Muore a 90 anni Costa, il liberale che odiava gli sprechi - L'Unione Sarda.it
Personaggi.
12 settembre 2026 alle 00:34
«È stato tante cose e ha avuto molteplici responsabilità, ma è stato sempre e solo un liberale in servizio permanente ed effettivo». Raffaele Costa, leader di quel Pli che predicava i tagli agli sprechi e scelse le forbici come simbolo della spending review (ma «è il simbolo degli eunuchi», obiettava sarcastico Craxi), avrebbe apprezzato la sintesi estrema ed efficace che ha usato per lui un democristiano (in servizio altrettanto permanente ed effettivo) come Pier Ferdinando Casini. Costa, morto ieri novantenne nella sua Mondovì, fu l’ultimo segretario del partito liberale, ma seppe sopravvivere alla Prima Repubblica e partecipare da protagonista agli inizi della Seconda. Oggi è il figlio Enrico, capogruppo di Forza Italia, a rappresentare la famiglia nella Camera dei deputati dove Costa senior sedette per trant’anni, dal 1976 al 2006. Sottosegretario con Cossiga, Fanfani, Spadolini e poi con Goria, Craxi e De Mita, diventò per la prima volta ministro con Amato (Politiche comunitarie). Poi nel governo Ciampi la delega ai Trasporti. Quando nasce il primo governo Berlusconi, nel maggio del 1994, il Pli ha cessato di esistere da tre mesi, fiaccato come altri partiti dall’onda di Tangentopoli. Ma il suo ultimo leader non viene sfiorato dalle inchieste e il suo pedigree liberale è prezioso per il Cav, che lo vuole alla Sanità. Sarà il suo ultimo incarico di governo, ma tornerà in Parlamento con l’Udc e poi con Forza Italia, dopo aver cercato l’elezione a sindaco di Torino per il Polo, perdendo contro il centrosinistra di Valentino Castellani. Nel 2004 però vincerà le elezioni come presidente della Provincia di Cuneo, sempre con il centrodestra, e nel 2020 entrerà in Consiglio regionale, ma dopo tre mesi dovrà rinunciare per motivi di salute. Orazio Schillaci, che oggi guida il ministero della Salute, ieri lo ricordava «per il suo straordinario spessore culturale, per l’impegno costante, anche da ministro della Sanità, al servizio delle istituzioni e per il suo rigoroso senso dello Stato». E il ministro della Difesa Guido Crosetto, cuneese come Costa: «Un liberale vero: laico, garantista, non incline alle mode e allergico alla burocrazia, agli sprechi, ai privilegi e a quel proliferare di norme, paletti e leggi contro cui ha condotto battaglie continue».
E se il Pd con Francesco Boccia ricorda Costa «con rispetto», dalla Lega è il senatore Giorgio Maria Bergesio a rimpiangerne «la grande capacità, la profonda esperienza e, soprattutto, il grande equilibrio».
Sarà sepolto lunedì a Mondovì, ventiquattr’ore prima dei funerali della sua conterranea Emma Bonino, e e come lei avrà funerali di Stato.
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