 (40) 5 (12,5%) 35 (87,5%)
Singoli, Top 100 (4.000 presenze) 779 (19,5%) 3.101 (77,5%)
Singoli, Top 10 (400 presenze) 118 (29,5%) 274 (68,5%)
Singoli, settimane al #1 (40) 11 (27,5%) 27 (67,5%)

In classifica una donna resta un’eccezione, negli album più che nei singoli. E nei singoli, quando arriva in vetta, ci arriva quasi sempre in duetto con un uomo.

Le percentuali non sempre sommano al 100%, perché alcune categorie sono contate a parte: i brani di uomini con una donna solo ospite nel featuring, le band con uomini e donne, le compilation e le colonne sonore.

Fra gli album internazionali in Top 100, invece, le donne sono il 18,2%, più del doppio che fra gli italiani. Le poche donne delle nostre classifiche arrivano, in proporzione, più dall’estero.

Su quaranta settimane del 2026, solo cinque hanno visto una donna al primo posto con un album: tre artiste internazionali (Olivia Rodrigo, Madonna e Ariana Grande), a cui si aggiunge la nostra ANNA, prima per due settimane con Million Dollar Babe.

Nei singoli una sola donna italiana, senza uomini accanto, è arrivata al #1, e per una settimana: Emma con L’amore non mi basta, un brano del 2013 tornato virale su TikTok. Le altre settimane al #1 con una voce femminile sono duetti con uomini, come La testa gira di Fred De Palma, Anitta ed Emis Killa.

ANNA è la donna più presente, una volta su tre da ospite di un rapper

La rapper ANNA è la donna con più presenze nella classifica dei singoli del 2026: 120. Di queste, 39 arrivano da featuring in brani di rapper uomini, come 2 giorni di fila di Geolier, dove è ospite insieme a Sfera Ebbasta.

Negli album rap, il genere che comanda nelle classifiche italiane, le donne sono solo due: ANNA e Madame. Tutte le altre presenze di album rap italiani in Top 100 sono di uomini.

Dal 2019 al 2025 solo tre donne nella Top 10 album di fine anno

Un anno può essere sfortunato, sette anni di seguito no. Abbiamo analizzato con lo stesso metodo le classifiche FIMI annuali dal 2019 al 2025, album e singoli. Nella Top 10 album di questi sette anni ci sono solo tre donne: Madame nel 2021, ANNA e Annalisa nel 2024.

Anno Album di donne in Top 100 Album di rap maschile in Top 100 Singoli di donne, anche in duetto, in Top 100
2019 13 su 100 38 su 100 17 su 100
2020 10 su 100 43 su 100 28 su 100
2021 11 su 100 46 su 100 20 su 100
2022 9 su 100 48 su 100 20 su 100
2023 13 su 100 50 su 100 26 su 100
2024 12 su 100 52 su 100 31 su 100
2025 11 su 100 51 su 100 27 su 100

In questi sette anni gli album di donne in Top 100 sono stati al massimo 13. Il rap maschile invece è cresciuto fino al 2024, da 38 a 52 album su 100, e lì è rimasto: 51 nel 2025. E nel 2026 vale ancora circa metà della classifica.

Nei singoli la situazione al femminile va un po’ meglio, ma a ondate. L’anno migliore è il 2024, quello del Sanremo vinto da Angelina Mango, con Annalisa e Rose Villain fra le più ascoltate: 31 singoli su 100 hanno una donna fra gli artisti principali. Nel 2025 si scende a 27.

Nel 2025 nella Top 10 album di Billboard USA ci sono sei dischi di donne, in quella FIMI zero

Per il confronto con l’estero vale lo stesso criterio usato per l’Italia: entra ogni donna fra gli artisti principali del disco o del brano, non le ospiti nel featuring.

Nella classifica di fine anno 2025 della FIMI, nella Top 10 album non c’è nessuna donna. In quella americana, la Billboard 200, nei primi dieci posti ce ne sono sei1: Taylor Swift due volte, SZA, Sabrina Carpenter, Billie Eilish e Chappell Roan.

Classifiche di fine anno 2025 Italia (FIMI, internazionali comprese) Estero
Album di donne nella Top 10 0 (FIMI) 6 (Billboard 200, USA)
Album di donne nella Top 100 11 (FIMI) 27 (primi 100 del Billboard 200, USA)
Singoli di donne, anche in duetto, nella Top 10 2 (FIMI) 5 (Hot 100, USA) · 8 (Official Charts, UK)2
Singoli di donne, anche in duetto, nella Top 100 27 (FIMI) 39 (Hot 100, USA)
Spotify Wrapped, donne fra i 10 artisti più ascoltati 0 3 (mondo)

Per l’IFPI, la federazione mondiale dell’industria discografica, l’artista che ha venduto di più al mondo nel 2025 è Taylor Swift, che vince questo titolo per la sesta volta3. Nella Top 10 globale ci sono altre tre donne: Sabrina Carpenter, Billie Eilish e Lady Gaga.

E in Italia? Nel Wrapped 2025 di Spotify i dieci artisti più ascoltati sono tutti uomini, nove rapper e Olly, mentre nel mondo le donne sono tre4. Le artiste più ascoltate in Italia stanno in una classifica a parte, aperta da ANNA, Elodie e Rose Villain.

Non siamo l’unico Paese messo così. In Francia, dove il rap vale più del 40% degli stream, le voci femminili sono solo il 19% dei brani più ascoltati, e fra i dieci artisti più ascoltati nove sono rapper uomini5.

Negli Stati Uniti uno studio universitario su quattordici anni di classifiche ha diviso gli artisti per genere musicale6: fra gli artisti pop le donne sono più di una su tre, fra quelli hip hop meno di una su sei. Dove comanda il rap, le donne sono meno della metà che nel pop.

Al Tenco e nei club le donne vincono, nelle classifiche no

Eppure le donne ci sono, e vincono dove decide la critica. Alle Targhe Tenco 2026 Emma Nolde ha vinto la Targa per la miglior canzone singola con Quello che deve essere sarà, Carmen Consoli quella per il miglior album in dialetto con Amuri Luci.

Nel 2025 era toccato ad Anna Castiglia, miglior opera prima, e a La Niña, miglior album in dialetto. Per quel che riguarda il mondo dei live, Emma Nolde ha fatto due sold out alla Santeria Toscana 31 di Milano il 29 e il 30 settembre, Angelina Mango ha fatto dodici sold out con il tour Nina canta nei teatri.

Il nostro Michele Monina nel pezzo del 30 settembre ha scritto che le cantautrici italiane oggi sono “riconosciute anche dal sistema”, citando Anna Castiglia, Emma Nolde e Margherita Vicario. Dal sistema sì. Dalle classifiche, molto meno.

Il problema, per una donna, a volte comincia prima del disco. A SPOT, il podcast che ho condotto con Monina, Andrea Mirò ha svelato la frase con cui alcune etichette discografiche giustificavano un no: “Ho già una cantautrice”. Una sola, come se fosse un ruolo da coprire in organico.

Sono un bro, non ascolto Lady Gaga

La questione non è il rap in sé: quello fatto bene mi piace, e capisco perché piaccia alla maggior parte dei giovani. In Italia, secondo la FIMI, il rap italiano è fra i generi più ascoltati da quasi un giovane su due fra i 16 e i 24 anni7, e quel rap è quasi tutto maschile.

Una parte significativa di quel rap riduce la donna a un corpo. Uno studio dell’Università di Torino su oltre diecimila testi rap e trap italiani8 ha trovato termini misogini in tre testi su dieci, e fra i rapper più ascoltati in quasi quattro su dieci. E sono proprio quei testi a finire nelle cuffie di tanti ragazzi.

Sia chiaro: non sto dicendo che la musica sia la causa di qualcosa. La musica che si ascolta rispecchia la cultura di un Paese, la sua linea di pensiero. E la nostra linea di pensiero, in classifica, è quella di un gruppo di amici maschi che si dà di gomito.

Raramente sentirete un ragazzo di vent’anni dire agli amici che ascolta Lady Gaga o Annalisa: si aspetta la battuta, “sei gay?” o “roba da femmina”, come se fossero insulti. È una frase scomoda da scrivere, lo so. Sono un bro, non ascolto Lady Gaga. Fine.

Eppure negli Stati Uniti uno studio di ricercatori di Harvard e Spotify su 200.000 utenti9 non ha trovato differenze significative fra uomini e donne nella quota di artiste ascoltate.

Nel Regno Unito una ricerca della University of East Anglia, poi diventata un libro nel 201810, ha raccolto fra ragazze e ragazzi dai 13 ai 16 anni un’idea condivisa: un ragazzo che ammette di apprezzare un idolo pop delle ragazze come Justin Bieber teme di sembrare “too feminine”, troppo femminile.

La difficoltà, allora, è anche dirlo. E se un ragazzo si vergogna di dire che ascolta una donna, non si parla più di musica: si parla del modo in cui guarda le donne.

Nella puntata di SPOT con Giorgia e Paola Iezzi, parlando delle critiche alle artiste, Paola l’ha detta così: “A una donna non vengono perdonate tre cose: la giovinezza, la bellezza e la self-confidence”.

E poi: “È un fatto di mentalità, è il sottostrato culturale che ti suggerisce inconsciamente cosa pensare. Ed è lì che dobbiamo lavorare con i ragazzi e le ragazze, dare altri esempi”.

Lo scriviamo dal 2021, e i numeri adesso sono pubblici

Nell’articolo sulla classifica degli album del 2021 scrivevamo che solo 10 album su 100 erano di donne (11 includendo il duetto di Lady Gaga con Bradley Cooper, come facciamo oggi).

Era il 2023 invece quando davo come titolo ad un articolo sulle chart di Spotify: nel mondo Taylor Swift guida una carica di donne pop, in Italia comandano gli uomini e il rap.

Nel gennaio 2026, commentando gli album più venduti del 2025, abbiamo parlato di allarme per la musica al femminile. Già allora lo dicevamo: non sono solo canzonette, c’è una componente sociale importante.

Proprio per questo abbiamo voluto una volta per tutte mettere il discorso, numeri alla mano, sul tavolo, dando a chiunque la possibilità di farsi la propria idea.

Io continuo a pensare che il giorno in cui una ragazza italiana nella Top 10 degli album non farà più notizia, e un ragazzo potrà dire che ascolta Annalisa senza che qualcuno rida o lo riconduca a un orientamento sessuale specifico, quel giorno forse avremo fatto un passo avanti come società.

E sarà quello il giorno in cui smetteremo di contare le donne in classifica.

Fonti

  1. Billboard, classifiche di fine anno 2025: Billboard 200 e Hot 100.
  2. Official Charts, The Official Biggest Songs of 2025 (Regno Unito).
  3. IFPI, Global Artist Chart 2025.
  4. Spotify, Wrapped 2025; per l’Italia, All Music Italia.
  5. Centre national de la musique, La diversité musicale en streaming audio 2024 (novembre 2025): voci femminili nel 19% dei 10.000 titoli più ascoltati.
  6. USC Annenberg Inclusion Initiative, University of Southern California, Inclusion in the Recording Studio? (marzo 2026): Billboard Hot 100 di fine anno dal 2012 al 2025, donne al 36,9% fra gli artisti pop e al 16,1% fra quelli hip hop.
  7. FIMI, Music Engagement Study 2026.
  8. Lara Della Schiava, Università di Torino, studio su 10.965 testi rap e trap italiani dal 1993 a gennaio 2025 (Lingue e Culture dei Media, 2025): termini misogini nel 29,4% dei testi, nel 37,1% fra gli artisti più popolari. Lo studio esclude i testi di dieci rapper che scrivono in napoletano.
  9. Epps-Darling, Bouyer e Cramer, Artist Gender Representation in Music Streaming, conferenza ISMIR 2020.
  10. Victoria Cann, Girls Like This, Boys Like That (I.B. Tauris, 2018), dalla ricerca della University of East Anglia su 112 ragazze e ragazzi dai 13 ai 16 anni.

I dati dell’articolo. Fonte: Top of the Music FIMI/NIQ, Top 100 album e singoli settimanali dalla settimana 1 alla 40 del 2026 (26 dicembre 2025 – 1° ottobre 2026) e Top 100 di fine anno dal 2019 al 2025. Nostra elaborazione. Rap comprende trap, drill, urban e reggaeton; i casi in bilico sono nel pop.

L’unità è la presenza: un titolo in classifica in una settimana. Un brano o un album è “di una donna” se almeno una donna è fra gli artisti principali, da sola o in duetto; la donna ospite è quella solo nel featuring. Band miste, colonne sonore, compilation e brani con una donna solo ospite nel featuring sono contati a parte. Italiano o internazionale dipende dal primo artista principale.

Per l’estero vale lo stesso criterio; per IFPI e Spotify si contano gli artisti. Il foglio con tutti i 718 artisti classificati e le classifiche riga per riga è pubblico, con licenza CC BY 4.0: si può riprendere citando All Music Italia con il link.